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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
Il pentito Vincenzo Calcara assolto dal reato di calunnia PDF Stampa E-mail
di Lorenzo Baldo


“All’esito dell’odierna udienza in camera di consiglio, questo Giudice ritiene che la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal Pubblico Ministero non possa essere accolta, e che nei confronti dell’imputato debba invece essere pronunciata, ex art. 425 comma 3 c.p.p., sentenza di non luogo a procedere in relazione all’imputazione indicata in rubrica, perché il fatto non sussiste”.
Inizia così la motivazione di assoluzione nei confronti di Vincenzo Calcara, formulata dal Gip di Marsala Andrea Scarpa lo scorso 17 giugno, in relazione al reato di calunnia contro Antonio Vaccarino. “Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”. In dieci pagine il Gip spiega punto per punto perché Vincenzo Calcara non ha mentito sull’ex sindaco di Castelvetrano Antonio Vaccarino. Nel 1998 il Vaccarino aveva querelato Calcara per essere stato da lui accusato di essere “uomo d’onore” di Castelvetrano, mandante dell’omicidio dell’allora Sindaco di Castelvetrano Vito Lipari (13 agosto 1980) e di essere coinvolto in un traffico di droga. La difesa di Vaccarino aveva dichiarato che il suo intento era quello di ottenere la revisione del processo che aveva visto l’ex sindaco condannato in Cassazione a 6 anni e 6 mesi per traffico di droga. Nell’attuale dispositivo troviamo diversi riferimenti a sentenze di primo grado, di Appello e della Suprema Corte di Cassazione, nelle quali “esemplari, a tal fine, risultano le acquisite sentenze in cui il Calcara risulta imputato o teste, indicativo indice della impossibilità di ricostruire una verità che vada al di là di quella meramente processuale”. Con riferimento a queste sentenze “pienamente apprezzabili fino a quando non saranno sottoposte, se del caso, a giudizio di revisione  secondo le disposizioni del codice di procedura penale, è possibile dunque in maniera sufficientemente agevole ricostruire il quadro probatorio a carico dell’odierno imputato…”. I giudici di primo grado avevano in particolare valorizzato, quali elementi di verifica alle accuse del Calcara, gli “accertati e significativi rapporti tra il Vaccarino e altri esponenti dell’articolazione locale di Cosa Nostra, quali Francesco Messina Denaro, Lucchese Michele e Accardo Stefano”; un accenno al pentito Pietro Scavuzzo che aveva dichiarato “di avere appreso da Calogero Musso e dal Salvatore Tumbarello che Vaccarino era massone e uomo di Messina Denaro”. Nei passaggi succesivi, relativi ad altre sentenze, le dichiarazioni di Calcara acquisiscono “un elevato grado di attendibilità intrinseca in quanto spontanee e circostanziate”, fino ad arrivare al nocciolo della questione “la calunnia”. Secondo il codice di procedura penale “Elementi imprescindibii ai fini della sussistenza del delitto di calunnia sono la certezza della falsità dell’incolpazione e la consapevolezza, in capo al dichiarante, dell’innocenza di colui al quale i fatti vengono attribuiti”, nel caso in questione il Gip evidenzia il fatto che “le statuizioni assolutorie emesse nei confronti del Vaccarino (o, comunque l’esclusione di un suo coinvolgimento nel delitto Lipari) non sono state emesse sulla base del presupposto dell’accertata falsità delle affermazioni accusatorie del Calcara nei confronti del Vaccarino, ma su quella della insufficienza delle dichiarazioni dell’odierno imputato, in quanto prive di riscontri, a fondare un’affermazione di penale responsabilità”. Un’ultima citazione alla sentenza del Tribunale di Marsala del 1995 (nel proc. nei confronti di Alfano Calogero + altri) per cui “l’intrinseca attendibilità del dichiarante il cui intero resoconto non evidenziava rancori né tradiva propositi di vendetta”, fino ad arrivare a pag. 10 dove cade anche l’ultima ipotesi accusatoria che il Calcara possa essere stato manovrato dagli investigatori e “P.Q.M. Visto l’art. 425 comma 3 c.p.p. dichiara non luogo a procedere nei confronti di Calcara Vincenzo in relazione al reato ascrittogli perché il fatto non sussiste”.

L.B.



ANTIMAFIADuemila N°41
 
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