| Nel nome del padre |
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“...Gregari, i tuoi vecchi colleghi. «La Sicilia», il giornale su cui avevi scritto per vent’anni, smaltì presto il proprio cordoglio. Già due giorni dopo aveva affidato alla penna di un tuo antico amico il compito di dubitare: mafia? E con quale certezza? Per quale movente? Chi lo dice, poi? Quest’uomo così mite, così inoffensivo: perché mai avrebbero dovuto ammazzarlo, i mafiosi? Poi ti parlerò anche di loro. I tuoi amici, uomini con cui avevi diviso il lavoro e le risate e forse anche le donne. E che sempre ce lo rammentavano, mentre erano intenti a fabbricare un’altra menzogna, a dare orecchio a un’altra miserabile calunnia: noi, i suoi amici, i suoi compagni di strada, come potremmo proprio noi far del male alla sua memoria? Me lo sono chiesto anche io: cosa può prevalere sulla forza di un’amicizia, sui comuni ricordi, sulle comuni risate? Quale impulso può essere così tragico e perfetto da indurirti a essere un vigliacco perfino di fronte a un amico morto: il denaro? la paura? oppure, peggio, la possibilità di regolare una volta per sempre il conto con questo uomo colpevole di essere stato sempre una spanna più in alto degli altri, più orgoglioso, più solitario, più disperato, più uomo di tutti gli altri? Poi, poi te ne parlerò. Del loro tradimento . Di come vendettero la tua pelle continuando a celebrare il tuo nome soltanto quando si trattava si ricordare , un a o due volte l’anno, i martiri del mestiere, i giornalisti che anche in Sicilia si battono in nome della verità, altro che stampa torpida e ossequiosa. Per un giorno, la tua morte li riscattava. Subito dopo tornavano a seppellirti. Avrebbero seppellito anche noi , se avessero potuto. Il nostro giornale, questo grumo di cronisti senza padroni, questa lama che s’infilzava ogni mese nella carne molle delle loro veline. Continuando a fare il giornale, dimostravamo che non eri morto invano. E che persino in questa città esisteva un alternativa al loro silenzio. ...” (da «Nel nome del padre», Claudio Fava) |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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