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Rassegna Stampa
In rotta il clan Lo Piccolo. C'e' un quinto collaborante. | In rotta il clan Lo Piccolo. C'e' un quinto collaborante. |
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27 aprile 2008 Il pentito numero cinque del clan dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo si chiama Angelo Chianello, ha 43 anni e da oltre un mese sta riempiendo verbali su verbali nella sua collaborazione con i magistrati di due Direzioni distrettuali antimafia: quelle di Palermo e di Milano. Chianello è stato trasferito dal carcere dell´Ucciardone all´insaputa dei familiari, che in questo modo hanno appreso della sua scelta e in gran parte se ne sono dissociati. Diversa la decisione dei congiunti più prossimi del neopentito, adesso anche loro trasferiti in una località protetta. Così, dopo Francesco Franzese, Antonino Nuccio, Gaspare Pulizzi e Andrea Bonaccorso, Chianello è il quinto collaboratore del mandamento di Salvatore Lo Piccolo (nella foto), ormai a pezzi. Starebbe concentrando le proprie rivelazioni ai pubblici ministeri sul versante delle estorsioni e soprattutto dei traffici di stupefacenti, che gestiva assieme allo zio Luigi Bonanno, sul territorio milanese. Questa parte di inchiesta, di competenza della Procura del capoluogo lombardo, ha visto e vede ancor oggi la collaborazione tra i magistrati delle due Dda: nel gennaio scorso, il pm di Milano Ilda Boccassini era stata a Palermo per uno scambio di informazioni con i colleghi del pool coordinato dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo, composto da Domenico Gozzo, Gaetano Paci, Francesco Del Bene e Annamaria Picozzi. Il pentimento di Angelo Chianello è l´ennesimo segnale dello sfaldamento delle cosche palermitane. Nelle scorse settimane, anche nell´inossidabile cosca di Belmonte Mezzagno, zoccolo duro del gruppo legato a Bernardo Provenzano, si è registrato un cedimento, con la collaborazione del genero del boss Francesco Pastoia, Giacomo Greco, che sta svelando i retroscena della misteriosa faida scoppiata in provincia all´inizio degli anni Duemila. Chianello era stato arrestato nel dicembre scorso, per scontare una condanna inflittagli a Milano in seguito a un´estorsione. A gennaio, era stato poi coinvolto nell´operazione Addiopizzo, che aveva portato al fermo di trenta esattori della cosca Lo Piccolo. Già in quel provvedimento emergeva il ruolo di Chianello in un traffico di stupefacenti: spesso si recava a Milano, lì avrebbe dovuto scoprire il nascondiglio di Gianni Nicchi, condannato a morte dai Lo Piccolo. Ma Nicchi fu più svelto. A Palermo, invece, Chianello intratteneva ottimi rapporti con il capomafia di Malaspina e Cruillas, Pierino Di Napoli, e con Giuseppe Geraci, della famiglia di Altarello. Chianello ha già confermato ai magistrati di essere la persona - fino a poco tempo fa non identificata - di nome Angelo, di cui si parlava nelle intercettazioni ambientali effettuate nei confronti del boss di San Lorenzo Salvatore Gottuso. LA REPUBBLICA PALERMO |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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