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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
I compiti dell’Antimafia PDF Stampa E-mail
di Luca Tescaroli


A tre anni dall´inizio della legislatura e dopo aver concentrato l´interesse su numerose aree del Paese, compiendo anche missioni estere, la commissione parlamentare Antimafia approda a Palermo, ove procederà nei prossimi giorni alle audizioni dei vertici degli enti locali (presidente della Regione, presidente della Provincia, sindaco), del Comitato per l´ordine e la sicurezza e degli uffici giudiziari della città. Ritengo sia utile interrogarsi sul significato dell´iniziativa in un momento storico caratterizzato dall´abbandono da parte dei cosiddetti Corleonesi della logica brutale dello scontro con lo Stato, dalla più proficua e silenziosa «rivitalizzazione» di Cosa nostra e dal suo «inabbissamento».
Spetterà ai membri della commissione decidere se dare corso a una rappresentazione vuota di facciata o se decidere di affrontare i nodi del problema: gli atteggiamenti di interessata disponibilità di alcuni appartenenti alla politica a interagire con il sistema mafioso, i rapporti tra la politica e gli uomini d´onore e i motivi delle frequentazioni recentemente emersi tra mafiosi ed esponenti politici di rilievo. Quelle relazioni storicamente costituiscono l´elemento di forza dell´organizzazione mafiosa. Subito dopo la sua costituzione nel 1963 e negli anni seguenti, la commissione Antimafia aveva saputo svolgere una funzione di stimolo sia per la magistratura, sia per gli uomini di cultura, sia per la società civile nell´indurre a scandagliare il fenomeno mafioso e nello studiarne la portata, rappresentando una sorta di avanguardia nell´azione di contrasto alla criminalità, soprattutto nella prospettiva di disvelare le complicità politiche.
In questa opera tale organismo si era avvalso della possibilità di sfruttare strumenti più duttili e giudizi meno rigorosi di quelli giudiziari, finalizzati a esprimere valutazioni in ordine alla responsabilità politica e non a quella penale. Possiamo dire che anche oggi la commissione Antimafia continua in siffatta preziosa opera? Dalla relazione annuale approvata dalla commissione nella seduta del 30 luglio 2003 non si possono intravedere segnali confermativi di un serio proposito di scandagliare efficacemente i legami politico-mafioso-imprenditoriali. Il suo lavoro appare concentrato sulle manifestazioni tipiche della mafia militare, non volto ad arare l´insidioso terreno dei rapporti tra mafia, politica, imprenditoria e finanza e proteso a redarguire quei magistrati che hanno svolto investigazioni nei confronti di imprenditori del Nord per cercare di individuare i cosiddetti committenti oscuri dello stragismo dei primi anni Novanta. Sono state formulate da parte di suoi autorevoli componenti teorie sull´autonomia tra mafia e politica e sulla negazione della strategia della immersione da parte della mafia, che si sono coniugate con propositi, divulgati tramite media, di intervenire per introdurre criteri normativi sui collaboratori di giustizia (innalzare il tetto di un quarto di pena da scontare prima di essere ammessi a benefici, impedire che le condanne si possano basare sulle sole dichiarazioni dei pentiti) e con una costante attività di delegittimazione della magistratura.
Tutto ciò non induce all´ottimismo e depone per far ritenere che oggi la commissione Antimafia svolga una funzione deflattiva piuttosto che stimolativa delle investigazioni concernenti le cosiddette «relazioni esterne». Ma per cambiare c´è sempre tempo.



ANTIMAFIADuemila N°39
 
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    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
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    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
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    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
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