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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
L'Intervista all'avvocato Li Gotti PDF Stampa E-mail
Caso Brusca: I tabulati confermano che era la moglie al telefono
con l’avvocato Li Gotti

a cura di Lorenzo Baldo


La scusa era buona: Giovanni Brusca sorpreso in albergo durante un permesso premio a parlare a un telefono cellulare con l’esterno, ammanettato e riportato in carcere. Sospeso il permesso, polemiche a non finire sull’inaffidabilità dei "pentiti", titoli cubitali sui giornali su chi fosse mai l’interlocutore dall’altro capo del filo. Tutti in attesa di conoscere l’esito della perizia sui tabulati telefonici. E poi? Passato il "temporale" è calato il silenzio sulla questione dei tabulati telefonici. Come mai? Probabilmente una volta che è stato accertato che dall’altro capo del filo c’era l’avv. Luigi Li Gotti che parlava con la moglie di Brusca e non lo stesso Giovanni Brusca è venuto a mancare lo scoop che in molti aspettavano. Nessuna fuga di notizie, ne tantomeno nessun tentativo di riprendere contatti con l’esterno. Ma questo si sa non fa audience e allora è meglio passarci sopra. Abbiamo chiesto all’avvocato Li Gotti un suo parere sull’intera vicenda.

Avv. Li Gotti com’era quindi la faccenda…
Per dire la verità il telefonino ce l’aveva materialmente la moglie di Giovanni Brusca, la signora parlava a voce alta in merito ai problemi di gestione di alcune udienze per farsi sentire dal marito che stava giocando con il figlio, dopodichè Brusca ha dato delle risposte a voce alta. Non esisteva un divieto in tal senso, non esiste alcun provvedimento di questo tipo, l’unico provvedimento era quello dove si diceva che al detenuto al quale vengono applicate le norme della detenzione domiciliare viene fatto divieto di parlare con persone estranee o con pendenze giudiziarie.

I tabulati hanno confermato che stava parlando con lei?
Certo, questo è sicuro.

L’attacco più forte nei confronti di Giovanni Brusca si è basato esclusivamente sull’ipotesi di un suo contatto con l’esterno.

Si, hanno utilizzato questa occasione per dare una "risposta di efficienza" all’opinione pubblica… Questo era il nono permesso che usufruiva Brusca e non il primo, ma la polemica sulla questione dei permessi è scoppiata solo adesso… Gli hanno interrotto il permesso in maniera non del tutto legittima… ma ripeto, in tutto questo dobbiamo capire le "esigenze dell’opinione pubblica", se è servito per dare un minino di "tranquillità" a qualcuno è andata bene così…

Un ennesimo attacco nei confronti dell’istituto dei collaboratori di giustizia.
Che ci sia stata sempre questa avversione nei confronti dei collaboratori di giustizia è un dato di fatto, l’abbiamo sempre constatato, per alcuni non contano come strumento utilizzato per catturare latitanti, per scoprire arsenali, per impedire nuovi delitti, per scoprire collusioni con il mondo della politica, degli affari… ci sono persone che non li sopportano proprio per queste ragioni… sono persone che vorrebbero tornare indietro quando non si potevano fare neanche i processi e c’era chi rimaneva impunito… E invece non dobbiamo dimenticarci che l’istituto dei collaboratori di giustizia ha assicurato, insieme anche alle altre metodologie di accertamento, la conoscenza di fenomeni difficilmente scrutabili, assicurando molti risultati importanti, salvando molte vite…

Ma la legge che permette di far uscire Giovanni Brusca l’ha voluta lo stesso Giovanni Falcone o no?
Si, sia lui che aveva studiato il fenomeno, ma anche il Parlamento Italiano che nel 2001 l’ha votata all’unanimità con un solo voto contrario, quindi siamo di fronte ad una volontà parlamentare. E poi che non si dica che si fa una legge che in alcuni casi non si può applicare… ma questa è la grande ipocrisia di questo Paese.

L’attacco a Giovanni Brusca può essere collegato anche al fatto che in queste nuove indagini sui mandanti esterni nelle stragi del ’92 lo stesso Brusca verrà risentito e quindi una sorta di ulteriore delegittimazione nei suoi confronti non guasta?
Non so se ci possa essere un collegamento a questa o a quella indagine, mi sembra un po’ azzardato, questi attacchi ci sono sempre stati, anche se ora arrivano con più virulenza e in determinate occasioni per incidere su un sistema di contrasto alla criminalità.



ANTIMAFIADuemila N°42

 
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