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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
La posta N°2 PDF Stampa E-mail


a cura di Maria Loi


Riflessione


Cos’è che incoraggia o scoraggia i Siciliani…al punto da farli sentire perdenti di fronte all’arcaica arroganza della mentalità mafiosa?

Se Ettore Maiorana non fosse scomparso; se Quasimodo, Pirandello e Guttuso non avessero abbandonato la Sicilia; se molti artisti e intellettuali ancora in auge avessero avuto un po’ più di amore per la terra che, in fondo ha dato loro i natali; se Sciascia, invece di essere ammirato solo come scrittore, fosse stato considerato un rivelatore; se i pensieri o le osservazioni di Tomasi di Lampedusa (vedi “Il Gattopardo”), dopo essere stati applauditi dalla letteratura mondiale, fossero stati “digeriti” anche dai siciliani.

Se non avessero permesso che ammazzassero Uomini come Enrico Mattei, il Giornalista Mauro De Mauro, il Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, l’Onorevole Pio La Torre, il Magistrato Cesare Terranova, il Procuratore Gaetano Costa, il giudice Rocco Chinnici, il Commissario Boris Giuliano, il colonnello Russo, l’imprenditore Libero Grassi;
se qualcuno avesse difeso le menti strategiche di Falcone e Borsellino, dello scrittore Giuseppe Fava; se fossero ancora vivi il Prefetto Dalla Chiesa, il Sindaco Insalaco e tutti quei poliziotti, carabinieri e cittadini che hanno lottato per il Cambiamento della Sicilia…: il messaggio che oggi raccoglierebbero le nuove generazioni di questa meravigliosa terra sarebbe riuscito a far nascere una nuova Cultura? o meglio …, se i principi, gli obiettivi, la forza e soprattutto l’intelligenza di questi Eroi fossero stati difesi realmente dalle Istituzioni e dal popolo di questa isola…:
lo sviluppo, la vita, l’ambiente e il modo di pensare dei giovani siciliani, rispetto ad oggi, quali differenze avrebbero subito?

Se un grande centro storico, come quello di Palermo, oggi venisse restaurato, con le fontane pulite e funzionanti ed a ogni angolo di strada un solo vigile sorvegliasse continuamente affinché ognuno rispetti le regole che impone la collettività…;
se lungo le vie permettessero a delle piccole orchestrine, juke box o ragazzi (come in tutto il mondo) di suonare quei brani musicali capaci di addolcire il pensiero dei passanti, ma anche di incoraggiare la gente del loco a reagire…: il turismo, la cultura, il commercio e la qualità dei rapporti umani di questa splendida isola…, sarebbero peggiori o migliori?

Se i punti di riferimento storici per chiunque oggi desidera costruire qualcosa di nuovo in questo angolo del mondo, amato e agognato da tutte le antiche civiltà europee e mediterranee, non fossero attraversati da tutti questi morti o scomparsi e da una classe dirigente locale sempre pendente…;

Se, visto il clima e i tesori artistici che racchiude questa terra…, ogni Palermitano o Siciliano non inizia a considerare che la storia di questa terra va difesa, poiché rappresenta una ricchezza e un bene per il futuro dei suoi figli…;

Se, tutti gli addetti ai lavori nel campo dell’informazione, non iniziano a dire che per capire le piaghe che angustiano da sempre la vita di questo popolo è indispensabile andare a scavare dentro il passato di quei libri o riviste che il regime occulta e i librai tengono nel retrobottega…, che occorre smentire quei programmi televisivi lesivi per il processo naturale di evoluzione di questa terra;

Se, finalmente, i professori sui banchi di scuola, ma anche i mass-media (specialmente quelli siciliani), i teologi e le istituzioni non si adopereranno con esempi pratici per fare emergere quelle differenze e contraddizioni che mettono in risalto i risultati derivanti tra il solito atteggiamento indifferente di sempre e una diversa reazione positiva attuale:
il cittadino siciliano non potrà trasmutare quello che, indebitamente, rappresenta un esempio mondiale di mafiosità, in un  esperienza storica da rispettare, non potrà intravedere la possibilità di una prospettiva di vita diversa, non potrà mai rispecchiarsi nel volto di un popolo Vincente!
Fulvio Paganelli

Caro amico,

grazie per le sue considerazioni e speriamo che siano motivo di riflessioni per noi tutti.






