| Mafia- appalti, condanne definitive |
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Sono state le dichiarazioni di Angelo Siino ad incastrare Lorenzo Panzavolta, presidente della “Calcestruzzi” quando venne fuori l’affare e il potente imprenditore agrigentino Filippo Salamone. Il settore degli appalti è stato sempre uno dei più ambiti da Cosa Nostra. Quando Totò Riina era il capo di Cosa Nostra aveva nominato come ministro dei lavori pubblici Angelo Siino. Due anni dopo però Bernardo Provenzano l’aveva già rimpiazzato con una persona di sua fiducia: il geometra Pino Lipari divenuto suo “consigliori”. Lipari si occupava di pilotare gli appalti pubblici in modo da affidarli a imprese vicine ai boss. Fu Siino a raccontare ai magistrati che durante una riunione che si tenne nell’88 negli uffici della Calcestruzzi spa di Via Marino Stabile, a Palermo venne consacrata la nascita del cosiddetto “tavolino degli appalti”. In questa riunione, alla quale parteciparono Antonino Buscemi e Giovanni Bini in rappresentanza di Cosa Nostra, e Filippo Salamone, titolare della Impresem, in rappresentanza degli imprenditori e dei politici, veniva spartita la torta per le grandi opere pubbliche in Sicilia. Dalle dichiarazioni di Siino scaturisce il processo mafia-appalti che vede tra i principali imputati gli imprenditori Bini e Salamone insieme a Lorenzo Panzavolta che hanno presentato ricorso in Cassazione contro la pena inflitta dalla Corte d'appello palermitana nel febbraio 2007, ma la Suprema Corte ha rigettato i ricorsi confermando così le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa. Panzavolta, ex manager del gruppo Ferruzzi, e Bini sono stati arrestati lo scorso 30 aprile. Salamone, agrigentino, fratello del magistrato della Procura di Brescia, Fabio Salamone, colto da infarto dopo avere appreso la notizia del verdetto, è ricoverato in ospedale. Panzavolta e Salamone devono scontare 6 anni e sei mesi; Bini 8 anni. Per effetto della decisione degli alti magistrati diventa definitiva anche la sentenza di assoluzione per altri tre imprenditori coinvolti nel processo: l'agrigentino Giovanni Miccichè, Franco Canepa e Giuseppe Bondì Prosciolto per morte del reo Antonino Buscemi, che già in primo grado era stato assolto. E’ di poche ore fa la notizia che il collegio difensivo dell’ex manager Lorenzo Panzavolta ha presentato istanza di scarcerazione al Tribunale di Sorveglianza. |
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In edicola dal 3 marzo 2008
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Baciamo le mani E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.
Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che
tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del senato
Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e
frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. |
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Inserto Terzo Millennio N. 57 |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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