| Basile è attendibile |
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Accertati i condizionamenti e il peso di Cosa Nostra dentro lo stabilimento. Una situazione che la Fincantieri avrebbe favorito con <<gravi disattenzioni>>. Pesanti i rilievi contro il sindacato: <<Il segretario provinciale Miceli ha ammesso una vigilanza a fasi alterne sulla mafia e non ha spiegato perché la confederazione tacque sul licenziamento della tuta blu>> Gioacchino Basile non è un mitomane, non s’è inventato le infiltrazioni mafiose all’interno del Cantiere navale. E invece la Fincantieri e la Cigil mostrarono di aver favorito, con le loro <<gravi disattenzioni, un contesto di non occasionali connivenze, di vere e proprie cointeressenze e di atteggiamenti di viltà o semplice incapacità imprenditoriale>>. Vanno giù duro, nella loro motivazione, depositata qualche giorno fa, i giudici della prima sezione della Corte d’assise, che il 15 gennaio avevano condannato un gruppo di appartenenti alle famiglie mafiose dei Galatolo e dei Fontana: tutto nasceva dalle denunce di Gioacchino Basile, l’ex operaio licenziato ed espulso dalla Cigil, dopo aver segnalato infiltrazioni criminali all’interno dell’azienda. Assieme ai fatti segnalati dall’operaio (costretto a vivere lontano da Palermo per motivi di sicurezza), il processo prendeva in considerazione pure alcuni omicidi: ma i giudici non hanno ritenuto sufficientemente riscontrate le accuse dei collaboranti, condannando undici dei venti imputati quasi esclusivamente per associazione mafiosa, cioè grazie soprattutto alle dichiarazioni di Basile. L’operaio, riammesso dalla Cigil e riassunto nel ’99 dalla Fincantieri (ma si è nuovamente dimesso all’inizio dell’anno), è considerato attendibilissimo dalla Corte: <<Quei fatti che il teste ha denunziato per anni – scrive il giudice Roberto Binenti – non sono frutto di fantasie, di smanie di protagonismo e della volontà di colpire nemici in ambito sindacale e aziendale, accusandoli ingiustamente, bollandoli come mafiosi e collusi>>. I pm Marcello Musso e Vittorio Teresi avevano invece sempre sostenuto il teste e, all’inizio del processo, avevano chiesto (invano) di escludere l’azienda e (con successo) la Cigil dalla costituzione di parte civile. Alla fine del processo alla Fincantieri era stato pure riconosciuto un risarcimento, da liquidare in sede civile. Secondo la Corte sono accertati i condizionamenti e il peso di Cosa Nostra all’interno della Fincantieri, ci sono <<inconfutabili dati documentali sulla diffusione del lavoro nero nell’ambito dell’indotto e in particolare nelle ditte dei Galatolo>>. <<Inquietanti>> vengono definite le smentite subite dalla difesa approntata dall’ex direttore, Antonino Cipponeri, la cui <<complessiva attendibilità>> è secondo i giudici venuta meno. Ce n’è pure per il sindacato: Emilio Miceli, segretario provinciale della Cigil, <<ha affermato, quasi a giustificare un’attenzione al problema mafia, da lui stesso definita “a fasi alterne”, che nei momenti di crisi il sindacato si era piuttosto preoccupato del mantenimento dei livelli occupazionali>>. E pur ribadendo che era invalsa la pratica del lavoro nero e che era da tempo nota la presenza nel Cantiere dei Galatolo, <<non ha spiegato come mai il Basile, per aver detto quelle stesse cose, fosse stato licenziato, senza che la Cigil e i suoi esponenti aziendali dicessero o facessero nulla>>. Tratto da Il Giornale di Sicilia del 5 maggio 2000). |
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Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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