| Per una CULTURA DELLA LEGALITA’ n°39 |
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«Io non ho paura» Il parroco di Forcella contro la criminalità organizzata Gira tra i vicoli del quartiere di Forcella con un motorino sgangherato. E’ Don Luigi Merola, il giovane parroco di frontiera che è diventato un simbolo per aver incitato i napoletani a ribellarsi alla Camorra. L’ha fatto mentre celebrava i funerali di Annalisa Durante, la ragazza di 14 anni uccisa durante una sparatoria tra bande rivali, e l’ha ripetuto nelle omelie domenicali, nelle interviste e nelle numerose visite di quartiere. La prima volta che vide Forcella Don Luigi la scoprì abbandonata e, quando cominciò a camminare tra i vicoli, si rese conto che c’erano ancora famiglie che vivevano in abitazioni senza finestre e senza luce elettrica. <<La prima cosa che feci? Riunii un gruppo di collaboratori, perché a Forcella c’è anche tanta gente di buona volontà>>. Ma alla povertà del rione serve lo Stato. Uno Stato che qui <<è assente - ricorda Don Luigi - …fa troppo poco per sostenere chi non scende a patti con la Camorra. Basta vedere come sono ridotte le strade. Non c’è lavoro e quando c’è lavoro c’è miseria e degrado>>. Il parroco vuole la <<resurrezione di Forcella>>, <<Il sacrificio di oggi sarà motivo di rinascita per tutti noi>>, dice:<<Chi opera nel male deve sapere che sarà punito perché c’è una legge che farà il suo corso>>. E ai giovani ricorda: <<Perché questa morte non sia vana, ognuno faccia crescere il senso della legalità. Insieme impegniamoci con tutte le forze sane per la rinascita del nostro territorio>>. Don Merola, denunciando il malessere di un quartiere devastato, finisce nel mirino della criminalità organizzata che gli impone il silenzio. Per ben tre volte viene minacciato: una prima volta sotto il portone della sua casa: <<Parroco, adesso basta. La devi smettere di dare fastidio: sei stato avvertito>>. Scatta la denuncia. E un'altra volta ancora, due balordi armati gli dicono: <<Prete, se continui così sei un uomo morto. Verrai ucciso>>. Ma lui continua a parlare anche in diretta televisiva. <<Io non ho paura – dice – e non me ne vado>>. Qualche giorno fa l’abbiamo raggiunto telefonicamente. E’ nella Basilica di San Giorgio Maggiore, va di corsa, gli chiedo solo qualche minuto per fissare l’intervista, anche perché sta per partire, deve parlare in tv… e poi ha mille altri impegni, la parrocchia e i suoi bambini. Don Luigi, lei conosceva bene Annalisa, qual è il ricordo più bello che ha di lei? L’ho conosciuta circa tre anni e mezzo fa, quando sono venuto a Forcella come viceparroco. E sono diventato parroco proprio il giorno in cui è morta Annalisa: ho avuto l’inizio della mia missione con un battesimo di fuoco. Annalisa era una ragazza solare che aiutava gli altri. Quando succedeva qualche “becco” tra i suoi compagni cercava sempre di mettere pace. Anche il gioco era l’occasione per coinvolgere chi veniva messo da parte. Questa sua generosità mi ha sempre colpito! Poi amava tanto cantare. La musica era la sua vita: oltre alle canzoni napoletane, partecipava alla corale dei bambini, in parrocchia. Inoltre, aveva una particolare propensione alla preghiera. La sua morte ha fatto clamore perché Forcella, per tanto tempo, è stato un quartiere abbandonato, che ha vissuto nella paura della Camorra. Invece con la morte di Annalisa ha capito che bisogna reagire, uscire dalla paura e l’ha fatto con forza! Qual’è stata la reazione della famiglia? La mamma è sempre apparsa poco in pubblico. Questo dolore l’ha resa fragile a tal punto che il giorno dei funerali non è riuscita ad essere presente. Ultimamente, invece, quando la vado a trovare mi dice: <<Adesso tutti si sono mossi, anche le istituzioni e ho ricevuto tantissimi telegrammi, telefonate da tutte le parti del mondo: dall’America, dall’Australia… Come hanno reagito i ragazzi del quartiere dopo la morte di Annalisa? Hanno avuto paura, paura che potesse succedere nuovamente un episodio di quel genere. Le stesse mamme del rione hanno chiesto la presenza delle forze dell’ordine. Lei hai celebrato i funerali di Annalisa, e durante l’omelia ha detto ai fedeli: <<Non bisogna avere paura di nessuno e se