| Dal 1987 al 2000, |
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13 anni di storia italiana: ma non solo… di Adele Baudo 1987 Il 10 gennaio il Corriere della Sera pubblica un articolo di Leonardo Sciascia sui “professionisti dell’antimafia”. Lo scrittore siciliano si riferisce in particolare al giudice Borsellino e al sindaco Orlando. Il Consiglio Superiore della Magistratura aveva nominato Paolo Borsellino procuratore capo della Repubblica a Marsala nel 1986. Tale scelta, avvenuta superando il criterio dell’anzianità, è stata sostenuta anche da Vincenzo Geraci, magistrato palermitano eletto nella lista di Magistratura Indipendente (corrente conservatrice dell’Associazione Nazionale Magistrati).Tale polemica si collega e si intreccia con la proposta di sottoporre a referendum abrogativo la norma di legge che stabiliva che i magistrati fossero civilmente responsabili solo in caso di dolo o di omissione o di ritardo di un atto d’ufficio. Tale referendum era stato proposto - il 13 marzo 1986 - da un comitato promotore composto da esponenti del Partito socialista, del Partito radicale, di quello liberale e socialdemocratico. I quesiti inizialmente erano tre e riguardavano anche le norme per l’elezione dei membri togati del Consiglio Superiore della Magistratura (tema che ritornerà fortemente d’attualità proprio nel 1997 nella “bozza Boato” per la riforma della Carta Costituzionale in merito alla giustizia) e i poteri della commissione parlamentare inquirente. La Corte Costituzionale dei due che riguardano direttamente i magistrati ammette soltanto quello che è passato alla storia come “il referendum sulla responsabilità dei giudici” o della “giustizia giusta”. E si apre una stagione di battaglia a tutto campo contro quella magistratura scomoda che osa indagare a 360 gradi e che giudica secondo la legge e non secondo consiglio o dettatura dei poteri forti o di quello politico. Nelle elezioni del 14 giugno al centro delle polemiche a Palermo c’è il tema dei voti mafiosi. Denunce di politici e sindacalisti sul clima pesante di minacce e intimidazioni da parte di personaggi vicini alla mafia a votare per le persone “giuste”. Nei quartieri della periferia, quelli ritenuti a più alta densità mafiosa, i muri sono tappezzati dei manifesti di alcuni esponenti del Partito socialista e di quello radicale, promotori della campagna per una “giustizia giusta”. Un’associazione di cittadini, il Coordinamento Antimafia, invita a non votare per quei politici che siano sospettati dalla magistratura di essere vicini, contigui o collusi con Cosa Nostra. Quando, il 10 agosto, nasce il nuovo governo cittadino (il “pentacolore”) i socialisti non ne fanno parte e l’osteggeranno duramente, conducendo battaglie a livello nazionale e locale perché cada al più presto. La “primavera” è insieme giudiziaria e politica e si apre una stagione di grandi speranze che coinvolgono in prima persona i Palermitani, ma che superano ampiamente i confini cittadini per estendersi nel Paese intero. L’8 novembre si svolgono i referendum che vedono la vittoria schiacciante del Sì (circa l’80% dei votanti). La nuova legge sarà varata nell’anno successivo (13 aprile 1988). Nella fine dell’anno vi sono altri due importanti eventi: la decisione di Caponnetto di tornare a Firenze, convinto che il suo incarico poteva essere assegnato a Giovanni Falcone; la sentenza della Corte per il primo “storico” maxiprocesso: 16 dicembre. Quella di Caponnetto è una scelta molto tormentata e a lungo discussa con i “suoi” giudici del Pool e fino all’ultimo è indeciso se restare ancora. La certezza che il suo posto verrà occupato da Falcone non potrà mai averla, ma spera che la partita che è in gioco a Palermo e che coinvolge tutto il Paese sia ormai sotto gli occhi di tutti. La stessa sentenza del maxiprocesso è la conferma della validità del lavoro condotto da un gruppo di magistrati che si sono impegnati senza limiti di tempo, di energie e sottoposti costantemente alla vita “blindata” e agli attacchi di politici e giornalisti. In quello stesso anno… Il 27 gennaio la Corte di Cassazione rende definitiva la sentenza di secondo grado che aveva assolto tutti gli imputati di piazza Fontana per insufficienza di prove. Il 4 febbraio la riforma del Codice di procedura penale viene approvata in via definitiva dalla Camera come legge-delega: sarà il governo a stabilire le nuove norme del rito processuale. Il nuovo Codice sarà ultimato due anni dopo e porterà la firma del ministro Giuliano Vassalli. Il 10 febbraio viene approvato il provvedimento che prevede forti sconti di pena ai “dissociati” del terrorismo. Il 25 febbraio viene emesso dai giudici che stanno indagando sul crack del Banco Ambrosiano un mandato di cattura, per concorso in bancarotta fraudolenta, contro il presidente dello IOR (la banca vaticana) monsignor Marcinkus. Questi, mancando accordi internazionali in tal senso tra l’Italia e il Vaticano, non comparirà davanti alla giustizia italiana. In luglio la Cassazione invaliderà il mandato di cattura. Il 3 marzo Craxi presenta le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. Cossiga incaricherà inizialmente Andreotti che il 25 rinunzierà per l’insanabile frattura fra Dc e Psi. Il 14 aprile Fanfani formerà un governo elettorale, un monocolore Dc, in vista dell’inevitabile scioglimento delle Camere. Il 20 marzo viene ucciso a Roma dall’Unione Comunisti Combattenti il generale Licio Giorgieri, della direzione generale costruzioni armi e armamenti aeronautici e spaziali. Il 31 marzo viene estradato in Italia il terrorista nero Stefano Delle