Raccontiamo la storia

Egregio direttore,

nell’intervento del dottor Caselli al convegno di Palermo del 29 gennaio scorso, pubblicato nel numero speciale di “ANTIMAFIA Duemila”, trovo un parallelo tra l’attuale situazione della giustizia e quella del ventennio, quando il magistrato Aurelio Sansoni era chiamato “pretore rosso” dai fascisti. In merito, ritengo che sarebbe giusto offrire ai lettori alcune ulteriori informazioni, senza le quali non è possibile apprezzare pienamente il paragone. Perché, vede, caro direttore, una volta istituito il parallelo, la gente non pensa soltanto agli antichi, meno antichi e recentissimi appellativi di “pretore rosso”, “pretore d’assalto” “comunisti”, ma immagina tutto il resto; che è il peggio. Ecco perché sarebbe giusto far sapere se anche allora magistrati integerrimi furono oggetto di campagne giornalistiche di delegittimazione e di diffamazione, come avviene ai giorni nostri; quanti magistrati furono assassinati per aver compiuto il loro dovere; come concluse la sua carriera il magistrato Aurelio Sansoni.
Penso alla denuncia del Sostituto Procuratore della DDA Teresa Principato: “ c’è la creazione di un clima di intimidazione spaventoso nei confronti di coloro che si ostinano a fare il loro dovere ed ogni giorno nei nostri uffici noi lo subiamo”. Penso a tutti i commercianti ed imprenditori della Sicilia costretti a pagare il pizzo, e liberi soltanto di farsi ammazzare. Penso a tante altre cose, che sarebbe troppo lungo elencare.
Tullio Testa
Palermo

Caro Tullio,

prenderemo in seria considerazione la sua proposta, anche perché è nostra intenzione, attraverso questa rivista, far conoscere il sacrificio di tutti coloro che si prodigano per la rinascita del Paese. Facciamo tesoro del loro lavoro, affinché siano ricordi incancellabili nella mente di ogni cittadino onesto per non commettere mai più gli errori del passato. Quindi, ben vengano i suggerimenti come i suoi! Le ricordiamo che è molto importante per noi ricevere quanto più materiale possibile su tutti gli argomenti relativi alla mafia, anche se è molto…quindi se ne ha ce lo invii al più presto. Cogliamo l’occasione per estendere l’invito a tutti gli altri lettori. Un saluto dalla redazione







