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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
La posta di AntimafiaDuemila n°40 PDF Stampa E-mail
PER MOTIVI DI SPAZIO E PER SODDISFARE TUTTE LE VOSTRE RICHIESTE DI COLLABORAZIONE, VI INVITIAMO AD INVIARCI TESTI CONCISI, ALTRIMENTI DOVREMO ACCORCIARLI SECONDO NOSTRO CRITERIO OPPURE TRALASCIARLI.


IN PRINCIPIO ERA LA PIOVRA

Con questa nota vorrei proporre a coloro che si occupano di antimafia un orientamento, non so quanto nuovo ma spero utile per sottrarre i giovani al dominio degli stereotipi divulgati dalla pubblicistica corrente, spesso piuttosto ondivaga e superficiale, quando non in malafede. Andrebbe a questo proposito ricordata l'opera sistematica di disinformazione condotta da taluni mezzi di comunicazione di massa, utilizzati in questi ultimi anni come veicolo occulto di interpretazioni strumentali e devastanti, volte a costruire ed incanalare un facile consenso verso quell'area grigia che talvolta non si cura nemmeno di nascondere la sua contiguità con esponenti delle cosche mafiose. Ma questo è un altro discorso.
L'impegno profuso dalla scuola in questi anni per la formazione di una cultura contro la mafia è stato generoso e continuo: e tuttavia vi è bisogno di uno sforzo ulteriore e diverso se nell'iconografia delle manifestazioni, studentesche e non, siamo ancora infestati dalla raffigurazione della piovra, metafora stantia e modello interpretativo ambiguo e pericoloso del fenomeno, che da essa ricava connotati di mistero ed onnipotenza, perfettamente funzionali al raggiungimento dei suoi scopi - come dire? - istituzionali.
Abbiamo forse trascurato in definitiva il tentativo di applicare nel lavoro con i giovani i risultati delle analisi scientifiche condotte dagli studiosi: e questo ha consentito in pratica che il ruolo di "analisti della mafia" finisse per essere in buona parte delegato ai principali collaboratori di giustizia, come Tommaso Buscetta o Gioacchino Pennino, e alla produzione in gran parte giornalistica che si preoccupava di diffondere le loro interpretazioni.
Da qui il perpetuarsi di alcuni "miti" correnti sulla mafia, che gli stessi collaboratori tendevano e tendono ad accreditare per attribuire una motivazione il più possibile nobile alla loro decisione di abbandonare Cosa nostra.
Il più pericoloso di essi è quello di una mafia antica e buona, dispensatrice di giustizia e pacificatrice dei conflitti, contrapposta ad una nuova mafia, sanguinaria al punto da uccidere donne e bambini, e priva di regole tanto da contravvenire all'antico e rispettato codice d'onore, e da diventare produttrice e spacciatrice di stupefacenti. Il fenomeno mafioso è un sistema di violenza e illegalità finalizzato all'accumulazione del capitale e all'acquisizione e gestione di posizioni di potere, che si avvale di un codice culturale e gode di un certo consenso sociale.
So di non aver detto in questo intervento nulla di originale spero perciò che esso sia discusso, criticato, demolito, ma comunque che risulti utile per continuare.
Domenico

