La Rivista
Marco Travaglio
Ferrara? No, grazie | Ferrara? No, grazie |
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di Marco Travaglio - 30 aprile 2008 In quello stesso istante, Alemanno ha avuto la certezza matematica di avere la partita in pugno: se il Platinette Barbuto appoggiava il suo avversario, nulla più si frapponeva tra lui e il Campidoglio. Intendiamoci: Er Cicoria riesce a perdere tranquillamente da solo, senza l’aiuto del direttore del Foglio. Come ha detto Bettini, «Francesco è stato un sindaco indimenticabile». Infatti molti romani non l’han dimenticato. Ma forse qualche chance l’aveva persino lui. Poi però è arrivato il bacio della morte, che com’è noto non perdona. La Donna Pelosa è fatta così: qualunque posizione prenda, e ormai ne ha prese più di quante ne contempli il Kamasutra, porta bene a sé e male a tutti gli altri. Ne sa qualcosa la buonanima di Craxi, che da quando se lo mise in casa in fuga dal Pci non ebbe che guai: indagato da Mani Pulite, anziché confessare e patteggiare, scelse la linea dura suggerita da Ferrara. Risultato: dovette scappare in Tunisia, inseguito dai gendarmi. Intanto il Platinette era trasmigrato in Forza Italia. Primo incarico: ministro ai Rapporti col Parlamento e portavoce del premier Berlusconi. Appena apriva bocca, il governo finiva a gambe all’aria. Mai visto un governo con peggiori rapporti col Parlamento. «Più che di un portavoce, avrei bisogno di un portasilenzi», sospirò Berlusconi. Infatti durò 7 mesi, un record mondiale. «Lascio la politica per sempre, non fa per me», annunciò il Platinette. E fondò Il Foglio, coi soldi della signora Veronica e soprattutto dei contribuenti. Un miracolo editoriale che non ha mai superato le 10 mila copie vendute. Nel 1996 proclamò: «Squillante è un uomo probo», infatti poco dopo finì in galera. Nel ‘97 assunse la direzione di Panorama, che dovette lasciare qualche mese più tardi, prima che anche l’ultimo lettore passasse all’Espresso. Poi quello che aveva lasciato per sempre la politica si candidò al Mugello contro Di Pietro. Una catastrofe epocale, roba da Protezione civile: il noto frequentatore di se stesso trascinò il Polo sotto i minimi storici (16%). Lasciata la politica per la seconda volta, ovviamente per sempre fino alla successiva, il Platinette tornò al Foglio, dove si diede un’altra missione epocale: appoggiare la Bicamerale per la riforma bipartisan della Costituzione, soprattutto della Giustizia. Da quel preciso istante, la sorte della Bicamerale fu segnata: infatti naufragò rovinosamente poco dopo. Per qualche anno, prudenzialmente, il Cavaliere evitò di seguire i consigli del suo aspirante Tigellino, anzi Tigellone. Infatti rivinse le elezioni nel 2001. La Donna Barbuta si buttò sugli esteri, esportando il suo mortifero influsso su scala internazionale. Anche lì, con ottimi risultati. Appena Bush s’inventò le armi di distruzione di massa in Iraq, Il Foglio pubblicò decine di articoli per rivelarne l’esatta ubicazione: Ferrara le vedeva a occhio nudo dalla sua terrazza in Trastevere. Purtroppo erano allucinazioni dovute a indigestione di supplì. Il Platinette indossò l’elmetto e divenne neocon, anzi più neocon dei neocon. Risultato: Bush oggi è il presidente americano più detestato dell’ultimo secolo e i neocon non osano più mettere il naso fuori di casa. Non contenta, la Donna Barbuta si buttò a corpo morto di Sarkozy. Infatti Sarkò è subito precipitato nei sondaggi. Pare che Carla Bruni sia passata di recente dal Foglio per pregare il direttore di non parlare più del marito: non può fargli che bene, al marito. Nessun problema: Ferrara, dopo aver sponsorizzato e dunque incenerito la candidatura di D’Alema al Quirinale, s’era già convertito all’ateo-clericalismo, costringendo i suoi sventurati redattori a tornei di rosari, voti di castità e pubbliche letture delle vite dei santi. Già meditava l’ultimo colpaccio: il partito Aborto No Grazie, purtroppo boicottato dagli elettori cinici e bari. Ora D’Aria L'UNITA' |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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