Chiaie, arrestato in Venezuela dopo 17 anni di latitanza. Il 3 aprile si conclude tra le polemiche il processo contro la mafia svoltosi a Messina e che ha mandato assolti 180 dei 245 imputati. Il 30 aprile si conclude a Torino il processo per lo scandalo dei petroli. Dei politici imputati non viene condannato nessuno. Per petrolieri e alti ufficiali della Guardia di Finanza c’è , invece, il carcere. Il 10 maggio Gioacchino Basile, operaio ai Cantieri Navali di Palermo e sindacalista della Cgil, presenta un esposto - firmato da 120 lavoratori - alla Procura di Palermo per denunciare la presenza della mafia ai Cantieri. L’iniziativa provoca da una parte reazioni ostili all’interno del sindacato e l’isolamento dell’operaio e dall’altra la costituzione di una cooperativa di copertura alla presenza mafiosa. La sua denuncia sarà tenuta in considerazione dalla Procura di Palermo solo dopo l’arrivo del procuratore Caselli e sarà un contributo determinante alle indagini che, nel luglio del 1997, porteranno ad un importante risultato con il pieno riconoscimento di quanto il sindacalista aveva rivelato con molto anticipo. Ma ha dovuto subire l’isolamento, l’espulsione dal sindacato, il licenziamento dal posto di lavoro, un processo per diffamazione, numerose minacce e avvertimenti mafiosi. Il 16 maggio a Roma e a Milano si concludono due processi sugli “anni di piombo”. Piperno e Pace, nel processo agli ex militanti di Potere Operaio facenti capo alla rivista Metropolis, vengono assolti per il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro ma sono condannati a dieci anni per banda armata e associazione sovversiva. Il 23 maggio si conclude con l’assoluzione di tutti gli imputati per insufficienza di prove il quarto processo per la strage di Brescia, avvenuta nel maggio del 1974. L’8 giugno si conosce l’esito della sentenza d’appello del processo “7 aprile” che non conferma le imputazioni di insurrezione contro lo Stato nei confronti di alcuni esponenti di Potere Operaio, tra cui Toni Negri. Il 14 giugno si svolgono le elezioni politiche nazionali. Il Pci registra una perdita del 3%, la Dc recupera e il Psi avanza a spese dei partiti laici. Il 29 luglio il democristiano Giovanni Goria vara il nuovo governo, un penta partito formato da Dc, Psi, Pri, Pli e Psdi. Il 13 agosto scoppia lo scandalo delle mine che l’Iran ha disseminato nel Golfo Persico. Secondo fonti francesi sono di fabbricazione italiana. Il 20 agosto Raul Gardini, che è già presidente della Ferruzzi, ottiene anche la Montedison. Il 25 agosto scoppia una rivolta nel carcere di Porto Azzurro, sull’isola d’Elba. E’ capeggiata dal terrorista nero Mario Tutti che, insieme con altri cinque detenuti, tiene in ostaggio nell’infermeria della prigione 22 persone. Solo l’1 settembre ci sarà la resa degli ergastolani. Il 2 settembre viene scoperto a Bari un traffico di armi e mine verso il Medio Oriente attraverso il blocco della nave Boustany I. Saranno arrestati i dirigenti del gruppo Fiat Valsella Meccano Tecnica. L’8 novembre si svolgono i referendum sulla responsabilità civile dei giudici, sui poteri della commissione inquirente e sulla politica energetica nucleare. In tutte le consultazioni vincono gli abrogazionisti. Il 16 dicembre a Palermo viene letta la sentenza del primo maxiprocesso contro la mafia. Vengono condannati a pesanti pene detentive tutti i principali imputati e soltanto 114 sono assolti, la maggior parte per insufficienza di prove. BOX1 Adele Baudo è nata a Palermo nel 1952. Si è laureata nel 1976 con una tesi sperimentale sulla stereotipia dei ruoli sessuali con la prof. Gigliola Lo Cascio e ha continuato a svolgere attività di ricerca presso la Cattedra di Psicologia con la suddetta docente nell’Istituto di Psicologia poi divenuto Dipartimento. Oltre ad interessarsi delle tematiche della differenza sessuale, si è sempre occupata professionalmente e nel proprio impegno civile e politico del fenomeno mafioso. In special modo ha curato e approfondito lo studio della sua rappresentazione sulla stampa (con una particolare attenzione per il rapporto mafia - mondo politico), delle modalità di intervento per determinare e favorire lo sviluppo e la diffusione di una cultura della legalità (soprattutto fra le giovani generazioni, attraverso le agenzie educative e formative), delle forme di lotta dei cittadini - organizzati e non - per contrastare un fenomeno che non si presenta soltanto come questione criminale ma anche culturale e sociale. Per quanto riguarda l’attività professionale - oltre all’attività di ricerca - ha seguito una formazione sistemico relazionale e ha operato e opera in svariati campi: mantenendo centrale la propria attenzione sui sistemi familiari, ha privilegiato l’intervento nel pubblico interessandosi soprattutto alle fasce d’età dell’infanzia e dell’adolescenza sia come psicologo collaboratore in progetti di enti locali, sia come giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni e la sezione minori della Corte d’Appello. In merito all’impegno civile, per diversi anni ha fatto parte del direttivo del Coordinamento Antimafia e ha vissuto e condiviso momenti esaltanti insieme ad altri particolarmente difficili. Ha inoltre collaborato - a titolo puramente gratuito - con il procuratore di Palermo, Gian Carlo Caselli, svolgendo un’attività di documentazione dei suoi interventi. Fa parte di Palermo Anno Uno e Libera. E’ responsabile del settore tematico tossicodipendenze dell’Osservatorio Legalità per la Sicilia. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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