Gent.le Domenico,
l’inabissamento di Cosa Nostra in tutti questi anni è riuscito e il sondaggio effettuato nelle scuole siciliane ai ragazzi delle medie né è una triste prova. Alla domanda <<Che pensi dei giudici Falcone e Borsellino?>> i ragazzi di nove scuole hanno risposto <<erano eroi stupidi perché erano andati consciamente incontro alla morte>> <<… un comportamento coraggioso ma è necessario farsi giustizia da sé per non fare una “cattiva fine” o essere etichettati come “sbirri” o “infami”>>. Lo spaccato che emerge dal punto di vista della legalità è davvero agghiacciante, il test era stato fatto su un campione di 135 alunni prevalentemente nelle zone considerate ad alta incidenza mafiosa.  
La strategia del silenzio dunque di Cosa Nostra ha decisamente portato i suoi benefici e il silenzio-assenso degli organi di Stato ha contribuito notevolmente a questo risultato. A pagarne le spese, come sempre, sono i più deboli, in questo caso i ragazzi che vivono nei quartieri “caldi” come quello di “S. Lorenzo”. Questa immersione voluta dalle “menti” dell’organizzazione mafiosa non ha comunque arrestato la sua ascesa, che anzi in questi anni si è consolidata maggiormente a livello nazionale e internazionale agganciando rapporti importanti con organi della politica, delle istituzioni, dell’imprenditoria e delle mafie estere legate a loro volta al terrorismo.
In questo quadro storico è vero che la stampa si è molto limitata a rendere più chiaro il concetto sulla trasformazione ed evoluzione in questi anni di Cosa Nostra all’interno dell’apparato dello Stato, alcuni giornalisti hanno partecipato, come tu stesso hai detto, alla grande “opera sistematica di disinformazione” altri, in realtà, non hanno avuto nessun  ruolo se non quello di servire il loro padrone, fanno eccezione alcuni giornalisti “contro corrente”, qualcuno è stato infatti allontanato dai servizi mediatici diretti al grande pubblico.
 “La Piovra” sullo stile del film di Michele Placido nell’immaginario collettivo, soprattutto dei ragazzi, non esiste più da tempo, come non esiste il mito del codice d’onore degli uomini di Cosa Nostra, questo lo si riscopre solo nei film sulla mafia americana degli anni ’30, all’interno della quale il “valore” dell’onore veniva vissuto veramente anche se a modo loro dai “vecchi” padrini. 
Purtroppo proprio l’Italia, casa madre di Cosa Nostra, non ha sviluppato una cultura chiara approfondita del problema mafioso attribuendolo spesso erroneamente solo al sud del Paese, ciò che resta ora è per lo più un’idea obsoleta dell’organizzazione, apparentemente meno rischiosa ma molto confusa così che tutti possono sproloquiare a loro piacimento, dicendo la loro e attribuendogli a volte un ruolo “positivo” quando dà lavoro e protezione.
Dovrebbero inserire la storia della mafia invece come materia di studio nelle scuole, insegnare come si è arricchita Cosa Nostra e di quali appoggi si è avvalsa, cosa succede in Africa, in Colombia e nei Paesi dove non vi sono leggi democratiche a proteggere la legalità e i soprusi ed ancora che succede poi nelle banche svizzere, come avviene il sistema di riciclaggio dei soldi sporchi, e ancora come si muore oggi a causa della mafia. A questo proposito sarebbe interessante leggere la requisitoria del Processo per associazione mafiosa al Sen. Dell’Utri per capire come secondo gli inquirenti si muove oggi la mafia e quanto potrebbe essere cambiata da quando tutti la chiamavano “La Piovra”.
Per quanto riguarda il ruolo dei collaboratori di giustizia è fondamentale ricordarsi che solo attraverso il loro contributo si è avviata una seria lotta contro Cosa Nostra. Fu proprio Tommaso Buscetta infatti a spiegare per la prima volta al dottor Falcone l’organigramma di Cosa Nostra, informazioni che sono state determinanti a istruire il primo maxi-processo contro 476 boss di Cosa Nostra. Come lui, tanti altri “pentiti” hanno fornito alla magistrature preziosissime informazioni sull’evoluzione di Cosa Nostra. Salvatore Cancemi ne è un altro esempio, membro della cupola, si è costituito alla giustizia fornendo informazioni persino sul luogo dove avrebbe dovuto incontrare il superboss Bernardo Provenzano, ma come ha anche lui afferma nel suo libro – intervista “Riina mi fece i nomi di… Confessioni di un ex boss di Cosa Nostra a Giorgio Bongiovanni” che si può richiedere presso la nostra redazione, per una serie di motivi nessuno si preoccupò di andare a vedere se effettivamente Cancemi diceva la verità oppure no. In ultimo, ma non in ordine d’importanza Antonino Giuffrè anche lui vicino a Provenzano è tutt’ora al centro di molte inchieste di mafia come testimone e persona informata sui fatti. Per concludere invitiamo tutti i nostri lettori ad un’attenta lettura dei documenti processuali che sono pubblici e che possono essere richiesti presso le segreterie dei Tribunali italiani, in particolar modo consigliamo la lettura del procedimento contro il Sen. Andreotti che ha interessato la cosiddetta “Prima Repubblica” e quello contro il Sen. Dell’Utri della “Seconda”  entrambi celebrati a Palermo. 
Silvia Cordella



