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Antimafia Duemila

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'Ndrangheta: arrestati boss e politici PDF Stampa E-mail

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7 maggio 2008
Reggio Calabria.
In un'operazione congiunta di polizia e carabinieri,coordinata dalla procura di Reggio Calabria e condotta dalla Dia, sono stati arrestati il presunto capocosca Domenico Rugolo,il genero Vincenzo Romeo e l'esponente dell'Udc calabrese Pasquale Inzitari.



La Dia di Reggio Calabria ha arrestato Pasquale Inzitari, esponente dell'Udc reggina e candidato non eletto alle ultime elezioni politiche, cognato di Nino Princi, l'imprenditore rimasto gravemente ferito il 26 aprile scorso a Reggio Calabria nell'esplosione di un ordigno collocato sotto la sua auto. L'operazione è ancora in corso da parte della Dia di Reggio Calabria per l'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettante persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa finalizzate al compimento di attività criminali per il controllo economico sulla Piana di Gioia Tauro. Lo stesso Nino Princi è indagato per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta. Secondo l'accusa sarebbe stato il "dirigente" della cosca Rugolo sul piano finanziario. Nei confronti di Princi, la Dda di Reggio Calabria aveva chiesto l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare, ma l'attentato ha preceduto le forze dell'ordine. Adesso, vista la gravità delle condizioni di Princi, il provvedimento non è stato emesso. Princi si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Reggio Calabria. Nell'esplosione ha persone gambe e braccia e la vista.
Tra gli arrestati spicca il nome di Domenico Rugolo, di 73 anni, considerato dagli investigatori il boss della cosca Rugolo-Mammoliti ed è suocero del Princi. Una sorella dell'imprenditore di Gioia Tauro, invece, ha sposato Pasquale Inzitari, l'esponente dell'Udc. Anche la terza persona arrestata, Domenico Romeo, di 40 anni, é genero di Rugolo avendone sposato un'altra figlia. Romeo è il titolare di un'impresa di costruzioni operante sul territorio di Oppido Mamertina, ma secondo gli investigatori si sarebbe trattato del prestanome del suocero. A Reggio Calabria, riflettendo sui tempi della giustizia il Procuratore nazionale antimafia,Pietro Grasso, commenta: "Purtroppo a volte si arriva tardi",dice Grasso riferendosi al fatto che gli arresti dovevano essere eseguiti prima delle elezioni politiche. "Forse non si è voluto dare l'idea -continua Grasso- di interferire sul voto, essendo Pasquale Inzitari,uno dedegli arrestati,uno dei candidati". Ma l'operazione di stamane fatta in precedenza "avrebbe evitato l'autobomba che ha dilaniato l'imprenditore Princi,anch'egli destinatario di provvedimento restrittivo", aggiunge Grasso.

 

 
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    Baciamo le mani

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    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

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