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Antimafia Duemila

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Bomba sotto auto a Gioia Tauro, grave commerciante PDF Stampa E-mail

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(ANSA) - GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 26 APR - Un commerciante, Natale Princi, è rimasto gravemente ferito in un attentato dinamitardo fatto stamattina a Gioia Tauro.





Secondo le prime notizie fornite dalla Polizia, sotto la vettura del commerciante è stato collocato un ordigno che è esploso nel momento in cui Princi ha avviato il motore. Il commerciante è stato ricoverato nell'ospedale di Gioia Tauro.



BOMBA SOTTO AUTO A GIOIA TAURO, IMPRENDITORE GRAVISSIMO

(ANSA) - GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 26 APR
- Il ferito si chiama Antonino Princi (e non Natale), di 45 anni, titolare di numerosi negozi e punti vendita di abbigliamento e maglieria. La bomba che era stata collocata sotto la vettura di Princi (una Mercedes), secondo quanto è stato accertato dagli investigatori, è esplosa nel momento in cui l'uomo ha inserito la chiave per aprire la portiera. La vettura di Princi era parcheggiata in un cortile in cui si trovavano altre due automobili che sono rimaste danneggiate. A causa dell'esplosione é andata in frantumi anche l'insegna di un negozio vicino. Princi, portato in un primo tempo nell'ospedale di Gioia Tauro, è stato trasferito successivamente, a causa della gravità delle sue condizioni, negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. Antonino Princi ha interessi anche nel mondo del calcio. Negli anni scorsi era stato soprattutto socio del Catanzaro, quando la squadra militava in serie B. Princi era socio di riferimento con il 48% delle azioni.



BOMBA SOTTO AUTO: IMPRENDITORE IN ATTENTATO HA PERSO MANO

(ANSA) - GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 26 APR
- Ha perso una mano, a causa dell'esplosione dell'ordigno che era stato collocato sotto la sua automobile, Antonino Princi, l'imprenditore rimasto ferito stamattina a Gioia Tauro. Princi è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione degli Ospedali riuniti di Reggio Calabria ed i medici in questi minuti stanno valutando la possibilità di sottoporlo ad intervento chirurgico per cercare di tamponare le ferite in varie parti del corpo, soprattutto agli arti inferiori e superiori. Secondo quanto è emerso dalle indagini della Polizia, l'ordigno, che era stato collocato sotto il vano motore della vettura, potrebbe essere stato fatto esplodere con un comando a distanza azionato nel momento in cui Princi si è avvicinato all'auto. Sul posto, per la ricostruzione della dinamica dell'attentato, è intervenuto il personale della Polizia scientifica della Questura di Reggio Calabria.


BOMBA SOTTO AUTO:MATRICE MAFIOSA, INDAGA DDA REGGIO CALABRIA

(ANSA) - GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 26 APR
- Avrebbe una matrica mafiosa l'attentato fatto stamattina a Gioia Tauro in cui è rimasto gravemente ferito l'imprenditore Nino Princi. Sull'attentato, infatti, insieme alla Procura di Palmi, che sta svolgendo gli atti urgenti, sta indagando anche la Dda di Reggio Calabria. A Gioia Tauro, per il coordinamento delle indagini, che vengono svolte dalla Polizia, si sono recati il procuratore aggiunto di Palmi, Bruno Giordano, ed il pm della Dda Roberto Di Palma. Un investigatore ha parlato di "un atto simbolicamente molto forte". L'ipotesi che viene seguita dagli investigatori è che l'attentato possa essere collegato ad una vendetta maturata negli ambienti della criminalità organizzata della Piana di Gioia Tauro. Princi, tra l'altro, è sposato con una componente della famiglia Rugolo, collegata alla cosca Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina. A Gioia Tauro sarebbe in atto uno scontro tra la cosca Piromalli e quella dei Molé, che un tempo erano alleate. Nell'ambito di tale scontro, il primo febbraio scorso, potrebbe essere maturato l'omicidio di Rocco Molé, di 42 anni, uno dei capi dell'omonima cosca. Gioia Tauro, da sempre, è un centro ad alta densità criminale. Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha sciolto il Consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Princi è originario di Rizziconi, paese anche questo al centro di forti interessi della 'ndrangheta.


'NDRANGHETA: BOMBA; PM DNA, ATTENTATO DA GUERRA DI MAFIA

(ANSA)
- GIOIA TAURO (RC), 27 APR - L'attentato compiuto a Gioia Tauro contro l'imprenditore Nino Princi è "da guerra di mafia". Così il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Vincenzo Macrì, esperto di 'ndrangheta, ''legge" l'attentato portato a termine ieri mattina. "La prima volta che la 'ndrangheta ha ucciso con un'autobomba - ha aggiunto - è stato per l'omicidio di Antonino Imerti, nell'85, che aprì una guerra di mafia a Reggio durata cinque anni. Poi la stessa tecnica è stata usata nel 2000 per uccidere l'imprenditore Domenico Gullaci. E' un gesto eclatante, quasi di tipo terroristico ed è tipico della guerra di mafia". "Al momento è presto per dire se ci sia un collegamento con l'attentato di ieri - ha sostenuto Macrì - ma nella piana di Gioia Tauro c'é un problema interno ale cosche. Su questo non c'é dubbio. E' un problema di ristrutturazione ad alto livello".
 
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    In edicola dal 28 maggio 2008

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    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


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    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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