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Antimafia Duemila

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Operazione Eracles 2 PDF Stampa E-mail

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28 aprile 2008
Crotone.
La Polizia di Stato ha compiuto una cinquantina di provvedimenti restrittivi nei confronti di presunti appartenenti alle famiglie mafiose del crotonese.




Duro colpo alla 'ndrangheta in provincia di Crotone. Questa mattina una vasta operazione antimafia della polizia ha permesso di eseguire 55 ordini di arresto nei confronti di appartenenti alle famiglie mafiose più influenti della zona. Tra le persone arrestate ci sono anche i presunti autori di alcuni omicidi.
L'operazione, denominata "Eracles 2", costituisce la seconda tranche di un'indagine conclusasi all'inizio di aprile con il fermo di 39 persone legate alle cosche crotonesi. Oggi, grazie a un provvedimento emesso dal gip distrettuale di Catanzaro Tiziana Macrì, quei fermi sono stati confermati e sono stati sottoposti a misura cautelare altri 16 presunti affiliati alla 'ndrangheta. Si tratterebbe di esponenti della cosca Vrenna-Bonaventura-Corigliano, ai quali si aggiungono degli affiliati delle famiglie Russelli e Megna, che rappresentano "la diramazione papaniciara" che fa capo a Grande Aracri nel Crotonese.
Le attività investigative hanno consentito di delineare le strutture e le strategie operative dei gruppi criminali, decapitandoli dei vertici. Oltre ai presunti capi delle cosche, sarebbero finiti in manette gli esecutori materiali di alcuni omicidi. Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche gli assassini di Francesco Gallo e Leonardo Covelli, uccisi a Crotone nel 2000 per contrasti interni alla cosca dei Vrenna-Corigliano-Bonaventura. Sono state scoperte, dicono gli investigatori, numerose estorsioni che le organizzazioni mafiose locali esercitavano, anche in forma violenta, nei confronti di imprenditori del settore edile e di titolari di esercizi commerciali. Sono stati inoltre individuati tre depositi dove erano custoditi esplosivi, pistole e fucili mitragliatori.
Gli arrestati dovranno rispondere di numerose accuse, tra le quali associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi e traffico di sostanze stupefacenti. "Sia i due gip di Crotone che ora il gip di Catanzaro hanno dimostrato che l'impianto accusatorio sembra sia corretto", ha commentato il pm della procura distrettuale antimafia di Catanzaro Pier Paolo Bruni, uno dei coordinatori dell'inchiesta, aggiungendo che anche le persone arrestate oggi sono "soggetti di primo piano".

LA REPUBBLICA

 

Ieri eseguiti dalla Polizia 53 provvedimenti decisi dal Gip di Catanzaro: 37 di questi riguardano persone già fermate nella retata del 7 aprile scorso Nuovo "blitz" antimafia: altri sedici arresti

Tra gli indagati anche il presunto mandante dell'omicidio di Gianfranco Gallo e il padre di un "pentito"
Luigi Abbramo

Altre sedici persone si sono aggiunte ieri alle persone arrestate nell'ambito dell'operazione "Eracles". Gli agenti della Squadra mobile della Polizia di Stato hanno notificato con "Eracles 2" ieri mattina 53 ordinanze di custodia cautelare ad altrettanti soggetti considerati a vario titolo affiliati o collusi alla presunta cosca Vrenna-Bonaventura-Corigliano.

I provvedimenti emessi dal Giudice delle indagini preliminari di Catanzaro Tiziana Macrì su richiesta del sostituto procuratore Pier Paolo Bruni, applicato alla Dda, riguardano le 35 persone già agli arresti su disposizione dei giudici delle indagini preliminari di Crotone e di Palmi che il 10 del mese avevano convalidato 35 dei 39 fermi di Pg eseguiti lo scorso 7 aprile durante il blitz dell'operazione "Eracles". Il Gip Catanzaro Macrì a cui per competenza sono passate le carte dell'inchiesta, ha infatti rinnovato quelle 35 ordinanze già emesse dai giudici "ordinari" ed ha poi emesso altre 18 ordinanze: due riguardano il 41enne Antonio Comberiati e il 31enne di nazionalità albanese Shefqet Levanja. Ambedue erano stati fermati il 7 aprile scorso, ma i Gip di Roma (per Levanja e di Crotone (per Comberiati non avevano convalidato i fermi e li avevano scarcerati. Il Gip di Catanzaro ha deciso altrimenti. L'immigrato albanese è accusato di aver procurato a Vincenzo Marino che adesso è collaboratore di giustizia, l'esplosivo servito poi per commettere l'attentato al negozio di parrucchiera della moglie di un ispettore della Mobile; Comberiati a sua volta è accusato di favoreggiamento aggravato nell'omicidio di Gianfranco Gallo avvenuto a Capocolonna il 19 maggio 2000.