ci uniremo insieme il quartiere risorgerà>>. Sì, è vero. Ho invitato il Prefetto, il Sindaco ed il Questore ad un patto di presenza costante nel quartiere. I progetti messi in cantiere per la rinascita dell’intera zona riguardano la realizzazione di una nuova scuola, il centro di ascolto per i giovani disoccupati, e di una nuova sede del Commissariato. E a giugno con Don Ciotti farò nascere delle cooperative (di artigianato, ecologiche e del turismo) che daranno da vivere a tante famiglie. Purtroppo il quartiere di Forcella vive nell’illegalità anche perché qui l’80% delle persone sono disoccupate, Si arrangiano a fare quello che capita, anche cose illecite. Qui la maggior parte dei negozi sono stati stati chiusi: da trenta si è passati a tre! Per non parlare poi di via Duomo dove i commercianti continuano a pagare il pizzo! Grazie all’intervento di Tano Grasso, che è venuto a trovarci in questi giorni, si cercherà di sensibilizzare i negozianti a creare un’associazione per contrastare il racket e l’usura. La gente ha bisogno di vedere i segni di questo cambiamento! E’ vero che si deve lavorare in silenzio, come dice il Cardinale, ma bisogna pur dire quali sono le realtà di bene e cosa si sta facendo adesso. Questa non è pubblicità, non è protagonismo, perché qui si rischia la vita. E poi, il protagonismo non si fa combattendo la camorra. Don Merola lei ha detto che la morte di Annalisa deve essere motivo di riscatto civile. Cosa bisognerebbe fare? Io ho iniziato coinvolgendo due scuole: quella elementare…e la media Teresa Confalonieri, dove ha studiato Annalisa, con i corsi di legalità. I ragazzi devono capire che la legalità è prima di tutto rispetto delle regole. Per esempio: se nel rione viene stabilito un orario in cui buttare la spazzatura la sera - per esempio alle 10, e non tutto il giorno - questo deve essere rispettato. Legalità significa anche rispettare le piante, non imbrogliare ed essere sinceri e leali anche quando si gioca. La legalità, in definitiva, è il rispetto dell’altro e di noi stessi. E’ un atteggiamento che i ragazzi dovrebbero acquisire sin quando sono piccoli. Abbiamo aperto, inoltre, una collaborazione molto proficua anche con le forze dell’ordine. Stiamo cercando di far capire ai ragazzi, attraverso costanti incontri nelle scuole, che loro sono qui per il nostro bene e che si occupano della nostra sicurezza. E’ partito anche un corso sul codice stradale. Perché anche qui da noi quando i ragazzi raggiungono i 12- 13 anni vorrebbero il motorino ma devono essere informati che esiste un codice da rispettare e da conoscere. A mio parere, a Forcella, molte persone vivono nell’ illegalità, probabilmente, anche non rendendosene conto, perché non conoscono neppure la legge. Alla sua forte presa di posizione la criminalità ha risposto con le minacce … Penso che nella vita bisogna saper pagare. Anche fare il sacerdote implica una rinunciare alla propria famiglia per avere la parrocchia come famiglia… Dunque il papà, se vede che qualcuno fa del male al proprio figlio, deve intervenire. Ed io essendo sacerdote farò di tutto per dialogare anche con loro (camorristi) e gli offrirò la possibilità di ritrovare la dignità e un lavoro onesto! Don Luigi, come vivono i ragazzi a Forcella? Purtroppo avendo pochi spazi, l’unico fino ad ora è stata la parrocchia, la maggior parte del tempo, lo trascorrono per strada. Il nostro progetto è quello di coinvolgerli il più possibile. Attualmente stiamo portando avanti tre attività: il teatro, il laboratorio di pittura e il doposcuola. Inoltre, è importante che questi ragazzi studino, perché se non lo faranno, non saranno mai accolti dalla società. Seguendoli si cerca di ridurre al minimo l’evasione scolastica e il pomeriggio i corsi di doposcuola fanno i compiti. Ritengo che si debba puntare molto sui bambini. Sono loro la futura generazione, e se nasceranno in un ambiente sano avremmo figli sani. Questa è solo una goccia nell’oceano. Come legge la dichiarazione del Cardinale: <<Alla Chiesa spetta la formazione delle coscienze non la supplenza delle istituzioni … un prete deve educare i giovani e le famiglie, non fare il poliziotto>>. Ha detto bene il sindaco: non ho fatto il poliziotto. Ho