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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
Per una CULTURA DELLA LEGALITA’ n°44 PDF Stampa E-mail



Tre giorni per Peppino
di Salvo Vitale



A 27 anni dalla sua morte Peppino Impastato è più vivo che mai. Il Forum Sociale Antimafia ha raggiunto il suo quarto anno di vita e continua a riproporsi come una struttura di coagulo delle iniziative antimafia in Sicilia. Il programma, stilato all’atto della sua nascita, è fondato sull’analisi della mafia come settore della globalizzazione neoliberista e sulla proposta di inserire questo tema come specifico campo nelle scelte di lotta del movimento no-global. Il documento da cui è nato il Forum  definisce “mafioso e mafiogeno” l’attuale sistema economico mondiale, in tutti  i suoi settori di accumulazione e di imposizione dei propri metodi di produzione alle economie sottosviluppate. Le distanze tra paesi ricchi e paesi poveri si dilatano, le guerre evidenziano la volontà di impadronirsi delle fonti energetiche al fine di dominare il mondo. In Italia , attraverso uno scientifico e devastante uso dei mezzi d’informazione, trovano sempre più spazio tendenze autoritarie ostili alla democrazia,  censure e controllo  della produzione letteraria e giornalistica, tentativi di riscrivere e violentare le verità storiche, demolizione della scuola pubblica, miliardi alle scuole private, affossamento dello stato sociale per  regalare in mano ai più ricchi i diritti all’informazione, all’occupazione, alla salute, all’istruzione, alla giustizia, alla sicurezza, ad un ambiente pulito.
   Quest’anno i lavori sono stati condotti in nome non solo di Peppino, ma anche di sua madre Felicia, recentemente scomparsa. Davanti alla casa di Peppino è stata esposta una mostra fotografica con annesso catalogo, con una  serie di foto in parte inedite di Peppino Impastato e uno stand per la vendita di libri e altro materiale autoprodotto.
Si è’ cominciato sabato sette maggio con un Forum  su Mafia Politica e Territorio. Gli intervenuti hanno analizzato i guasti che la politica del governo Cuffaro sta arrecando al territorio siciliano, con le sanatorie indiscriminate e  con il progetto di installazione di quattro inceneritori, che dovrebbero bruciare i rifiuti solidi urbani riempiendo l’aria di pericolosissimi fumi. Sembrano accantonati i progetti di differenziazione della raccolta dei rifiuti. Sulla politica energetica è stato rilevato che in Sicilia, dopo vent’anni non è stato approvato il piano energetico regionale e che le centrali eoliche già installate non funzionano per questa mancata programmazione. Curioso un  dato: nei paesi del Nord Europa il 10% dell’energia è ricavata da pannelli solari, mentre in Sicilia, dove il sole batte ben più forte, l’utilizzo di tale energia è ignorato per continuare a dare spazio solo alle centrali elettriche  a carburante, in un circuito che avvantaggia  le grandi multinazionali di distribuzione del petrolio. L’analisi sulla devastazione del territorio, con riferimento al lavoro di documentazione su questo tema, fatto da Peppino Impastato, si è soffermata sulla  preoccupante situazione della costruenda superstrada Marineo-Corleone, un progetto inutile i cui danni minacciano di alterare il sistema ecologico del bosco della Ficuzza, sui guasti determinati nell’area di Scopello, a causa dell’abusivismo e della costruzione di alberghi su terreno franoso, nonché sul pericolo di distruzione della costa di Terrasini ove andasse avanti il progetto del depuratore. Individuato anche il tema dei danni economici ed ecologici insiti nel progetto per la costruzione del ponte sullo Stretto.
Alle ore 19 del 7 maggio a Terrasini, dalla sede di Radio Aut  Salvo Vitale ha riaperto idealmente la radio, per trasmettere un messaggio sui pericoli  che la democrazia sta correndo in Italia, a causa della demolizione in atto dei principi fondamentali della nostra Costituzione,
