| Libero il boss Vincenzo Chiodo |
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7 novembre 2004 Palermo. Dopo il caso dei permessi concessi a Giovanni Brusca, la polemica si sposta su Vincenzo Chiodo. Il boss era stato condannato a 17 anni di reclusione per l’omicidio del piccolo Di Matteo ma dal momento del suo arresto non ha mai scontato un giorno di carcere perché ha subito iniziato a collaborare. Per cui, in attesa che il Tribunale di sorveglianza decida se accogliere o meno questa istanza, resta sospesa l’esecuzione della pena. <<Verificherò di persona se le notizie diffuse sono fondate - ha detto il ministro della Giustizia -. In tal caso significa che il tribunale di sorveglianza di Roma ha dei problemi, sui quali cercherò di fare luce attraverso gli organi ispettivi del ministero>>. Il presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Roberto Centaro, commenta: <<Il Tribunale di sorveglianza di Roma non avrebbe dovuto sospendere l’esecuzione della pena, comunque, considerato il soggetto, avrebbe dovuto provvedere per l’immediato all’applicazione di misure alternative. Io da magistrato mi sarei comportato in questo modo>>. Il suo difensore, l’avvocato Fernando Catanzaro, prima che la condanna diventasse definitiva aveva chiesto per il killer il beneficio degli arresti domiciliari. La vicenda ha suscitato l’ennesima ipocrita perplessità anche perché Chiodo non è stato un personaggio marginale all’interno di Cosa Nostra. Il Meccanico di San Giuseppe Jato si era reso irreperibile all’inizio del 1996, dopo che la Dia fece irruzione nella sua cantina trovando l’arsenale dei Brusca: pistole, munizioni e lanciarazzi. Chiodo è accusato di aver strangolato, e poi sciolto nell’acido, nella sua cantina a San Giuseppe Jato il piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito il 23 novembre 1993 e assassinato l’11 gennaio 1996 dopo settecentosettantanove giorni di prigionia. La vicenda della scarcerazione di Vincenzo Chiodo non ha scandalizzato l’Associazione familiari delle vittime di Via dei Georgofili. Quando Chiodo ha testimoniato in aula al processo di Firenze per le stragi <<e si è accusato dell’uccisione del bambino (il piccolo Giuseppe Di Matteo ndr) non abbiamo potuto non avvertire tutto l’orrore di quella confessione – hanno dichiarato i familiari delle vittime -, ma il collaboratore è anche colui che sulle stragi del 1993 ha dato un’ampia collaborazione … Con la sua testimonianza ha fornito informazioni preziose sulle relazioni che intercorrevano fra personaggi chiave implicati in quelle stragi. Notizie che crediamo possano risultare più che utili per la ricerca dei “mandanti esterni a Cosa Nostra” ancora oggi liberi>>. Maria Loi ANTIMAFIADuemila N°42 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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