| Ucciso il padre di un pentito |
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Sono queste le parole che il collaboratore di giustizia Domenico Bidognetti ha scritto e consegnato a un magistrato antimafia in occasione della commemorazione di Don Diana. L’agguato è avvenuto nella zona di Castel Volturno nel casertano nell’azienda dove Umberto Bidognetti si era recato all’alba. Si stava infilando gli stivali di gomma per iniziare a lavorare quando due boss gli hanno scaricato una raffica di proiettili. L’ultimo, gli ha dato il colpo di grazia. Non ci sono testimoni. Il figlio della vittima ha saputo dell’accaduto dalla località protetta in cui si trova. Domenico Bidognetti “Bruttaccione” ha avuto un ruolo rilevante all’interno dell’organizzazione del cugino Francesco Bidognetti “Cicciotto ‘e mezzanotte”, la cui compagna Anna Carrino, anch’essa pentita, l’ha invitato a collaborare con la giustizia. <<Non pensare più a te stesso, devi pentirti. Porta via da Casal di Principe i nostri figli>>. La donna rinchiusa in carcere, sta raccontando tutto quello che sa sugli affari del clan infliggendo duri colpi al clan dei casalesi. Anche quella di Bidognetti è una collaborazione importante poiché ha rivelato il mondo degli affari della cosca casalese. Ha parlato delle estorsioni, della droga ma soprattutto dei rifiuti una vera <<miniera d’oro>>. Hai magistrati della Dda napoletana il collaboratore ha raccontato: <<il controllo totale del flusso dei rifiuti. Dottò, tutta la monnezza che veniva dal Nord ed era destinata alla provincia di Caserta era controllata in maniera assoluta da noi. C’era un accordo economico con i gestori delle discariche. Ma poi abbiamo deciso di smaltirli direttamente in maniera abusiva>>. La gestione delle discariche rendeva ai casalesi <<dalle 5 alle 7 lire al chilo>>, ma il prezzo saliva a <<75-80 lire al chilo>> se i rifiuti da smaltire illegalmente provenivano dal Nord. <<L’assassinio di Bidognetti - dice Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli - è un segnale di ricompattamento dell’organizzazione per dire: siamo qui, comandiamo ancora noi, ed un messaggio nei confronti di chi volesse ancora pentirsi e collaborare con la giustizia>>. Gli inquirenti temono che la strategia stragista dei casalesi non si fermerà qui. A maggio ci sono due scadenze importanti. La sentenza in secondo grado del processo Spartacus con imputati eccellenti come lo stesso Sandokan, poi la conclusione in primo grado del processo Cantiello. In questo caso il pentito Domenico Bidognetti accusò in aula lo stesso Francesco Schiavone, Sandokan: <<Mentre io lavoravo per lui, avevo dato la mia vita a lui - disse - Sandokan faceva il doppio gioco. Fece uccidere mio fratello>>. Articolo correlato: Ucciso padre esponente clan casalesi |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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