 invitando tutti all’organizzazione di una nuova Resistenza. Il corteo si è mosso sino a Cinisi e vi hanno partecipato oltre 5000 persone provenienti da ogni parte d’Italia. In prima fila, con le fasce, a ribadire il legame tra la resistenza e la lotta contro la mafia, i sindaci di due comuni emiliani, Anzola e Marzabotto. “Si è trattato della più grande manifestazione contro la mafia degli ultimi anni, ha detto Giovanni Impastato, che ha trasformato Cinisi nella capitale dell’Antimafia. Giovani, donne, lavoratori hanno ribadito, nel nome di Peppino, la loro volontà di volere vivere in una Sicilia libera dalla prepotenza e dal ricatto”. Piccolo particolare: di una manifestazione di queste proporzioni non hanno parlato né i giornali di destra né quelli di sinistra, mentre  il Giornale di Sicilia ha ritenuto più importante pubblicare un trafiletto sul fatto che a Cinisi è stata rotta un’asta di una bandiera di Alleanza Nazionale, gesto al quale sono seguiti i rituali attestati di solidarietà di tutti i responsabili del partito. Insomma, i soliti trucchi dell’informazione deviata. La serata è stata animata da una esibizione del Collettivo Musicale Peppino Impastato, che ha eseguito alcuni canti di mafia e di antimafia e dal grande concerto dei Modena City Ramblers, al quale hanno assistito circa quindicimila persone in un clima di entusiasmo e di partecipazione. Particolarmente apprezzato il brano sui  “Cento Passi”, che ha segnato il successo nazionale e internazionale del gruppo.
L’intera mattinata seguente è stata dedicata al tema “Donne e mafia”, con la presentazione del libro “Cara Felicia”, curato  da Umberto Santino ed Anna Puglisi: il libro rappresenta un omaggio a questa grande donna recentemente scomparsa e assunta a simbolo dell’Antimafia e della scelta della legalità. Hanno portato le loro testimonianze molte donne vittime di mafia e della violenza, come Rita Borsellino, Daniela Buscemi, Heidi Giuliani, accanto al contributo di Simona Mafai e Amelia Crisantino. Si è parlato anche dell’esperienza del “Collettivo Femminista” nato a Cinisi ai tempi di Peppino. Un particolare risalto è stato dato alla figura di Francesca Serio, la madre di Turiddu Carnevale, immortalata da Carlo Levi nel libro “Le parole sono pietre”: una donna che,  per la prima volta, si è costituita parte civile nel processo contro gli assassini del figlio ed è morta a Sciara nel 92, dimenticata da tutti.
Nel pomeriggio altro Forum sul tema “Organizzare l’Antimafia”, con una serie di  proposte e testimonianze. Gli intervenuti hanno concordato sulla necessità di essere informati e di dar vita a una struttura di coordinamento che raccolga proposte e notizie utili a tracciare e aggiornare il panorama su come la mafia si muove sul territorio. I compagni di Peppino, con la collaborazione delle associazioni di Radio Aut, hanno messo a disposizione il loro sito per la diffusione d’informazioni, al fine di creare un centro d’iniziative che dovrebbe avere come punto di riferimento Cinisi e la casa di Peppino. Serata con il cantautore Pippo Pollina, che ha dato un segnale della sua bravura d’artista,
La giornata del 9 è iniziata al Campo  sportivo, dove era stato installato un camping e dove l’emittente televisiva locale TeleJato ha registrato, per trasmetterlo, l’intero dibattito su come costruire una notizia, su come deformarla ad uso e consumo dei padroni dei mezzi d’informazione e sul lavoro della redazione di Radio Aut, con la partecipazione dei protagonisti dell’epoca. E’ stata anche un’occasione per esprimere, da parte dei partecipanti, emozioni, riflessioni e proposte.  Il dibattito è proseguito nel pomeriggio al Cinema Alba, con proiezioni e un applaudito intervento dell’editore di Telejato Pino Maniaci, il quale ha evidenziato la difficoltà di fare informazione  in un ambiente spesso portato solo ad ascoltare e a criticare e ha parlato dell’attività  della sua emittente sia sul campo della tutela all’ambiente che su quello della lotta alla mafia. Serata in piazza con Marco Travaglio, Umberto Santino, Salvo Vitale per la presentazione del libro “L’amico degli amici”, ove sono pubblicati gli atti del processo a Marcello dell’Utri e le motivazioni della sua condanna: con il suo abituale umorismo Travaglio ha ripercorso alcune tappe della vicenda giudiziaria, che, “in un paese normale, ha detto, farebbero stupire tutti per le loro aberrazioni, ma che in Italia passano sotto un ovattato silenzio”.  Particolarmente documentate tutte le frequentazioni mafiose di Dell’Utri con i boss Cinà e Mangano, le telefonate con Berlusconi, a protezione dello stalliere Mangano, il  mafioso trafficante di droga,  assunto nella villa di Arcore,  e le fasi dell’acquisto a prezzi stracciati di tutta la villa e dei suoi terreni limitrofi.
La maturità e l’interesse dimostrato da quasi tutti i partecipanti hanno dato un segnale di inversione di rotta rispetto all’aspetto emotivo che caratterizzava in passato  questa manifestazione. I forum sono stati partecipati e hanno dato spazio a dibattiti, a proposte, ad analisi documentate e puntuali. Il nome di Peppino continua a conquistare, soprattutto tra i giovani, vaste fasce di consenso e a costituire un punto di riferimento nell’organizzazione dal basso di realtà decise a lottare contro la prepotenza e la violenza mafiosa. 


