| Ma è tutta una strategia raffinata di Cosa Nostra |
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di Giorgio Bongiovanni Il boss Pietro Aglieri, capo del mandamento di Santa Maria del Gesù, e stato condannato all’ergastolo in via definitiva per la strage di via d’Amelio in cui hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Era ed è uno dei «figliocci» del capo dei capi Bernardo Provenzano e, assieme a Carlo Greco, Antonino Giuffré, Benedetto Spera, Matteo Messina Denaro e qualche altro, è uno dei fautori della nuova strategia di Cosa Nostra voluta dal superlatitante. Aglieri in particolare si è reso portavoce di una delicatissima parte di questa strategia, la cosiddetta «trattativa» tra Stato e Mafia resasi indispensabile all’indomani delle stragi. Di qui la messa in scena della quale è protagonista con l’interpretazione del presunto convertito che si vuole riavvicinare a Cristo per tentare di convincere lo Stato, la società civile e la chiesa cattolica stessa di una eventuale conversione che lo spingerebbe, così come a suo dire vorrebbero fare altri, a dissociarsi da Cosa Nostra ammettendo le proprie colpe, ma senza coinvolgere altri uomini d’onore. In pratica Dissociazione sì, collabroazione no. Per ora questa metodologia è stata pagante solo con una piccola parte della chiesa cattolica, poiché alcuni sacerdoti hanno accolto positivamente queste richieste di ravvedimento. Grazie a Dio, invece, i magistrati impegnati in prima linea nella lotta alla mafia non gli hanno creduto. Anche perché, come ha spiegato benissimo il cardinale di Palermo De Giorgi chi veramente desidera la redenzione deve sì partecipare dell’Eucarestia, ma anche collaborare con le leggi umane dello Stato in modo da impedire che altri continuino a commettere omicidi e stragi di giusti e di innocenti. Non va poi dimenticato che Pietro Aglieri ha partecipato, insieme a Salvatore Biondino, alla ideazione, oltre che alla esecuzione della strage di via d’Amelio. Ciò significa che entrambi sono depositari di segreti di altissimo livello come per esempio il possibile coinvolgimento dei servizi segreti nella strage Borsellino. E potrebbero dire anche che tipo di esplosivo è stato usato, chi ha premuto il telecomando e da dove, chi ha passato le informazioni riservate relative agli spostamenti personali del giudice in visita alla madre, infine chi sono i mandanti esterni. Biondino era l’unico a sapere dove dormiva Riina ed era il più vicino dei suoi portavoce, mentre Aglieri era uno degli uomini più legati a Bernardo Provenzano. Ecco perché proprio a ridosso delle stragi nel '92 Aglieri comincia a inscenare la parte del devoto con tanto di cappelletta e santini sicuramente concordata con i vertici di Cosa Nostra impegnati nella ricostruzione dell’organizzazione dopo l’arresto di Riina. E così svolge un doppio lavoro: da una parte tutela sè stesso, dall’altra si muove strategicamente al fine di mantenere nel segreto il più importante dei segreti: ciò che doveva ottenere Cosa Nostra in cambio delle stragi. Aglieri e Biondino, sono tra i personaggi chiave. La strage Borsellino riserva ancora molti lati oscuri a partire dalla improvvisa accelerazione nel piano di vendetta di Cosa Nostra. Quindi dietro a questa presunta dissociazione, condivisa secondo l’Aglieri, da molti mafiosi, vi è un disegno raffinatissimo voluto da Provenzano e da altri che ha come fine ultimo l’insabbiamento definitivo di quei segreti che se mai dovessero essere rivelati potrebbero, tale è la loro portata, mettere in ginocchio lo Stato e Cosa Nostra stessa. Pietro Aglieri potrebbe essere il fattore scardinante dell’intero sistema della «trattativa». ANTIMAFIADuemila N°37 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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