| Ingroia dovrà aspettare ancora tre anni! |
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Non rientrerà alla Dda il sostituto procuratore Antonio Ingroia, pm al processo Dell’Utri e storico magistrato antimafia. A deciderlo l’ultima circolare del CSM che con 13 voti a favore e 9 contrari ha disposto che il pm dovrà aspettare altri tre anni. Un altro fiore all’occhiello che rende ancora più assurda la già assurda circolare degli «otto anni», quella che stabilisce l’antimafia a scadenza. Dopo le aspre polemiche che avevano spaccato la Procura di Palermo, in seguito alle scelte interpretative delle regole effettuate dal procuratore Grasso, il possibile rientro di Ingroia poteva, forse, reinstaurare un clima un po’ più sereno. Tuttavia anche questa volta il Procuratore Capo, di fronte alla consueta nebulosità dei documenti del Consiglio, ha voluto chiedere lumi. In sostanza la nuova circolare, pur mantenendo il limite degli otto anni, dispone che si possa rientrare nella Dda dopo tre anni, se questo periodo di tempo viene trascorso in «decantazione», ossia ad assolvere altri incarichi. Come noto Ingroia in questi tre anni (la sua permanenza in DDA è durata dal 30 aprile 1992 alla stessa data del 2000) ha continuato a svolgere indagini antimafia però non per sua espressa volontà, ma per «eccezionali ed irrinunciabili esigenze di servizio», quindi su richiesta del Procuratore. Il documento del Csm decreta infatti che solo la domanda esplicita del pubblico ministero interrompa il periodo di «decantazione». In teoria, quindi, Ingroia aveva pieno titolo per rientrare. O almeno ne era convinto il magistrato così come i 9 consiglieri del CSM che hanno votato a suo favore. «A giudicare dalla maggioranza piuttosto risicata del CSM - ha infatti dichiarato il pm - le mie ragioni per tornare alla DDA non erano poi tanto infondate». Il nodo da sciogliere, però, riguardava la retroattività del provvedimento. Visto che la nuova norma è stata introdotta a partire dal gennaio di quest’anno - ha sentenziato il plenum - Ingroia dovrà dunque attendere il 2007 per tornare a fare formalmente parte della squadra antimafia. Dal canto suo il procuratore Grasso sottolinea che tale decisione «dimostra che erano reali i problemi interpretativi nell’applicazione della nuova circolare sulle tabelle e che il quesito andava comunque posto, anche per regolare allo stesso modo casi similari anch’essi presenti in ufficio». Ingroia si è comunque messo a disposizione delle esigenze dell’ufficio, «così come lo sono stato in questi anni in cui mi sono occupato di tutto», ha ribadito. E a tal proposito non si è fatta attendere la risposta del Procuratore: «Se da un punto di vista formale il collega Ingroia potrà rientrare solo fra tre anni nel pool antimafia, da un punto di vista sostanziale continuerò ad avvalermi concretamente della sua esperienza, della sua professionalità e della sua approfondita conoscenza del fenomeno mafioso». A.P. ANTIMAFIADuemila N°39 |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
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Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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