Per il documento conclusivo del forum sociale antimafia “Peppino e Felicia Impastato”  e per il saluto di Giovanni Impastato consultate il sito: www.antimafiaduemila.com



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Radio Aut
messaggio 2005

Radio Aut, giornale di controinformazione che trasmette sui 98,800 mhz
Riaccendiamo idealmente anche quest’anno Radio Aut per un breve messaggio. L’anno scorso abbiamo lanciato, da questo stesso posto, un disperato S.O.S sulla nostra  democrazia in pericolo. A distanza di un anno la banda di truffaldini che governa l’Italia è stata capace di stracciare la Costituzione e di gettarne i pezzetti in faccia agli Italiani, la gran parte dei quali non se n’è neanche accorta. La figura del premier assume su di sé gli stessi poteri del duce, riducendo le Camere e il Presidente della repubblica a semplici figure di contorno. Il tutto mentre procede a gonfie vele il processo leghista di smobilitazione produttiva  del Sud. Il tutto in un ovattato silenzio, anche di vari settori della sinistra, che, dopo i risultati delle Regionali,  sperano forse di raccogliere le briciole della devastazione lasciata dal centro destra. Ma nessuno si illuda: i governi italiani sono decisi a Washington e a Bush sta bene così. Ci ha tolto anche il piacere di avere un bell’eroe nostrano, il povero Calipari, colpevole di andare troppo forte con la sua Toyota.  
Quest’anno non sarà tra noi Mamma Felicia, ad accoglierci davanti alla sua porta con il mesto sorriso di donna che ha avuto giustizia dopo ventidue anni. Ma ci sono rappresentanti di vari Comuni d’Italia vittime della violenza nazifascista, da Marzabotto al Sindaco di Anzola, la città che ha dato la cittadinanza onoraria a Felicia Impastato, per ribadire il filo che lega la lotta contro la mafia alla lotta dei partigiani. Felicia e Peppino partigiani. .
Qualche mese fa il poeta Mario Luzi è morto  lasciandoci i suoi ultimi versi: “La repubblica volge ignominiosamente alla fine” Ed è per salvare questa repubblica e la sua costituzione che è necessario ritornare ad organizzarsi  in una nuova Resistenza, a fare risuonare  dappertutto il grido che ci liberò sessantenni fa: Ora e sempre Resistenza.   




“E se qualcuno fa qualcosa”

