| Si pente la moglie del boss di Cerda, 5 arresti |
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Una storia quella di Carmela Iaculano con pochissimi precedenti. Sono infatti un’autentica rarità le donne che hanno il coraggio di rompere i legami con la famiglia mafiosa e di denunciare il marito, il fratello e i parenti per restituire ai figli una vita senza ricatti e sangue. Ma lei ce l’ha fatta. Dopo tre settimane di reclusione decretate a seguito della sua attività di tramite tra il marito, Pino Rizzo, considerato il capo della famiglia di Cerda e i vari uomini d’onore a lui sottoposti, Carmela ha chiamato il procuratore Lari e ha deciso di collaborare. Ora vive sotto protezione e in libertà vigilata in una città del nord con i suoi tre figli: due ragazzine di 13 e11 anni e un maschietto di soli 17 mesi. Con Pino avevano fatto la classica fuitina a soli 16 anni, erano assieme da sempre. Per questo contrariamente alla tradizione mafiosa Carmela sapeva delle riunioni, delle strategie, degli omicidi, degli appalti e dei problemi. Quando Pino rientrava a casa sotto pressione per le difficoltà di reggere un mandamento tanto delicato si sfogava con lei che, rassegnata, ascoltava mentra cucinava o accudiva i figli. Confidenze che oggi ha deciso di rivelare ai magistrati e che per il momento si sono rivelate valide e soprattutto importanti. Tanto da far recapitare a quasi tutti i suoi familiari, per la maggiore già in carcere, 5 ordini di custodia cautelare. In manette sono finiti il marito Pino Rizzo, detenuto, che ha così saputo della scelta della moglie, il cugino omonimo, Angelo Rizzo, zio del marito, Michele Chiappone originario di Termini Imerese e Luigi Piraino di Cerda, entrambi ritenuti vicini alla cosca. Ai pm Lari, Prestipino e Sava ha spiegato i retroscena della morte di Salvatore Caccamisi, proprietario di una pista di go kart ucciso a Lascari nel luglio 2002. Aveva infatti assistito alla conversazione tra il marito e Luigi Piraino nel quale il Rizzo, arrabbiato per essere stato portato immediatamente in Commissariato perché tra i primi sospettati per l’omicidio, spiega al compare lo svolgimento dei fatti così riportati dalla donna: “Mio marito gli fa a Luigi: “certo ieri sera per un pelo ci andava a finire male”. E Luigi gli fa: “certo io te l’avevo detto che dovevi far fare tutto a me. Tu per forza lui…”, e lui gli ha risposto: “Lui ha detto: fammelo fare a me!… Che ne sapevo che stu cretino sbagliava. Ora questo dove si è andato a nascondere? Speriamo che non se ne vada dagli sbirri”. Dalla ricostruzione sarebbe stato il cugino Pino Rizzo, omonimo, a sparare e a sbagliare mira tanto da richiedere l’intervento del secondo sicario. Immediatamente la polizia era andata a cercare il giovane capo per sottoporlo al test della paraffina al quale è risultato negativo, ma il fatto lo aveva mandato su tutte le furie… “Mio marito era arrabbiato per il fatto che suo cugino praticamente gli aveva portato gli sbirri in casa”, in fatti così si era sfogato con lei: “Tutto che tremava, tutto rosso in viso, tutto impaurito. Stu scemu gli fa capire cose che non…” Con Piraino poi fanno riferimento alla “brutta figura” che per questo avrebbero fatto con “il dottore”. Si tratta di Domenico Virga, spiega la donna, il veterinario che secondo gli inquirenti è il nuovo capomandamento di San Mauro Castelverde il cui ruolo nell’omicidio è al momento al vaglio degli inquirenti. Le confessioni della Iuculano però non si fermano solo ai reati per così dire “militari”, ma si spostano anche a più alti livelli. La donna avrebbe infatti rivelato anche le strategie politiche della cosca di Cerda chiamando in causa alcuni esponenti politici del luogo in corsa per le elezioni a sindaco del 2002. “La famiglia Rizzo appoggiava Mario Cappadonia (uno dei tre candidati), quindi doveva salire, doveva fare il sindaco, perché facendo il sindaco, loro potevano controllare gli appalti, potevano controllare i lavori, potevano controllare un po’di tutto, mentre con Loreto Dionisi (l’altro candidato) tutto questo non poteva avvenire come non era avvenuto negli anni precedenti”. Addirittura per scoraggiare il Dionisi, attuale sindaco e poliziotto della Polfer, lo zio Angelo Rizzo aveva ordinato un danneggiamento alla sua casa dove un albanese, ingaggiato a propostito, si era introdotto uccidendo il pastore tedesco con un colpo di pistola e sottraendo soldi e preziosi per la somma di 50mila Euro. La mossa dello zio non piacque molto al Pino Rizzo - riferisce ancora la collaboratrice – “perché giustamente avrebbe fatto tanto rumore a Cerda come in effetti fu. In quell’occasione mio marito praticamente mise i punti sulle i con i suoi zii, dicendo che dovevano starsene a casa e che le redini le aveva in mano lui e il cugino Peppino, quindi non si poteva più permettere”. Era stato Giuffré il primo a segnalare ai magistrati l’importanza dei due cugini Rizzo, in particolare il marito della Iuculiano, poiché gli aveva scelti per eseguire l’attentato ai danni dell’onorevole Lumia. Due “stelle emergenti” li aveva definiti. Stelle per ora adombrate dal coraggio di questa donna. A.P. ANTIMAFIADuemila N°42 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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