semplicemente fatto in modo che le istituzioni si muovessero e che il quartiere si aggregasse attorno alla comunità, per questo motivo sono diventato il loro punto di riferimento e il loro interlocutore. Ho suonato un po’ il campanello continuando a fare quello che ho fatto fino ad oggi: il prete. Don Luigi, cosa significa risvegliare le coscienze? Significa far capire quali sono i valori veri, che sono quelli che ha portato Gesù Cristo: il servizio, la donazione, la generosità, la solidarietà, la pace e il perdono. Oggi purtroppo è apprezzato chi ha soldi, chi ha una bella macchina e la casa. E’rilevante l’esteriorità. Come interpreta l’appello dell’ex boss Luigi Giuliano: <<Fate in modo di difendere Don Luigi>> e <<Sostenetelo con le vostre forze>>? Che anche a lui sta a cuore il risveglio del quartiere. Avendolo conosciuto il bene, dopo tanti anni in cui Forcella era sottomessa al clan Giuliano, vuole fare in modo che questo bene sia diffuso. Il messaggio è chiaro: adesso che avete conosciuto il bene non lasciatelo più. Un messaggio per i ragazzi? Il cammino è lungo. Però se cammineremo insieme facendo ogni giorno il nostro passo - e lo dobbiamo fare, senza pigrizie, senza paure - riusciremo ad arrivare al traguardo, altrimenti non ci arriveremo mai. box1 DA FORCELLA UNA SPERANZA PER LA CITTA’ La morte violenta di Annalisa, barbaramente assassinata dalla camorra ha scosso tutti gli Italiani. Ci uniamo al grido di dolore della famiglia e della gente di Forcella che si è ribellata perché la camorra ancora una volta si è fatta scudo dei piccoli e degli ultimi. Per questo chiediamo a tutti i napoletani da Posillipo a Capodimonte, dal Vomero a Chiaia, da Secondigliano a Ponticelli, dalla Sanità a Fuorigrotta, di scendere in piazza per rompere il muro della paura. Vi invitiamo a fare questo nel trigesimo della morte di Annalisa il 29 Aprile con una fiaccolata che percorrerà le strade di Forcella per esprimere la volontà di riappropriarci della nostra bella Napoli. Intanto chiediamo alle Istituzioni: 1. una presenza forte, permanente e efficace sul territorio; 2. la disponibilità a prevedere interventi straordinari ed urgenti per far sì che la società civile possa riappropriarsi di un territorio per troppo tempo lasciato in balia della criminalità organizzata; 3. di destinare al più presto a uso sociale i beni immobili a Forcella tolti alla camorra; 4. di allargare nella zona gli interventi socio culturali e di riqualificazione territoriale (come il progetto URBAN) previsti per altri quartieri. Che l’urlo di dolore di Forcella diventi impegno per la trasformazione della città. L’appuntamento è per il giorno 29 aprile in piazza Calenda (Teatro Trianon) alle ore 19.30 box Viaggio tra gli innocenti Villa Literno è un dedalo di strade strette, senza marciapiedi, senza un’ombra di verde. Un agglomerato di cemento composto da case coloniche basse e allineate che, senza soluzione di continuità, invade l’agro aversano. Un comprensorio di diciannove comuni fatto di insediamenti tutti uguali. Resi più disadorni dall’immondizia che l’emergenza rifiuti abbandona agli angoli delle vie. “Qui – riferiscono alcuni del luogo – anche i sensi unici del piano traffico sono opinabili”. Rispettati soltanto se c’è la Volante in servizio di pattuglia. Altri pericoli, anche più gravi, non sono contemplati. Qui, una settimana fa, nei pressi della Scuola Media Leonardo da Vinci – non lontano dal centro del paese – è stato ammazzato Stefano Aversano, 22 anni. “Era a piedi, lo hanno abbordato con le motociclette in pieno giorno. Non è stato un errore di persona, volevano proprio lui”. In precedenza - ma è soltanto un episodio fra i tanti – per tragica fatalità è caduto Giuseppe Rovescio, 25 anni. “Faceva il falegname ed era un ragazzo benvoluto da tutti, nulla da spartire con i clan”. E’ successo in via Chiesa, dinanzi al Roxy Bar, a pochi passi dal sagrato. “Passava la serata con gli amici”: il luogo di ritrovo è stato disertato per qualche settimana poi, lentamente, è tornata la normalità. A raccontarlo sono ragazzi di terza media, sezioni B ed F, della Leonardo da Vinci. Hanno, a volte, gli occhi spauriti di Anna che non parla volentieri. Nell’età in cui