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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
Sicilia 102 PDF Stampa E-mail


Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994

di Umberto Santino

Questo non è un elenco di tutte le vittime della mafia, ma una cronologia ragionata dei delitti che hanno colpito persone impegnate nella lotta contro la mafia e per la democrazia. Un conto è la pietà che può riguardare tutti gli uccisi, un altro la memoria che tenga conto del perché sono stati uccisi, cioè del loro ruolo da vivi. Un contadino, un sindacalista, un politico impegnati in un’azione di cambiamento non sono la stessa cosa di un mafioso, di un complice o di un colluso. Nella cronologia ci sono anche nomi di rappresentanti delle forze dell’ordine caduti nella lotta contro il banditismo, più o meno intrecciato con la mafia, e di altre persone (bambini e ragazzi, anche di famiglia mafiosa, donne e uomini uccisi nel corso di sparatorie tra mafiosi) non tanto perché sono “innocenti” (espressione che sottintende che il magistrato, il poliziotto sono ammazzabili per mestiere) ma soprattutto per indicare quanto diffusa sia stata la violenza mafiosa e smentire il luogo comune della mafia buona, tradizionale, che ammazzava con moderazìone, rispettava certe regole e coltivava il senso dell’onore.(Nell’elenco sono riportati gli omocidi di bambini, avvenuti negli anni ‘50 e ‘60, all’interno di scontri tra le famiglie mafiose dei Barbaccia e dei Lorello a Godrano e tra i Cracolici e i Riccobono nella borgata palermitana di Tommaso Natale. Stermini di intere famiglie sono venuti anche prima. Per esempio nel 1922 a Burgio, in una faida che coinvolgeva vari paesi dell’agrigentino furono uccise sette persone e a Sclafani,in provincia di Palermo,in un conflitto tra la banda Dino e le famiglie mafiose delle Madonie, furono trucidate 8 persone, tra cui donne e bambini.) Non ci sono invece i mafiosi, I politici collusi o che non risultano impegnati contro la mafia. Esempi: i democristiani Vincenzo Campo (vicesegretario regionale del partito, candidato alle elezioni per la Camera, ucciso a Gibellina il 22 febbraio 1948), Nicasio Triolo (dirigente trapanese, scomparso il l0 ottobre 1948), Eraclide Giglio (sindaco di Alessandria della Rocca e capomafia, candidato alle elezíoni regionali, ucciso l’8 maggio 1951), Vito Montaperto (segretario Provinciale, appartenente a famiglia mafiosa, ucciso il 14 settembre 1954 nei pressi di Palma di Montechiaro mentre viaggiava in compagnia dei deputati Di Leo e Giglia), Vincenzo Guzzo (vicesindaco di Licata, ucciso il 18 gennaio 1955), Michele Reina (segretario provinciale di Palermo, ucciso il 9 marzo 1979), Vito Lipari (síndaco dí Castelvetrano, ucciso il 13 agosto 1980), Salvo Lima (deputato nazionale e al Parlamento Europeo, ucciso il l2 marzo 1992). Ci sono i politici democristiani Pasquale Almerico, Piersanti Mattarella e Giuseppe Insalaco, il cui impegno contro la mafia risulta da atti concreti. Non ci sono neppure le vittime delle <<vendette trasversali>>, numerosíssime negli ultimi anni (come, per fare qualche esempio, i familiari di Buscetta, di Contorno, di Marino Mannoia), perché non risultano casi di persone che abbiano In qualche modo preso le distanze dalla mafia.
I nomi delle vittime sono stati ricavati da varie fonti. Per alcuni nomi le fonti sono discordi e ho scelto quella che è risultata più attendibile.
La cronologia comincia dal 1893, l’anno in cui esplode il movimento dei Fasci e del delitto Notarbartolo, ma va sottolineato che vittime della violenza mafiosa che risultano impegnate contro la mafia ci sono anche in  anni precedenti.Qualche esempio: nel novembre del 1874 a Bagheria vennero esplosi colpi di arma da fuoco contro il cancelliere di pretura Gaspare Attardi.
Sempre a Bagheria il 15 giugno del 1876 fu ucciso il caporale delle guardie campestri Giuseppe Auguglia, che si opponeva apertamente alla mafia.
Nel febbraio del 1889, a Castelbuono, si suicida il delegato di Pubblica Sicurezza Stanislao Rampolla del Tindaro, dopo essere stato sconfitto nella sua lotta contro la mafia di Marineo, protetta dal sindaco, notaio Filippo Calderone, che aveva ripetutamente denunciato.
 
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    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
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