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Home arrow La Rivista arrow Lettere & Comunicati arrow "Lombardo chiarisca su archivio favori"
"Lombardo chiarisca su archivio favori" PDF Stampa E-mail

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7 maggio 2008
Palermo.
Sonia Alfano, candidata alla presidenza della Regione siciliana per gli “Amici di Beppe Grillo” e non eletta, interviene con una conferenza stampa sulla vicenda che nella scorsa settimana aveva suscitato scalpore.

 

“In un Paese normale chi viene tirato in ballo e’ tenuto a chiarire". A riguardo chiesta anche un'apertura d'indagini. Critiche anche per Anna Finocchiaro riguardo la scelta di aver acettato un posto al Senato. "Il presidente Lombardo deve dire se quell’archivio che gli organi di stampa hanno attribuito a lui nei giorni scorsi appartenga a lui e se sia fuoriuscito dalla sua segreteria. Mi sarei anche aspettata che Anna Finocchiaro chiedesse spiegazioni. Ma tutto cio’ manca”. Ha detto Sonia Alfano, candidata alla presidenza della Regione siciliana per gli “Amici di Beppe Grillo” e non eletta, che ha tenuto oggi una conferenza stampa sul ritrovamento su internet di un archivio contenente liste con richieste di favori, che nei giorni scorsi ha suscitato polemiche e un annuncio di querela da parte del presidente della Regione Raffaele Lombardo. “Io -ha sostenuto ancora - da cittadina comune voglio capire se questo archivio e’ suo o non e’ suo, hanno diritto a saperlo anche le migliaia di persone che alle scorse elezioni regionali non hanno votato per Raffaele Lombardo”. Infine la Alfano ha criticato Anna Finocchiaro per aver optato per il Senato: “Mi sorprende la bassezza dell’escamotage fatto dalla Finocchiaro per far decidere ad un organo politico a chi spetti il suo seggio dopo che lei aveva optato per il posto al Senato. Non voglio gridare all’inciucio ma mi chiedo se la Finocchiaro ritenga corretto questo suo comportamento”.

AGI 

Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, ucciso dalla mafia l'8 gennaio del 1993 a Barcellona Pozzo Di Gotto (Messina), e leader in Sicilia del movimento 'Amici di Beppe Grillo'' ha chiesto alle Procure siciliane di "aprire un' inchiesta per stabilire quale segreteria politica conservava l'archivio, con migliaia di raccomandazioni e segnalazioni, finito, probabilmente per vendetta, sulla rete internet". Alfano che, con l'aiuto di alcuni volontari, sta spulciando fra le centinaia di pagine, ha detto di "aver trovato un vero e proprio 'libro mastro della raccomandazione'. "C'é di tutto - ha spiegato - dalla segnalazione per un bambino di 5 anni che deve fare la pre-iscrizione a scuola, al concorco negli ospedali. C'é anche il militare che chiede di essere trasferito perché un genitore ha il cancro e chi, invece, chiede una casa. Accanto alla richiesta il nome del raccomandato e dell'onorevole che lo segnala. La maggior parte delle segnalazioni arrivano della Sicilia orientale". A rivelare l'esistenza del 'libro mastro della raccomandazione' era stato il periodico messinese 'Centonove'. Il file si scarica grazie ai programmi "peer to peer". "Oggi questa conferenza stampa - ha concluso Sonia Alfano - avrebbe dovuta essere indetta dal capo dell'oposizione in Sicilia, Anna Finocchiaro".

ANSA

 
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    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
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