Alla domanda <<Che pensi dei giudici Falcone e Borsellino?>> i ragazzi di nove scuole hanno risposto <<erano eroi stupidi perché erano andati consciamente incontro alla morte>> <<… un comportamento coraggioso ma è necessario farsi giustizia da sé per non fare una “cattiva fine” o essere etichettati come “sbirri” o “infami”>>


“Fu proprio Tommaso Buscetta infatti a spiegare per la prima volta al dottor Falcone l’organigramma di Cosa Nostra”



Lettere al Direttore


Caro Bongiovanni,
scusami se ti do del tu, un'abitudine che ho solo con i compagni, nonostante la mia veneranda età.
Questa premessa è indispensabile per le cose che voglio dirti.
Non ritieni che sia stato un errore aver preso una posizione partitica in una rivista come la vostra, pregna di contenuto politico attuale? Con questa presa di posizione avete legato le questioni che ponete come antimafia e che riguardano TUTTE le persone democratiche italiane solo alla lista Di Pietro.
Al di là della elezione di Chiesa, e sono lieto della sua elezione del resto ne condivido le idee, però ribadisco il mio giudizio - ora che le elezioni sono passate - e che è solo un contributo da compagno a compagno.
Non ritieni inoltre, che il formato della rivista debba essere reso più leggibile? Bisogna infatti fare uno sforzo per leggere tutto ciò che è scritto in tante pagine dense e fitte, anche se molto interessanti.
Mi auguro che tu prenda questa mia lettera come contributo di una persona interessata ai temi che trattate e non come una critica.
Ti invio cordiali e fraterni saluti. Mimmo Rizzo

Caro Mimmo,
grazie per la tua schiettezza, e certo, diamoci pure del tu!
E grazie anche perché le tue perplessità mi danno modo di rispondere anche ad altri che probabilmente la pensano come te. Per quanto riguarda la presa di posizione “partitica”, come la definisci tu, mi dispiace che forse non siamo stati sufficientemente chiari. Abbiamo appoggiato solo e soltanto Giulietto Chiesa, non abbiamo scelto alcun orientamento politico. Né tantomeno permetteremo mai che un qualsiasi schieramento influenzi le nostre inchieste specialmente sul nesso mafia – politica – istituzioni – imprenditoria che riteniamo nodale. Del resto lo dimostra il nostro lavoro di questi quattro anni e non abbiamo intenzione di cambiare in questo senso. 
Quanto al formato, ahimè, ti capisco, ma non è così facile come sembra. La mole urgente di informazioni sulla mafia ci costringe a limitare al massimo gli spazi e non hai idea di quante notizie dobbiamo escludere dalla pubblicazione. Meno male che poi si possono consultare sul nostro sito che, se hai la possibilità, ti consiglio di visitare www.antimafiaduemila.com
Grazie ancora e a presto. 
Giorgio Bongiovanni









www.antimafiaduemila.com
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Sto preparando la tesi sulla criminalità organizzata transnazionale, con riferimenti alla criminalità organizzata musulmana, volevo sapere se potete indirizzarmi per trovare dei testi che trattano questi argomenti.
Grazie per la considerazione
Chiara


Ciao Chiara,  ti consigliamo la lettura del libro di Jean Ziegler "I signori del crimine. Le nuove mafie europee contro la democrazia", di cui riportiamo questa breve recensione.
"Le nuove mafie sono perfettamente integrate nella globalizzazione dei mercati finanziari, nel
flusso immediato delle informazioni che Internet rende possibile: da questo scenario ricavano profitti e forza, arrivando a condizionare, se non a ricattare, lo stesso potere politico. L'analisi di Ziegler prende forma in un racconto incalzante, che ci rivela realtà insospettate e tremende. L'esame di dati e informazioni provenienti
da archivi prima inaccessibili è reso vivace dalle testimonianze che lo accompagnano: magistrati e ufficiali di polizia di tutta Europa, impegnati ogni giorno in un lotta contro un nemico sfuggente, spesso nascosto sotto la maschera della legalità.
Tropea Editore, Anno Edizione: 2000 - Prezzo: 14.98 euro


ANTIMAFIADuemila N°40
 
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
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    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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