| Attacco alla procura di Palermo (2) |
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Proviamo vero e proprio sgomento nell’apprendere dal settimanale L’Espresso che il Governatore di Sicilia si sarebbe incontrato nel retrobottega di un negozio di abbigliamento con Michele Aiello l’imprenditore considerato amico dei mafiosi, amico di Provenzano, se non addirittura il capo mandamento di Bagheria. Soprattutto perché nessuno o quasi ha gridato allo scandalo! Eppure in passato suscitò tanto clamore il racconto di Di Maggio sul bacio tra Riina e Andreotti, e non vi era neppure la prova! (Anche se io personalmente penso che Di Maggio abbia detto la verità) Oggi, se quanto è stato diffuso risultasse vero, avremmo perfino l’ammissione da parte del Governatore e la conferma che questo incontro è realmente avvenuto, ma nessuno ha osato proferir parola. In fondo non vi è tutta questa differenza, è solo una questione di cariche leggermente inferiori. La sinistra tace, fatta eccezione per l’onorevole Lumia e pochi altri suoi colleghi di partito, la maggioranza tanto peggio, nessuno è sceso in piazza o ha fatto gesti eclatanti per far sì che Totò Cuffaro, almeno, si dimetta dalla sua carica di Presidente della Regione. Dobbiamo forse credere alla storiella del “tariffario regionale”? Una situazione pazzesca, che ha del paradossale. Nella lotta alla mafia si è tornati al «Medio Evo», quando era solo una leggenda... Sul fronte dell’antimafia, poi, continua l’attacco alla Procura. Al centro ancora il Procuratore Aggiunto Guido Lo Forte che, uscito indenne dai tentativi di calunnia, ora viene attaccato direttamente dai cinque membri laici del CSM appartenenti allo schieramento della Casa delle Libertà che ne hanno chiesto il trasferimento per incompatibilità ambientale. Restiamo convinti, come già abbiamo scritto, che vi sia in atto un complotto ordito anche da forze esterne, sia nazionali che internazionali, che premono fortemente per rimuovere ogni eventuale ostacolo che possa porre in pericolo i nuovi equilibri tra mafia e potere o che possa intaccare in qualche modo i vari «santuari». Insistiamo nel ritenere che i procuratori Lo Forte, Grasso, Scarpinato, Ingroia, Di Matteo, Natoli e gli altri, nonostante le divergenze di vedute, rappresentino la forza indipendente della magistratura e della Giustizia che non conosce livelli di potere intoccabili. Fino a quando questi magistrati incarneranno questi valori saranno di intralcio a quella parte di potere che, sia esso di destra o di sinistra, si inquina con la criminalità mafiosa. Anche per questo motivo ci auguriamo vivamente che il Procuratore Grasso faccia appello a tutta la sua autorità affinché il CSM faccia chiarezza sulla nuova circolare che consentirebbe al sostituto procuratore Antonio Ingroia di tornare a pieno titolo nella DDA. Giorgio Bongiovanni ANTIMAFIADuemila N°38 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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