comincia a formarsi il senso critico l’omertà non c’entra, il silenzio è soltanto la spia di un disagio. Ed infatti ci confida di una vita normale che “manca di entusiasmo e spensieratezza”. Talora confusi come Assunta che invitata a proporre soluzioni alla violenza tira un sospiro e sibila “non lo so!” ricordando nel contempo le mille, abituali raccomandazioni dei genitori che “dovrebbero avere più sicurezza per i figli”. Bambini che si preoccupano per mamma e papà, inevitabilmente un po’cresciuti: “la perdita di un figlio – dicono – è molto brutta”. Sono bambini e, dunque, non odiano. Agli assassini riservano la rabbia. Come Giovanni che afferma: “penso che lo facciano per vivere, per i soldi. Ma anche per necessità certe cose – soggiunge – non si fanno”. Le parole frenate da alcuni fioriscono invece sulla bocca di altri meno avvertiti e coscienti. E’ il caso di Saverio che sostiene, a mezza voce ma senza mezzi termini, che “a Villa Literno c’è molta camorra e gli episodi del genere sono parecchi”. E finiscono per tradire cosmica insicurezza quando conclude dicendo che “a ragazzi della nostra età non è ancora accaduto”. Melania, dal canto suo, si scaglia contro l’omertà ed aggiunge che lei parlerebbe “certamente con persone responsabili quali insegnanti o genitori”. “Non i preti – afferma – in loro non ho fiducia perché non comprendono le problematiche di noi ragazzi. Sono distanti dalla nostra realtà”. Personcine che vedono il loro futuro come un sogno. E’ libertà immaginare una carriera da calciatore professionista come ad esempio fa Mario. Altri, più realisti, lo pensano lontano: “Perché – dice Simone – su 10.000 abitanti non si possono mettere soltanto in 50 ad impegnarsi per un avvenire migliore. C ‘è bisogno di almeno i 3 / 4 della gente”. La nostra guida in questo viaggio tra gli innocenti è Antonio Ciliento, consigliere comunale diessino, fautore di un’analisi particolare: “I ragazzi che si spingono nel mondo criminale hanno un sostegno nel ruolo della famiglia. Questa violenza nasce nei nuclei familiari dal modo di educare dei padri e delle madri, dai rapporti tra genitori e figli”. Invoca studi sociali che lo Stato dovrebbe promuovere per giungere a diagnosticare alla radice, mali e soluzioni. “ La cultura della prepotenza alligna proprio nei contesti familiari, dove si consumano inconfessabili complicità formative che lo Stato dovrebbe punire”. Silvestro Montanaro “ LA GERBERA GIALLA” 1 – 8 maggio 2004 La Gerbera gialla è una manifestazione nata a Reggio Calabria il 2 maggio 1993, con il nome di “ Un fiore per non dimenticare” e divenuta, col tempo la giornata regionale antimafia della Calabria. Itinerante sul territorio della regione, ogni anno viene dedicata ad un territorio particolarmente a rischio, dalla locride alla sibaritide, dal crotonese al vibonese alla Piana di Gioia Tauro. L’edizione 2004, a seguito dei recenti successi ottenuti da Forze dell’Ordine e Magistratura ma anche, purtroppo alla ventilata ripresa di una guerra tra le locali cosche, è dedicata a Reggio Calabria e la sua provincia. Programma: 1 maggio Firenze – Campi Bisenzio 3 Maggio Palermo P.zza Politeama ore 17 CALABRIA 4 maggio Sinopoli (RC) ore 17. “ In Piazza con gli studenti” 5 maggio Villa San Giovanni (RC) ore 10 " In Piazza con gli studenti” 6 maggio Platì (RC) ore 17 “Un calcio alla mafia” ore 19 Premiazione - ore 20 In Piazza nel segno della “Gerbera” 7 maggio Palmi (RC) ore 10 Incontro con le scuole 7 maggio ore 18 Reggio Calabria Sala consiliare di Palazzo San Giorgio Tavola rotonda “ Le zone grigie della criminalità ”, partecipano : Piero Grasso, Gherardo Colombo, Salvatore Boemi, Piero Marrazzo, Angela Napoli, Umberto Ambrosoli, Luigi Li Gotti, Maria Falcone, Eugenio Facciolla. 