Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Wednesday
Dec 03rd
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow La Bbc accusa: truppe Onu smerciano armi ed oppio
La Bbc accusa: truppe Onu smerciano armi ed oppio PDF Stampa E-mail

soldato-onu.jpg


29 aprile 2008
Londra.
Accuse pesantissime alla missione Onu in Congo. Secondo la tv pubblica britannica alcuni Caschi Blu Onu pachistani e indiani hanno fornito armi sottobanco ai ribelli.


 
Alcuni caschi blu dell'ONU pachistani e indiani, in missione nella Repubblica Democratica del Congo, hanno fornito armi ai ribelli del Fronte dell'integrazione nazionale (Fni) e contrabbandato oro e avorio usando velivoli delle Nazioni Unite. Lo afferma la britannica Bbc, che ha condotto in Congo un'inchiesta per 18 mesi. Le Nazioni unite respingono l'accusa e dicono che un'inchiesta interna ha gia' smentito tutto. Secondo l'emittente, i vertici delle Nazioni Unite hanno insabbiato le indagini per paura di contrariare il Pakistan, il paese che fornisce all'ONU il piu' alto numero di soldati. Per i cronisti di Panorama, il programma di giornalismo investigativo della BBC, diventato un'istituzione in Gran Bretagna, 'la missione delle Nazioni Unite nel Congo (Monuc), che con 17 mila effettivi e' la piu' imponente messa in campo dal Palazzo di vetro, ha contribuito alla stabilizzazione del paese e alla ricostruzione'. 'Allo stesso tempo - proseguono i reporter - vi sono prove sostanziali che: 1) i caschi blu pachistani dislocati nella citta' orientale di Mongbwalu hanno contrabbandato oro, fornendo alle milizie dell'FNI armi per salvaguardare la sicurezza delle miniere; 2) il contingente indiano che opera nell'area di Goma ha gestito traffici con i miliziani responsabili del genocidio del Ruanda; 3) sempre gli indiani hanno contrabbandato oro, acquistato droga dai miliziani e usato un elicottero dell'ONU per portare munizioni nel parco nazionale di Virunga, dove le hanno scambiate con avorio'. Il governo pachistano ha respinto le accuse, definendole 'infondate' e negando di poter influenzare l'ONU in alcun modo. 'Non vi sono prove - hanno aggiunto i pachistani - che le nostre truppe fossero coinvolte nei traffici illegali e in operazioni di riarmo'. L'esercito indiano ha assunto la stessa posizione. Gli indiani hanno citato un'indagine interna dell'ONU che ha rivelato come tutte le accuse si siano rivelate basate su 'dicerie' o 'indizi'. La Bbc e' riuscita ad avere accesso al carcere di massima sicurezza di Kinshasa, la capitale della RDC, dove sono detenuti due leader dell'FNI: 'Kung-fu' e 'Dragon'. I due hanno confermato all'emittente britannica di aver ricevuto le armi dai caschi blu dell'ONU. 'Si' e' vero, ci hanno dato le armi', ha dichiarato Kung-fu, al'anagrafe 'Generale' Mateso Ninga, 'e ci hanno detto che era per la sicurezza del paese: li avremmo aiutati a mantenere il controllo dell'area'. Per quanto riguarda l'ipotesi di 'insabbiamento' da parte dai vertici del Palazzo di vetro, ci sarebbero le testimonianze di alcuni funzionari dell'ONU - la cui identita' non e' stata resa nota dai reporter di Panorama - che hanno confidato alla Bbc come le indagini siano state bloccate per 'ragioni politiche'. Alan Doss, il segretario dell'ONU nella RDC, ha ammesso ai microfoni della Bbc che 'qualunque tentativo di riarmare i miliziani rappresenta per noi una fonte di preoccupazione. Non dimentichiamoci che abbiamo perso delle vite combattendo proprio contro queste milizie'. Doss non ha pero' dato peso alle dichiarazioni di 'Kung-fu' e 'Dragon': 'I miliziani sono quello che sono: miliziani. E hanno i loro interessi. Tutto quello che posso dire e' che le indagini ufficiali hanno smentito le loro accuse'.
L'Onu ha smentito la notizia. "Il reportage della Bbc si basa su affermazioni di due o tre anni fa, che sono stato oggetto di un'indagine dell'Oios (Ufficio dei servizi di controllo interno dell'Onu)", ha dichiarato Marie Okabe, una dei portavoce. "Gli elementi nuovi presentati (...) arrivano da voci o provengono da fonti come capi delle milizie, la cui integrità e le motivazioni sono molto discutibili poiché sono stati fermati e arrestati dai soldati del Monuc" (missione dell'Onu in Rdc), ha detto. "L'affermazione secondo cui l'Onu ha coperto notizie su traffici d'armi da parte dei suoi caschi blu è falsa", ha aggiunto Okabe.

www.droghe.aduc.it

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Video

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Pandora tv

pandora-web-2.gif




IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 920
Notizie: 6569
Collegamenti web: 68
Visitatori: 3065518

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

colletti-sporchi-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg