| Intervista a Piero Luigi Vigna |
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“Non vorrei che con Provenzano oltre al mito dell’imprendibile si creasse il mito della cattura e poi ancora un altro mito. In realtà una cattura avvenuta dopo 43 anni di latitanza non è un fiore all’occhiello anche se ovviamente è stata valutata da tutti con grossa soddisfazione. La strategia investigativa è stata ottima ci sono stati centinaia di arresti che hanno poi ridotto l’apporto protettivo a Provenzano. E benché Cosa Nostra abbia delle dimensione internazionali tuttavia è sintomatico che tutti i grossi mafiosi siano stati trovati nel loro territorio. C’è questo radicamento del territorio che spiega secondo me il mantenimento dell’identità anche in un ambito di occultamento. Quel senso di prestigio che solo il proprio territorio può dare e di mantenere la propria leadership”. “Io sono un cacciatore… e così come quando si spara a un animale gli va sparato solo al momento giusto... L’arresto ovviamente non è uno sparo.. nel caso di Provenzano c’era un’attività di osservazione, tutta una strategia che ha portato all’arresto di tante persone, per non parlare delle <<sforature>>, le talpe nella procura di Palermo, le indagini fatte in Francia, insomma penso che tutto questo abbia portato alla sua cattura”. L’equilibrio di Provenzano. “Io penso a un equilibrio fra i detenuti al 41 bis e i mafiosi fuori. Non bisogna dimenticare che tempo fa vi furono delle espressioni molto pesanti da parte di Leoluca Bagarella e di altri mafiosi rivolte a chi era diventato politico: <<ora attua quello che dicevi a noi...>>. Tutto questo poteva far temere l’attuazione di qualche azione eclatante… il fatto che non sia avvenuto penso che sia dovuto al subentro di un’equilibrio”. Il futuro. “Per quanto riguarda il futuro… non si sa cosa succederà, si parla di Matteo Messina Denaro, Salvatore Lo Piccolo… Probabilmente per un certo periodo ci sarà almeno una gestione concordata, non si può di fronte a una pressione investigativa così forte da parte dello Stato immaginare una reazione immediata…”. v |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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