| Diario di un magistrato e della scomparsa della sua agenda |
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di Flaviano Masella e Maurizio Torrealta L’INCHIESTA torna ad occuparsi della strage con immagini inedite e la ricostruzione delle indagini della Procura di Caltanissetta che parte da una foto che mostra un uomo che cammina tra le macerie trasportando la borsa di cuoio di Paolo Borsellino. Si tratta Giovanni Arcangioli, nel '92 capitano dei carabinieri, oggi tenente colonnello, indagato per la scomparsa dell’agenda rossa di Borsellino. L'inchiesta di Rainews24 cerca di fare chiarezza sui fatti che portarono alla scomparsa di quel documento, sulle informazioni in esso contenute, e su chi potesse avere a cuore il suo trafugamento. Molte delle spiegazioni potrebbero trovarsi nelle confidenze fatte a Paolo Borsellino, alla vigilia del suo omicidio, dal pentito Gaspare Mutolo, che, nella ricostruzione di Gioacchino Genchi, funzionario di polizia e consulente dell'autorità giudiziaria, avrebbero portato alla luce importanti collusioni: "Io ritengo che è proprio in questa fase che si è innescato il pericolo e la preoccupazione di qualcuno che il lavoro di Borsellino portasse a risultati che potevano essere micidiali non solo per cosa nostra ma per chi con cosa nostra a Palermo aveva convissuto per tanti anni. Ed è lì che si innesta il progetto stragista". Una seconda ipotesi è quella della cosìddetta “trattativa”, l'accordo tra mafia e il Raggruppamento Operativo dei Carabinieri, a cui Borsellino si sarebbe opposto, come racconta Giuseppe Lo Bianco, capo servizio Ansa: "L'ipotesi che Borsellino potesse essersi opposto in qualche modo alla trattativa tra mafia e Stato è una delle ipotesi che è stata fatta propria dalla sentenza di uno dei tanti processi che si sono celebrati a Caltanissetta". La morte di Paolo Borsellino è una vicenda ancora avvolta dal mistero che vede coinvolti malavita organizzata e parti delle istituzioni. Renato Di Natale, procuratore aggiunto di Caltanissetta, riferisce: "Noi abbiamo sempre degli stralci aperti su queste vicende, uno per esempio sulla presenza dei servizi segreti sui luoghi della strage, non soltanto indirizzata alla borsa o al contenuto della borsa ma a tutta la vicenda, perché c'è un filone che riguarda i così detti mandanti occulti delle stragi." Video Inchiesta "Diario di un magistrato" RaiNews24
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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