Quattro giorni in Sicilia, a Palermo e dintorni, per conoscere da vicino le tante realtà, piccole e grandi, che con coraggio sanno opporsi alla mafia e contribuiscono a costruire una società civile più sana. E’ stata questa l’esperienza di una ventina di ragazzi e ragazze del Parlamento regionale degli studenti della Toscana: un’esperienza ancora unica in Italia, un’assemblea di 60 membri eletti dagli studenti delle scuole superiori di tutta la regione. Il Parlamento è sostenuto dal Consiglio regionale e si riunisce periodicamente nell’Aula consiliare, a Firenze. Questa è la relazione che gli studenti hanno letto in occasione del conferimento del Gonfalone d'argento alla memoria di don Pino Puglisi, pochi giorni dopo il loro ritorno dalla Sicilia. Il Gonfalone è il più importante riconoscimento del Consiglio regionale toscano.
Ecco il patrimonio di don Puglisi. Semplice, chiaro, perentorio. A nessuno è permesso di nascondere la testa sotto la sabbia e ignorare il veleno della mafia. Lui ci ha lasciato indicandoci una via, auspicandosi che ognuno si impegni nella lotta contro le ingiustizie, l’illegalità, il terrore. La sua morte così non potrà dirsi vana, bensì essere intesa come un input per le nuove generazioni, spingendole e incentivandole ad attivarsi contro un problema che deve essere risolto categoricamente. Noi, delegati del Parlamento regionale degli studenti toscani, al ritorno dalla Sicilia, vogliamo fare quel “qualcosa” che don Puglisi intendeva, traendo spunto da un viaggio che ci ha segnati nel profondo. Abbiamo intenzione di fare tesoro della nostra esperienza e avviare un lavoro di sensibilizzazione e informazione, unici mezzi  – come ci è stato detto - contro quel male chiamato mafia. Firenze di nuovo nei nostri occhi, Palermo alle spalle… e una nuova consapevolezza nelle nostre menti. E’ la stessa che ci hanno trasmesso Felicetta Impastato, Pippo Cipriani, assessore alla legalità di Bagheria, Rita Borsellino, il consorzio dei Comuni che si occupano delle terre confiscate alla mafia, l’associazione “Libera”. E’ una nuova forza che ci spinge avanti, che pretende che noi – come quelli che ci circondano - non aggiriamo il problema. “La mafia è un batterio che cambia abito”, ci ha detto il presidente del Consorzio “antimafia”, Nicolò Maenza. E’ una realtà più che mai presente, che può assumere matrici diverse a seconda della circostanza in cui è inserita, compromettendo vite semplici, che si sono intersecate con le nostre durante l’esperienza che abbiamo vissuto, vite di giovani come noi, intrappolati irrimediabilmente in un meccanismo da cui non è più possibile tornare indietro. Don Puglisi si è trovato catapultato in una realtà scomoda, che avrebbe potuto ignorare come tanti altri; ma non l’ha fatto. E’ stato vicino ai suoi giovani, dedicando la sua vita –fino a sacrificarla- alla risoluzione del problema nella sua Sicilia, nella sua Brancaccio. In questo giorno vogliamo ricordare la sua grande personalità, il suo immenso coraggio, spinti dal nostro dovere di civili che ci obbliga a portarlo nel cuore. Quella che abbiamo visto è una realtà confusa, intricata, difficile da comprendere e che a volte fa paura. Ma coloro che ne sono vittime e lavorano per arginarla non meritano di essere lasciati soli a combattere in quel teatro di battaglia. Noi oggi, ricordando e omaggiando don Puglisi, vogliamo appellarci a tutti voi, mandare un messaggio…perché i volti di vedove o giovani madre a cui sono stati strappati via i figli, non rimangano impressi solo nelle nostre menti, ma siano visibili anche agli occhi di coloro che non conoscono o non vogliono vedere.
Parlamento regionale degli studenti della Toscana






Contro il pizzo, cambia i consumi

Quando facciamo la spesa, pensiamo alla possibilità che una parte di quanto abbiamo appena speso possa entrare nelle casse della mafia?
Certo che no, eppure è così.
Se i panifici, i negozi di abbigliamento, i tabacchi, i bar, le macellerie, le pescherie, le librerie, le gelaterie, i cinema, i fiorai, le onoranze
funebri, etc. sono costretti a pagare il pizzo, lo fanno con i soldi che noi tutti spendiamo in questi esercizi commerciali; se una percentuale del loro guadagno va alla mafia, una percentuale, seppur minima, dei nostri soldi va alla mafia.
Ecco alcuni dati:
- Secondo la Procura della Repubblica, l'80 % dei commercianti di Palermo paga il pizzo (la media regionale attesta sul 70%).
- Secondo la Confesercenti, in Sicilia le vittime dei ricatti mafiosi sono circa 50 mila (160 mila in tutta Italia).
- L'Eurispes calcola che dal pizzo la mafia guadagni circa 10 miliardi di euro l'anno. (6 dei quali con il racket delle campagne: restituzione di attrezzature e macchinari rubati nei campi, gestione illegale delle risorse idriche).
Il pizzo non è soltanto un danno all'economia della nostra regione, ma il simbolo della violenta negazione della sovranità del popolo
siciliano. Lo sviluppo economico per tradursi in progresso umano e sociale non deve convivere con la violenza e la prevaricazione mafiosa.

