| Graviano in contatto con Berlusconi e servizi deviati? |
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Le deposizioni di Antonino Giuffré all’Aula Bunker di Firenze di Lorenzo Baldo «Pietro Aglieri e Carlo Greco mi parlarono di contatti fra l’on. Silvio Berlusconi e il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano>>. Depone al processo fiorentino per il fallito attentato allo stadio Olimpico del 1994 il collaboratore di giustizia Antonino Giuffré. In Cosa Nostra, racconta nel corso dell’udienza dello scorso 26 novembre, si parlava di <<Ienna>> e altri come tramiti per arrivare a Forza Italia - <<nel ’93, se ricordo bene>> - e di Giuseppe Graviano si diceva che <<avesse dei punti di riferimento con qualche personaggio legato ai servizi segreti>>. Soltanto ipotesi, specifica Giuffré, discorsi fatti <<dietro le quinte>> e mai confermati dai diretti interessati. Giuseppe Graviano, dice, <<non lo ho mai incontrato dopo il 1991>>. Anno in cui l’allora boss di Caccamo partecipò alla sua ultima riunione di Commissione prima di essere arrestato e durante la quale, ricorda, non si accennò alla strategia stragista che di lì a poco avrebbe preso il via con l’omicidio dell’on. democristiano Salvo Lima. Strategia della quale sarebbe stato successivamente informato, una volta uscito dal carcere, dal boss latitante Bernardo Provenzano. <<Io esco dal carcere nel 1993>>, racconta, <<15/20 giorni prima dell’arresto di Riina>>. <<Dopo un pochino di tempo riprendo i miei contatti abituali, in modo particolare riprenderò i contatti con Bernardo Provenzano>>. Il boss che in quell’anno prese il posto di Riina. Su proposta, tra gli altri, di Pietro Aglieri e Carlo Greco. E <<appena tornato in libertà>>, prosegue il pentito, <<ho ritrovato un Bernardo Provenzano diverso, che addirittura critica aspramente Salvatore Riina per le scelte fatte>>. Tanto che a dispetto della scelta stragista di zu Totò, che sarebbe proseguita sino al 1994 con il fallito attentato all’Olimpico, <<inizia in questo periodo del ’93 la cosiddetta strategia del “calati junco ca passa ‘a china, il periodo cosiddetto della sommersione di Cosa Nostra, ragion per cui quando “la piena passa” si rialza…>>. Strategia <<portata avanti da Provenzano, che in un certo qual modo era in contrasto con il gruppo di Brusca e Bagarella>>. <<Nel momento in cui si comincia a parlare di attentati che avverranno in altri posti –specifica - il Provenzano ci dice a noi di ritirarci da queste… la strategia di Bagarella e compagni farà una strada per conto suo e noi viceversa resteremo al di fuori di questo discorso>>. <<Continuare su questa strada, diceva Provenzano, era ormai controproducente. Si faceva semplicemente danno>>. <<Lui doveva raggiungere determinati obiettivi – l’abolizione dell’ergastolo, l’allentamento del 41 bis, la modifica della legge sui pentiti – in maniera non cruenta e cioè cercando i portare avanti… di trovare un certo dialogo con persone delle istituzioni>>. E nel narrare i fatti il pentito ricorda una frase <<che per tantissimo tempo è regnata sovrana in Cosa Nostra: contro lo Stato non ci si può [mettere]…>>. Interrogato poi in merito alla deliberazione delle stragi e alla cosiddetta trattativa tra Cosa Nostra e Stato dichiara di essere a conoscenza dei fatti soltanto per sentito dire. <<Non ho mai discusso ne sentito parlare di attentati al nord>>, sono le sue parole, <<quello che è successo nel ’92 io non l’ho vissuto>>, <<ragion per cui, non avendolo vissuto personalmente, mi astengo dal dire qualche cosa>>. In merito alla ricerca di rapporti dell’organizzazione criminale con personalità dello Stato con le quali avviare trattative che potessero risolvere interni a Cosa Nostra però risponde: <<Dopo l’arresto di Riina, inizia una strategia che per diverso tempo si era avviata appositamente nella ricerca di nuovi assetti, di nuovi personaggi, perché parte di quei personaggi che in precedenza avevano dato dei risultati… poi avevano deluso>>. E <<siamo alla ricerca, ognuno nel suo piccolo, di trovare degli agganci, di trovare delle soluzioni, di trovare nuove possibilità per cercare di iniziare un nuovo cammino>>. Successivamente, <<alla fine del 1993, ci sarà un altro fatto importante: la formazione di un nuovo assetto politico nazionale>> anche se <<Provenzano cercava sempre all’interno della Democrazia Cristiana il nuovo Salvo Lima e una persona su cui mirava era Mario D’Acquisto che poi è rimasta un’opera incompiuta>>. E sull’implicazione nelle stragi di servizi segreti, massoneria o forze politiche il Giuffré parla ancora di <<sentito dire>>. <<Non sono in grado di fare un nome o dei nomi>>, dice, nemmeno in merito ai rapporti di Antonino Gioè con Paolo Bellini è in grado di fornire spiegazioni precise. <<Si dovrebbe trattare di una persona legata ai servizi segreti ma sempre discorsi… io non sono in grado direttamente di dire qualche cosa in proposito>>. Stesso discorso con il già accennato discorso su Giuseppe Graviano. <<All’interno di Cosa Nostra, per ipotesi ogni tanto dietro le quinte girava voce che lo stesso Giuseppe Graviano avesse dei punti di riferimento con qualche personaggio legato ai servizi segreti>>. Un boss, il Graviano, che Provenzano avrebbe in passato definito <<pazzo>> per aver ucciso don Pino Puglisi e del quale neppure Riina sarebbe stato particolarmente contento <<In seno alla Commissione spesso e volentieri – ricorda Giuffré – diceva che se ne avesse avuto la possibilità con una ruspa mandamento di Brancaccio lo avrebbe spianato>>. |
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Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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