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Mosca accusa "La Georgia vuole la guerra" PDF Stampa E-mail

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ANNA ZAFESOVA - 30 aprile 2008
«La Georgia prepara un’operazione militare con l’Abkhazia, difenderemo i nostri cittadini»: la guerra verbale tra Russia e Georgia ricorre a parole sempre più forti, come la minaccia fatta ieri dal ministero della Difesa di Mosca.


Ma soprattutto da infinite reciproche accuse si è passati ai fatti, con la Russia che ieri ha aumentato il proprio contingente nella repubblica autoproclamata, come anche in Ossezia del Sud, altro territorio secessionista georgiano. Tbilisi si è vendicata bloccando i colloqui per la travagliata adesione della Russia alla Wto.

Il battibecco tra Mosca e Tbilisi ha assunto una nuova intensità dopo il vertice della Nato a Bucarest, dove si è discusso - con il fermo «niet» di Putin - dell’adesione della Georgia all’Alleanza. La settimana scorsa un drone georgiano abbattuto ha fatto da pretesto. I georgiani accusano i russi, e l’ambasciatore di Mosca presso la Nato Dmitry Rogozin, sostiene che il segretario dell’Alleanza De Hoop Scheffer ha preso le parti di Tbilisi, promettendo di mangiarsi la cravatta se si riuscirà a provare che il drone non è stato abbattuto da un Mig russo. «Dovrà mangiarla e mi dispiace per la sua digestione», ha commentato l’ambasciatore, noto nazionalista russo.

La polemica è sfociata ieri in una raffica di note ministeriali russe. Il ministero degli Esteri ha annunciato che lo studio del dispiegamento delle forze georgiane al confine con l’Abkhazia «permette di concludere che si sta preparando una testa di ponte per un’operazione militare». E quello della Difesa ha reagito con l’aumento del contingente «di pace» russo nella zona di conflitto, «nel mandato della forza di interposizione» dell’Onu.

Le forze di peacekeeping dislocate in Abkhazia e Sud Ossezia sono già di per sé motivo di disputa con la Georgia, che ne vorrebbe quantomeno la riorganizzazione, con un nuovo mandato che escluda i russi. Eredità dei conflitti aperti tra Tbilisi e i separatisti - appoggiati dalla Russia - all’inizio degli Anni 90, la forza di interposizione consiste in un contingente russo di 2.400 uomini. Mosca vuole anche installare altri 15 posti di sorveglianza lungo il confine georgiano-osseto, per «mantenere la pace e garantire la sicurezza» dei propri soldati e dei cittadini russi. Cioè del 90% della popolazione locale, alla quale Mosca ha concesso passaporto russo.

Secondo le autorità separatiste abkhaze, nella base di Senaki, alle porte dell’Abkhazia, sono dislocati oltre 7.000 soldati georgiani, mentre 1.500 sono stati ammassati nella parte alta delle Gole di Kodori, con artiglieria e mortai. La Georgia smentisce. Per il ministero degli Interni il rafforzamento della presenza russa «è inaccettabile», il ministro degli Esteri ha accusato Mosca di aver «oltrepassato la linea rossa» instaurando rapporti diretti con le due entità secessioniste formalmente ancora georgiane. Un aiuto improvviso per i georgiani - e un nuovo ostacolo per Mosca - è venuto ieri anche dalla Lituania, altro Paese dell’ex Urss che ci ha messo decenni per liberarsi dell’influenza russa e oggi è membro della Nato e dell’Ue. E proprio in questa sua qualità Vilnius ha bloccato le trattative per il nuovo trattato Russia-Ue, appena svincolate dal veto della Polonia dopo un contenzioso sulle importazioni agricole. I lituani chiedono da Mosca garanzie contro il ricatto energetico, e un «comportamento responsabile» nei confronti dei separatisti abkhazi e osseti.

 

LA STAMPA 30 APRILE 2008

 
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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

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    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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