L’iniziativa
A fronte di questa realtà, alcune decine di cittadini che si riconoscono in questa affermazione, il 29 agosto del 2004, in occasione del tredicesimo anniversario del vile assassinio di Libero Grassi, hanno intrapreso e lanciato una campagna di sensibilizzazione: con adesivi di diversi formati, lenzuola sui ponti e azioni analoghe si sono impegnati a condurre una "guerriglia comunicativa a bassa intensità" contro il pizzo.
Facendo leva sull'amor proprio di ogni siciliano, la campagna vuol favorire l'emergere di una nuova coscienza critica su questo problema e si pone l'obiettivo di erodere il consenso di cui gode la mafia nell'estesa zona grigia della nostra società.
Questo è il contributo che si intende dare ad un nuovo corso che speriamo si avvii presto, un processo di autoeducazione popolare finalizzato alla liberazione delle menti e del territorio dalla mafia.
La campagna non è anonima, bensì senza firma e senza copyright. La mancanza di sigle è una scelta consapevole che ha lo scopo di favorire l’emergere di una pratica collettiva. Tutti i cittadini che a titolo individuale si sono impegnati nelle azioni condotte fin qui, hanno fatto questa scelta per favorire l’emulazione e la spontanea moltiplicazione di iniziative analoghe.
Dagli incontri di analisi e discussione dai quali è nata la campagna ed il sito www.addiopizzo.altervista.org  è emersa l’esigenza di un ulteriore impegno che renda più profonda e costruttiva la nostra esperienza civile.



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La Gerbera Gialla: tremila in piazza


Reggio Calabria. Anche quest’anno le inconfondibili margherite  gialle sono state portate per le vie della città da un corteo di circa tremila persone.
La manifestazione organizzata da “Riferimenti” – l’associazione presieduta da Adriana Musella - , è stata dedicata alla memoria di Nicola Calipari, il funzionario del Sismi caduto in Iraq nel corso della liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.
Il riconoscimento è stato ritirato dalla moglie Rosa che visibilmente emozionata ha ringraziato i presenti.
La Gerbera Gialla nasce in memoria dell’imprenditore Gennaro Musella ucciso dalla ‘Ndrangheta il 3 maggio 1982.
Centinaia, le persone scese in piazza che hanno detto no alla illegalità. Con loro i rappresentanti delle istituzioni locali, gli esponenti del mondo politico e poi ancora, magistrati, imprenditori, semplici cittadini. Presenti anche le delegazioni di studenti delle cinque province calabresi.
A conclusione della giornata, si è svolta a Palazzo Arnone una tavola rotonda su “Mafia, politica e società” alla quale hanno partecipato Adriana Musella, il Sindaco di Gela Rosario Crocetta, il Sostituto Procuratore della Dda di Catanzaro Eugenio Facciola, l’avvocato penalista Alfredo Galasso, il Procuratore della Repubblica di Palermo Pietro Grasso, il consulente antiracket della Regione Campania Tano Grasso, il giornalista Francesco La Licata, l’On. Giuseppe Lumia e l’On. Angela Napoli.
Lumia ha voluto ribadire che <<le Istituzioni devono fare una scelta che nel nostro Paese non hanno mai fatto. Devono porre in cima alle loro priorità la lotta alla mafia e fare in modo che intorno a questa battaglia si ottenga la vera unità del Paese. La politica deve buttare fuori dirigenti ed eletti che appaiono collusi con le cosche>>.
Il pm Eugenio Facciola ha detto di vedere nell’iniziativa organizzata di “Riferimenti” <<un segnale forte di presenza della società civile accanto a chi è in prima linea contro la mafia, magistrati, imprenditori e commercianti. Un messaggio di vicinanza e sostegno nei loro confronti per evitare di farli sentire isolati. Perché la mafia, non va dimenticato, vuole l’isolamento>>
Presenti alla manifestazione anche Francesco Saverio Sesti e Umberto Ambrosoli entrambi figli di due vittime di mafia.



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Appuntamento a Gela


 “La parola” un arma contro Cosa Nostra: da Peppino Impastato a Giuseppe Fava fino ai giorni nostri...", è il titolo del convegno organizzato sabato 28 maggio 2005 a Gela in cui verrà presentato il periodico “Antimafiaduemila”.
Alle ore 10,00 è prevista l’inaugurazione dello Sportello Europa “Sviluppo e legalità” e alle 11,00 l’incontro presso l’aula Magna dell’Istituto Tecnico Commerciale “Luigi Sturzo” di Gela.
Introdurranno:Vincenzo Santoro Prefetto di Caltanissetta e Rosario Crocetta Sindaco di Gela. I relatori sono: Franca Imbergamo Sostituto Procuratore Generale di Caltanissetta (Pm nel Processo per l’omicidio di Peppino Impastato); la giornalista Graziella Proto, collaboratrice di Giuseppe Fava e il vicedirettore di Antimafiaduemila Lorenzo Baldo. Concluderà l’incontro l’eurodeputato Claudio Fava.



ANTIMAFIADuemila N°44
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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