8 maggio ore 9 Reggio Calabria P.zza De NAVA MANIFESTAZIONE REGIONALE ANTIMAFIA 8 maggio ore 18,30 Villa San Giovanni (RC) Castello Alta Fiumara Premio Gerbera Gialla Antonino Caponnetto 2004 con: Gherardo Colombo, Guido Papalia, Nicola Gratteri, Salvatore Boemi, Gen. Gennaro Niglio, Salvatore Arena, Piero Marrazzo, Michele Santoro. I premi saranno conferiti da Elisabetta Baldi vedova Caponnetto. Per informazioni www.riferimenti.org Associazione Familiari Vittime Strage Via dei Georgofili In collaborazione con la Regione Toscana Con la partecipazione della Fondazione Caponnetto e della rivista ANTIMAFIADuemila Università la Sapienza Pisa 13 Maggio 2004 ore 15.30 “41 bis Strumento di lotta alla Mafia o tortura di Stato?” Intervengono: Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna, Procuratore Capo Palermo Pietro Grasso, Direttrice di Istituto Penitenziario Rita Barbera, Docente di Diritto Penitenziario Università di Pisa Luca Bresciani, Fondazione Caponnetto Alfredo Galasso, Avvocato di Parte Civile nel processo per le stragi del ’93 Danilo Ammannato, Direttore della Rivista ANTIMAFIAduemila Giorgio Bongiovanni, Vicepresidente Associazione Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli Coordina il giornalista Francesco Nocentini Forum sociale antimafia “Peppino Impastato” 1978-2004. Mafia e antimafia a 26 anni dall’assassinio di Peppino Impastato A 26 anni dall’assassinio di Peppino Impastato un nuovo appuntamento del Forum sociale antimafia a lui intitolato. Il programma di quest’anno prevede le seguenti iniziative: Venerdì 7 maggio, ore 9: iniziative nelle scuole di Cinisi e Terrasini. Ore 16: Forum La memoria rivisitata: resistenza antimafia e resistenza antifascista tra emergenza e revisionismo. Ore 21: L’ultima violenza, di Giuseppe Fava, a cura dell’Associazione “Giuseppe Fava”. Sabato 8 maggio, ore 10: Forum Uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Esperienze e problemi. Ore 15: Forum Mafia, precarietà e salario sociale. Ore 17: Forum Il saccheggio del territorio. Dalla terza pista al ponte sullo Stretto. Ore 21: spettacolo di musica popolare. Domenica 9 maggio, ore 10: Forum Mafie e potere nel villaggio globale. Questione morale, crisi della democrazia, nuovo protagonismo. Ore 15: Corteo da Radio Aut di Terrasini a Cinisi. Ore 21: concerto in piazza. Per informazioni: Centro Impastato Palermo: tel. 0916259789, fax 091348997, Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , www.centroimpastato.it Il prossimo 10 maggio il " Laboratorio Maieutico Dolciano / LMD " di Verona e L' "Istituto Veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea ", presentano a Verona, alle studentesse , agli studenti, alle educatrici e agli educatori sensibili, il documentario : "Danilo Dolci, memoria e utopia" del regista Alberto Castiglione. Alla visione del documentario seguiranno le testimonianze di Emilio Butturini, Carlo Romano, Nives Fedrigotti, e un dibattito aperto agli studenti, con il regista Alberto Castiglione. Per informazioni http://ddp.splinder.it/ Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Palermo, domenica 23 maggio in occasione del 12° anniversario della strage di Capaci la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone organizza un incontro presso l’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone. Saranno presenti varie delegazioni di studenti provenienti da tutta Italia. Anche quest’anno ci sarà il “Villaggio della Legalità” realizzato dai ragazzi della Consulta di Palermo, con uno spazio dedicato alla presentazione dell’opera di Giosuè Calaciura tratto da una rielaborazione del libro di Francesco La Licata “Storia di Giovanni Falcone”, curata dal maestro Mimmo Cuticchio. La mattina all’Aula Bunker, poi, nel pomeriggio un corteo fino all’albero Falcone in Via Notarbartolo e una serie di iniziative culturali fino a tarda sera. Per maggiori informazioni visitare il sito della fondazione www.fondazionefalcone.it Esce in tutte le edicole della Calabria “News dall’Osservatorio” In tutte le edicole della Calabria è presente da poche settimane un nuovo mensile “News dall’Osservatorio”, diretto da Fabio Guarna, è edito dall’Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti, presieduto da Carlo Mellea. Un periodico che mira a educare alla legalità e ad aprire una finestra sulle problematiche legate alla riforma del sistema giudiziario. Per informazioni contattare l’Osservatorio FBS Via Pietro Nenni, 3 Soverato(Cz) Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo tel. 347/6245171 fax 0967-522142 ANTIMAFIADuemila N°39 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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