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Antimafia Duemila

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In migliaia a Portella contro il racket PDF Stampa E-mail

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1 maggio 2008
Piana Albanesi.
"In ricordo dei morti della strage del primo maggio di 61 anni fa per rilanciare la lotta al racket e alle estorsioni all'insegna della difesa del lavoro e dei diritti".


Con questo spirito in migliaia stamattina si sono dati appuntamento a Portella della Ginestra, per l'anniversario della strage che provocò 12 morti e 30 feriti. Presenti a Portella gli aderenti al movimento "Addiopizzo" per il consumo critico, che raccoglie tra i suoi aderenti più di cento commercianti e il titolare dell'Antica focacceria San Francesco Vincenzo Conticello che si è opposto al racket delle estorsioni. Offerti panini con la milza e vino rosso della cantina Alto Belice di San Cipirrello. Ieri sera l'associazione La Ginestra, che raggruppa i familiari delle vittime ha acceso dei lumini sui 12 sassi che simbolicamente rappresentano le vittime attorno al sasso di Barbato. "Portella della Ginestra ci offre la possibilità di rilanciare - ha detto Maurizio Calà, segretario generale della Cgil di Palermo - un grande movimento sindacale di massa e di aprire con i nuovi governi regionale e nazionale un dialogo che metta al centro la vertenza-lavoro". In apertura della manifestazione è stata deposta una corona di fiori nella cappella dei caduti al cimitero comunale di Piana degli Albanesi. Poi il corteo partito alle 10 dalla Casa del popolo ha raggiunto e il luogo della strage del 1947. "Questo primo maggio - ha osservato Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil - è dedicato alla forte richiesta di lavoro e di sviluppo di occupazione e di investimento sul sapere per la Sicilia e il Meridione". "E' questa una giornata - ha osservato - che ricorda la prima strage di Stato rispetto alla quale chiediamo che venga tolto il segreto. La nostra deve essere una battaglia contro la mafia e la corruzione per lo sviluppo del Paese"
(ANSA).
 
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    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
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    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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