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Antimafia Duemila

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Senza piangerìa PDF Stampa E-mail

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di Marco Travaglio - 29 aprile 2008
Ma sì, riabilitiamo pure Saccà. In fondo restava solo lui. Mangano è un eroe. Ciarrapico una brava persona. Ligresti il Salvatore ideale per Alitalia.




Renato Farina, alias Betulla, 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar, espulso persino dall’Ordine perché faceva la spia per il Sismi, è onorevole.  Restava giusto Saccà, cioè l’esecutore materiale dell’editto bulgaro. Cioè l’uomo sorpreso coi pantaloni in mano l’estate scorsa mentre chiamava il padrone per denunciare il tradimento di Lega e An, che “per un piatto di lenticchie” vanificavano “la grande vittoria” raccolta dalla Cdl conservando la maggioranza alla Rai pur avendo perso le elezioni. Il padrone aveva fretta di venire al dunque, ma Agostino gli faceva perder tempo con lavoretti di lingua davvero deliziosi: “Lei va alla grande, Presidente… lei è sempre il più amato del Paese… è stupendo… c’è un bisogno, un vuoto che lei copre anche emotivamente… una cosa bellissima… glielo dico senza piangerìa...”. Proprio così: piangerìa, neologismo che mette insieme il piangere e il leccare, per lubrificare la lingua onde scongiurarne l’essiccazione durante l’uso. Il capo raccomandava una fiction in quota Lega: “C’è Bossi che mi sta facendo una testa tanta con questo cavolo di fiction sul Barbarossa”. E il servo furbo faceva presente che “è tutto a posto”, bisognava solo far dimenticare un’intervista del regista Martinelli (“che è bravo, ma è uno stupido, un cretino proprio”), il quale era andato a raccontare alla Padania che la fiction l’aveva commissionata Bossi. E figurarsi se una schiena dritta come Saccà prende ordini: la fiction l’ha inventata lui per imprescindibili motivi storico-culturali: “La cosa vale perché Barbarossa è Barbarossa, perché Legnano è Legnano, perché i comuni a Milano hanno segnato la civiltà dell’Occidente!”. Che diamine. Il padrone lo lasciava dire sogghignando (“certo, d’accordo, va bene…”). E lui insisteva: “Lei è l’unica persona che non mi ha mai chiesto niente, lei è la persona più civile, più corretta… mi ha lasciato una libertà culturale… ideale… totale”. Quella libertà culturale totale che l’aveva indotto a bandire Biagi e Santoro dopo l’editto e a licenziare il vecchio Enzo con una raccomandata RR. Lo stesso padrone, infastidito per le troppe leccate, obiettava che insomma “qualche volta ti chiedo di donne… per risollevare il morale al capo…”. E già che c’era gli piazzava cinque squinzie, una delle quali stava a cuore a un senatore dell’Unione che,in cambio, sarebbe passato a destra. Saccà annotò i nomi, promise di provvedere e informò il padrone che stava lavorandosi un altro senatore, in Calabria, per portarlo a destra. Disinteressato come sempre, attendeva un aiutino dal Cainano per erigere una Cittadella della Fiction a Taurianova, che è proprio il posto ideale per le fiction (magari sullo scirocco o sul traffico, come direbbe Johnny Stecchino). Per quelle telefonate, Saccà è imputato per corruzione col suo padrone. Ecco, è questo signore qui che va riabilitato: cioè riportato alla guida di Raifiction, o magari anche più in su. Lo chiede, sul Riformatorio, Giovanni Minoli, che già stava con Saccà ai bei tempi del Psi (memorabili gli spot elettorali sulle ginocchia di Craxi col garofano all’occhiello) e poi, in 15 anni, è riuscito a essere di sinistra, destra, centro, dalemiano, prodiano, veltroniano. È vero, ammette Minoli: Saccà è un po’ “discusso e discutibile: ma chi non lo è?”. In fondo, chi non ha mai fatto “telefonate così”? Chissà che gente frequenta, costui. Minoli aggiunge che è molto peggio Gad Lerner, il quale osò persino denunciare una richiesta di raccomandazione dal presidente della Vigilanza Mario Landolfi. Il fatto che Lerner, diversamente da Saccà, non abbia soddisfatto la segnalazione, anzi l’abbia denunciata, è del tutto secondario. Anzi, è un’aggravante. Il fatto poi che Raifiction, insieme alla Regione Sicilia di Totò Vasa Vasa, produca il serial minoliano "Agrodolce”, è del tutto casuale. Saccà va riabilitato perché è il migliore. Senza piangerìa.

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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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