Vicende già rese note con la prima operazione "Eracles" come del resto sono già note le altre ipotesi di reato contestate dagli investigatori ai nuovi 16 destinatari delle ordinanze di custodia cautelare notificate ieri. Annibale Barilari (36 anni), è accusato di associazione finalizzata al traffico di droga mentre il padre Gaetano (56 anni) deve rispondere di associazione mafiosa. Il reato associativo viene contestato anche a Nicola Basta (31 anni), considerato uomo di Marino come ha rilevato lo stesso "pentito" che si sarebbe servito di lui per ritirare l'esplosivo inviato da Roma su un autobus di linea. Il 416/bis è il reato contestato anche a Salvatore Bonaventura (60 anni), considerato un elemento di spicco della cosca ed uomo che avrebbe programmato alcune estorsioni insieme al figlio Luigi che è adesso collaboratore di giustizia. Dello stesso reato è accusato Francesco Cardamone (34 anni), coinvolto anche nell'omicidio di Leonardo Covelli (avrebbe avuto il compito di bonificare il luogo del delitto), avvenuto nel 2000 a novembre. Associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni sono i reati contestati a Fabio Cavallo (26 anni), già detenuto. Armi e traffico di droga sono le contestazioni mosse assiame al 416/bis ad Antonio De Biase (38 anni). Il reato associazione è contestato inoltre ad Antonio e Luigi Foschini, rispettivamente di 59 e 57 anni, accusati ambedue anche di droga. Di associazione mafiosa è accusato anche Luigi Gostinello (31 anni), mentre Francesco Gumari (47 anni), è indagato per traffico di droga. Il 416 bis è contestato anche ad Antonio Macrì (39 anni), considerato uno dei capi ed indagato anche per estorsione, droga, per l'attentato alla parrucchieria e per essere il mandante dell'omicidio Gallo. L'associazione mafiosa è contestata a Saverio Masellis (42 anni) e Gianluca Pennisi che è accusato anche di armi e droga. É indagato per il 416/bis anche Giovanni Vrenna (51 anni), considerato uno dei capi che deve anche rispondere di estorsioni. Di concorso nella tentata rapina a un istituto di vigilanza privata a Passovecchio, è accusato infine Giancarlo Otranto Godano (52 anni).

Il Gip di Catanzaro inoltre come detto ha rinnovato ieri l'ordinanza di arresto nei confronti di: Giuseppe Barilari (32 anni); Antonio Basile (36); Guglielmo Bonaventura (39); Luigi Bonaventura (35); Mario Bonaventura (60); Francesco Castelliti (22); Egidio Cazzato (63); Gaetano Ciampà (62); Rocco Devona (24); Antonio Falvo (46); Luigi Falvo (33); Alessandro Frisenda (27); Giuseppe Frisenda (54); Emilio Iuticone (55); Giuseppe Lidonnici (34); Benito Macrì (38); Francesco Macrì (34); Giuseppe Macrì (55); Salvatore Macrì (36); Antonio Martino (29); Mario Martino (49); Francesco Murgeri (37); Massimo Murgeri (33); Francesco Pugliese (29); Piero Ranieri (31); Giovanni Rizzo (42); Cristian Ruggiero (31); Gaetano Russo (28); Gaetano Santoro (34); Enrico Saraco (45); Pasqualino Trusciglio (46); Luciano Vaccaro (25); Maurizio Valente (25); Sergio Vrenna (51), Luca Alfredo Policastrese (34 anni).

Ieri mattina è seguita la conferenza stampa: c'erano il capo e il vicecapo della Mobile Angelo Morabito e Cataldo Pignataro; il dirigente dello Sco Fabio Vinci; Saverio Mercurio della Mobile di Catanzaro; il questore Gaetano D'Amato, il procuratore vicario della Dda Salvatore Murone; il procuratore Francesco Tricoli; il Pm Pier Paolo Bruni, il vicequestore vicario Federico Strano e il capo di gabinetto della questura Domenico Gentile.

LA GAZZETTA DEL SUD 29 APRILE 2008


 

 

 
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