TUTTI INSIEME SIAMO IMPORTANTI


“Della vita non m’importa la durata, purché sia intensa e piena di cose che restano”. Così scrisse l’On. Ayala Giuseppe nel suo libro “La guerra dei giusti”. Così anch’io sulla “scia” di questa “scelta di vita”, con nelle mani un futuro da vice-ispettore di Polizia, non mi preoccupo che la mia esistenza sia lunga.
Mi preoccupo che sia piena. Dal momento in cui si tiene la vita ossessivamente stretta e protetta dalle mani dell’egoismo e dell’indifferenza, della Vita (quella vera) si è già perso tutto. Dedico queste parole a Giovanni Falcone  e a Chi, come Lui e per Lui, ha dedicato l’esistenza a questo Paese.
Dal 23.5.’92 – Strage di Capaci e dal 19.7.’92 – Strage di Viale D’Amelio, sono passati ben 8 anni. Con questo messaggio voglio ricordare: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i ragazzi delle rispettive scorte, le famiglie ed i parenti di Chi cadde in queste tragedie.
Infine, ma non meno importante, a Tutti coloro che con ruoli diversi stanno portando avanti ONESTAMENTE,  con sacrifici e rinunzie, la Loro eredità. Sono passati già 8 anni, ma il Loro ricordo non è stato dimenticato. E’ ancora vivo nei nostri cuori, o meglio “nei cuori degli Onesti”. Esattamente come 8 anni fa, abbiamo partecipato alle elezioni.
Questa volta regionali, ma non meno importanti. Anche quest’anno c’è una crisi di Governo.
Spero che i cittadini italiani, quando hanno scritto la “X”, l’abbiano fatto con coscienza perché non è solo una “X” ma è il “voto” che oltre ad essere un diritto è anche un dovere. Deve essergli attribuito il giusto valore, indipendentemente dalle ideologie politiche. Anche noi, nel nostro piccolo, dobbiamo essere “Servitori dello Stato” se vogliamo davvero avere uno Stato migliore.
Vorrei poter credere che i bambini del 2000, quando cresceranno, avranno un mondo senza più violenze. Quando dico “Servitori” non deve essere interpretato come un sacrificio senza riscontri, bensì una forza.
Una forza di chi fa il proprio dovere ONESTAMENTE e combatte. Ma non solo uno, TUTTI. Basta con i sacrifici individuali. E per fare questo la volontà deve venire anche dai cittadini italiani partecipando attivamente alla vita di questo Paese che, di conseguenza, è anche la vita dei singoli italiani. Quando qualcosa non va si DEVE protestare uniti senza paura. Questo pensiero so che può risultare retorico. Ma siamo noi a renderlo tale, perché chissà quante volte si dovrà ancora scrivere, urlare queste cose affinché raggiungano la coscienza di tutti. Siamo tutti responsabili.
 Il giorno delle elezioni spero che la gente si sia ricordata di Chi, come le persone che ho all’inizio citato (ma l’elenco potrebbe continuare: Libero Grassi, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà, Dalla Chiesa…), ha dato tutto quello che poteva ( e anche non doveva) per uno Stato migliore.
Dico “non doveva” perché in un paese civile non si dovrebbe morire per il semplice fatto di aver svolto il proprio dovere.
Pensiamo anche a Loro.
Per il Loro rispetto.Per il nostro futuro.
L’appello è anche e soprattutto rivolto ai politici che hanno ed avranno in mano il futuro del nostro Paese, affinché non cadano negli errori di ieri.
La candidatura è un’investitura del Popolo e non solo un successo personale.
Questo non va dimenticato.
Gli interessi dello Stato devono essere (ma non sempre sono) gli interessi della collettività.
Questo messaggio di commemorazione ed invito ad un impegno leale e determinato, è anonimo perché (e di questo ne sono sicura) oltre al mio nome si potrebbero scrivere tante altre firme di persone che, come me, tutto questo non l’hanno dimenticato. 
Spero di cuore che questo “messaggio” venga pubblicato.
Spero soprattutto che venga “recepito”. Non per me, io non sono importante.
TUTTI INSIEME SIAMO IMPORTANTI.

Cara amica,

la lettera non ha certo bisogno di ulteriori commenti. La ringraziamo per la testimonianza e ci auguriamo che le sue parole facciano riflettere sulla reale situazione che stiamo vivendo.






Ucciso un impreditore a Gioiosa Jonica

Ho appreso dell’accaduto alle 10:45 da un giornalista dell’emittente radiofonica “Italia Radio” che mi ha chiamato per un’intervista. L’emozione e la costernazione provate sono state grandi. Davanti ai miei occhi la scena si è ripetuta così come si sono rinnovati dolore e rabbia, sopiti, ma mai scomparsi.
Da allora ad oggi niente è cambiato. Il controllo degli appalti e del territorio è in mano alla criminalità. In Calabria c’è una mafia imprenditrice, una mafia impresa, l’unica vera impresa in attivo, mai contrastata che fa il bello ed il cattivo tempo. In questa regione non c’è giustizia perché manca uno stato di diritto.
In questa campagna elettorale non abbiamo mai sentito pronunciare la parola “mafia”, si tende a rimuovere il problema e questo è preoccupante. A Reggio e provincia gli appalti vengono vinti da imprese vicino alla mafia o che con essa hanno in qualche modo a che fare; si evince, inoltre, negli appalti, un’associazione fra ‘Ndrangheta calabrese e mafia siciliana: mio padre è morto ad opera di un’associazione tra ‘Ndrangheta e la mafia catanese di Nitto S.Paola; l’associazione tra le due mafie continua ad esserci allora come ora.
Di questo stato di cose mai mutato nessuno sembra accorgersene o meglio nessuno ne vuole prendere atto. C’è un’emergenza Calabria da sempre disattesa.
Tre sono le zone ad alto rischio: la Locride, La Piana di Gioia Tauro, il Crotonese, dove sono in ballo grossi interessi economici. Il Governo ha assunto misure eccezionali per la Puglia, ma la gravità della situazione calabrese non è minore. Sorge spontaneo chiedersi chi sia a governare questa regione: lo Stato o la mafia.

Adriana Musella
Reggio Calabria
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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