| La posta di AntimafiaDuemila n°42 |
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PER MOTIVI DI SPAZIO E PER SODDISFARE TUTTE LE VOSTRE RICHIESTE DI COLLABORAZIONE, VI INVITIAMO AD INVIARCI TESTI CONCISI, ALTRIMENTI DOVREMO ACCORCIARLI SECONDO NOSTRO CRITERIO OPPURE TRALASCIARLI. A scuola di ‘Ndrangheta Cari redattori, Sono un servitore dello Stato, presto il mio servizio nella zona di un certo ex "Tiraddrittu" e di un certo Nirta Antonino. Sapete, oltre a servire con cognizione di causa il mio paese, sono un appassionato lettore della storia calabrese che è la mia terra. Purtroppo i libri che ne parlano sono pochi e io vorrei leggere davvero molto di più in merito alle guerre di ‘Ndrangheta e sulla ricostruzione del passato recente di questo posto. Ebbene mi affido a voi qualora vorreste consigliarmi qualche titolo riguardo la mafia della locride (Locri, Bovalino, Bianco, Africo, San Luca, Brancaleone, Palizzi ecc.) in relazione a Reggio Calabria. Nel farvi i complimenti per il sito, poichè siete gli unici a non dimenticare che c'è anche la ‘Ndrangheta tra i problemi dell'Italia, aspetto con ansia una risposta. Cordiali Saluti Emilio Gent.le lettore, grazie per averci scritto. Condividiamo la tua riflessione sull’importanza crescente del fenomeno mafioso calabrese. La ‘Ndrangheta di fatto è oggi una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo, a dirla con Julie Tingwall, sostituto procuratore dello Stato della Florida a Tampa: "È invisibile, come l'altra faccia della luna". La cosca mafiosa della Calabria, diversamente da Cosa Nostra siciliana ha una struttura a sviluppo orizzontale. Essa si fonda in larghissima scala su famiglie di sangue per cui i vincoli parentali tra le varie famiglie vengono rinsaldati con matrimoni intrecciati. Essendo tutti parenti è raro dunque il fenomeno del pentitismo. Ogni famiglia ha il pieno controllo del territorio sui cui opera e il monopolio di ogni attività, lecita o illecita. La Calabria, secondo il dr. Nicola Gratteri, uno dei magistrati della procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, galleggerebbe “sopra un grande traffico di armi”, gli altri due grandi business sarebbero il traffico internazionale di droga e l'estorsione. Secondo una recente relazione della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, la ‘Ndrangheta conta 155 cosche e circa 6.000 affiliati. Il rapporto tra popolazione/affiliati ai clan è del 2,7%. L’organizzazione della Calabria inoltre, secondo i rapporti degli investigatori, annovererebbe oltre ai suoi collegamenti con il mondo della politica, anche quelli con la massoneria e i Servizi Segreti. I libri che ti consigliamo sono: Processo alla ‘Ndrangheta di Enzo Ciconte, ed. Laterza; ‘Ndrangheta di Salvatore Paolo Putortì, ed.L’inchiesta; ‘Ndrangheta di Salvatore Boemi, ed. ACFB www.antimafiaduemila.com. Discredito e confusione ma le carte aiutano Sono un'insegnante di Liceo. Quando Falcone fu ucciso avevo vent'anni. Mi vergogno di dirlo, ma all'epoca io di Falcone non sapevo molto. E forse molti giovani come me, non sapevano molto. Poi furono cortei, fiaccolate, lenzuoli stesi. E poi toccò a Borsellino. Sono passati dodici anni e oggi mi impegno perché i miei alunni non siano com'ero io. Voglio che sappiano, voglio che conservino memoria, ma soprattutto voglio che conoscano i nomi dei giudici che lottano ancora, che conoscano dai giornali le licenze-premio di Brusca o la mancata confisca dei beni di Badalamenti. Loro devono essere pronti a capire se e per chi devono eventualmente sfilare in corteo, a chi devono dare sostegno morale, a chi no. Lavoriamo cercando notizie su internet, troviamo un po' di tutto. Troviamo spesso tanta confusione. E' la strategia della mafia. Fare confusione, gettare fango un po' dappertutto, così lo sporco originario non si capisce più. E così leggiamo articoli in difesa di Ingroia, Scarpinato, Lo Forte. E poi leggiamo che Ingroia è il "Professore" colluso con Michele Aiello e Totò Cuffaro. Oppure veniamo a sapere che Mori e Ultimo sono indagati per favoreggiamento. E' praticamente impossibile per un giovane che si accosti a questa materia e per forza di cose non possa averne grande competenza, capire. E questo la mafia vuole. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa lei, vogliamo che ci suggerisca come esprimere un dissenso oggi, ma soprattutto ci piacerebbe sapere come evitare di incorrere in errori di giudizio. Ci aiuti a capire. Ci piacerebbe anche studiare gli elementi principali della 41 bis. Davvero Scarpinato ha le mani legate? Davvero Vigna lo ritiene un fatto da sdrammatizzare? Insomma, chi ha premiato Brusca? Marta Cara Marta, grazie per la sua lettera cui rispondiamo con piacere soprattutto perché lei è a contatto con i ragazzi. La questione è che per capire bisogna addentrarsi nella materia approfondendola scrupolosamente e ci rendiamo conto che non è facile. Le polemiche sono tante perché tanti sono gli interessi che ruotano intorno al tavolo della mafia. Per quanto riguarda le indagini la cosa migliore è seguire le carte processuali che in alcuni casi, quando riguardano le sentenze per esempio, possono essere richieste presso le segreterie dei Tribunali. I giornali purtroppo, molto spesso, un po’ per ragioni di spazio un po’ perché la linea editoriale lo impone sono piuttosto superficiali e tendono a fare confusione. Come quella generata sul dottore Ingroia che non è assolutamente colluso con Michele Aiello. Non esiste nessuna indagine a riguardo, si tratta solo di cattiva informazione creata spesso apposta per calunniare i magistrati più esposti nella lotta alla mafia. Di solito la nostra “politica” è proprio questa, seguire le indagini sui documenti e cercare di fare chiarezza. Ti consigliamo quindi, credici, in tutta umiltà, di seguire le nostre inchieste specialmente quelle riguardanti i personaggi di cui ci hai chiesto tu. Già in questo numero puoi trovare informazioni utili su Aiello, sul caso del capitano Ultimo, sulla questione di Brusca e anche sul 41 bis. Anche la vicenda che riguarda il dottor Scarpinato e il dottor Lo Forte è stata trattata ampiamente nei nostri numeri precedenti. Li puoi consultare sul sito www.antimafiaduemila.com o richiederli alla nostra redazione. Se invece puoi e desideri organizzare qualche incontro con i ragazzi per chiarire certi temi siamo a tua completa disposizione. Grazie e Buon Lavoro. Brusca, Mori e Ultimo, tre realtà in un gioco sporco Siamo un gruppo di persone che si ritrovano a discutere tramite internet in un sito dedicato al Capitano “Ultimo” (www.capitanoultimo.it). Siamo accomunati dagli stessi ideali di lotta per la legalità, la libertà e la solidarietà, contro la mafia, lo sfruttamento e la prevaricazione. Vorremmo esprimere incredulità, preoccupazione e sconcerto per i permessi premio concessi a Giovanni Brusca per buona condotta (!) dal Tribunale di Sorveglianza di Roma. L'uomo che ha premuto il pulsante che ha sventrato l'autostrada di Capaci, assassinando il Giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i ragazzi della scorta Vito Schifani, Ricco Di Cillo, Antonio ntinaro. L’uomo che ha strangolato e sciolto nell'acido il piccolo Giuseppe di Matteo, solo perché figlio di un pentito, non può essere premiato per nessun motivo, non può esistere buona condotta per una persona, se si può ancora definire persona, che ha calpestato e disprezzato altre vite. Ci spaventa inoltre, che nello stesso momento in cui un assassino viene premiato, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro la mafia, il Capitano “Ultimo”, venga rinviato a giudizio per favoreggiamento. E' un segnale preoccupante. Vogliamo continuare ad avere fiducia nella giustizia, attendiamo che quella decisione sia revocata considerando la (ovvia) finta buona condotta di questo personaggio, e gli episodi sopra descritti che hanno costellato la sua esistenza. Vorremmo almeno che qualcuno ci spieghi il senso di questa decisione, che sconcerta e demoralizza i pochi che ancora credono nella giustizia in Italia. Vogliamo continuare la lotta quotidiana contro la prevaricazione in genere e soprattutto quella mafiosa, contro lo sfruttamento e la violenza, per la legalità, la libertà e la solidarietà: la lotta impossibile che invece è possibile. Filippo Ciao Filippo, capiamo il senso di disagio che provi e siamo certi che esprimono il sentimento di molte, moltissime persone. Tutti noi siamo riconoscenti a “Ultimo” per il lavoro che ha portato alla cattura di Totò Riina, e sarebbe stato bello se con il superboss quel giorno fosse finita anche la mafia con le sue leggi, la sua omertà, le sue connivenze e le sue morti che continua a provocare (vedi i decessi per droga). Purtroppo non viviamo in un modo semplice, dove il bianco è bianco e il nero è nero. Esistono ancora delle falle nel processo sulla cattura del capo di Cosa Nostra che non sono state chiarite. Tra le zone d’ombra rimane la mancata perquisizione della sua villa a Palermo dove potrebbero essere stati custoditi, secondo i riscontri dei collaboratori di giustizia, i documenti inerenti la “trattativa”. Pertanto è legittimo che i magistrati indaghino sugli elementi finora considerati contraddittori. Conosciamo anche l’amarezza nel vedere che un “pentito” come Giovanni Brusca sia corrisposto dallo Stato con specifiche leggi premio ma va ricordato che i collaboratori di giustizia sono indispensabili per scardinare dall’interno l’organizzazione mafiosa. Questo era il pensiero dello stesso Falcone che grazie al contributo di Buscetta, mise alla sbarra 474 boss di Cosa Nostra. È forse questo non era piaciuto. Ti consigliamo la lettura dell’intervista a l’On. Lumia e l’articolo su Giovanni Brusca e la vicenda di Ultimo contenuti all’interno di questo numero. ANTIMAFIADuemila N°42 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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