| La Confesercenti conferma: "Mafia Spa, pizzo e racket un affare da 75 miliardi di euro l'anno". |
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Roma. Sono dati drammatici quelli presentati dal rapporto 2006 della Confesercenti, Sos Impresa. Secondo la ricerca ben 200 milioni al giorno passano dalle mani degli imprenditori, grandi e piccoli, a quelle dei mafiosi, per un fatturato pari a quello di un azienda leader come Eni, ben 75 miliardi di euro all’anno. Cifre da capogiro raggiunte per più di metà grazie all’ usura e al racket, che rappresentano quell’entrata fissa che la criminalità organizzata non si fa mai mancare. Il pizzo, oltre a garantire la quotidianità dell’organizzazione, accresce il suo dominio, conferisce un sempre maggior prestigio al clan ed infine misura il tasso di omertà di una zona, di un quartiere e di una comunità. Particolarmente allarmante la situazione siciliana dove, in città come Palermo e Catania, per fare un esempio, l’80% degli esercenti paga il pizzo. Ma anche in altre grandi città il fenomeno è in continua crescita. A Reggio Calabria il 70 % delle imprese è soggetto ad estorsione, a Napoli, Bari e Foggia il 50%. Sul fronte usura invece, il rapporto della Confesercenti parla di un fenomeno in aumento ovunque e che colpisce soprattutto le famiglie povere e le microimprese con gli interessi ormai stabilizzati oltre il dieci per cento mensile. Le tre regioni più attanagliate sono la Campania, con 26mila commercianti colpiti, il Lazio con 23.200 e la Sicilia con 21.500. Nel complesso, prosegue il rapporto, il tributo pagato dai commercianti ogni anno a causa della lievitazione del capitale e degli interessi si aggira attorno ai 12 miliardi di euro. Cambiano così i modi di estorcere soldi e, sempre secondo i dati di “Sos Impresa”, cambiano anche i soggetti, con gli estorsori di età sempre più bassa (a volte persino minorenni), e donne di ex capi mafia promosse nel ruolo di boss. Un fenomeno riscontrato sia in Sicilia, sia in Puglia che in Campania. Il pizzo non è comunque l’unico modo con cui la mafia condiziona l’attività economica. Oggi il legame tra mafia e società è sempre più stretto e per la Confesercenti si evidenzia una “ capacità delle cosche di intervenire con proprie imprese nelle relazioni commerciali, stabilendo collegamenti collusivi con politica e burocrazia soprattutto per il controllo del sistema degli appalti e dei servizi pubblici. Ormai le mafie sono presenti nei comparti dell’intermediazione delle forniture. Operano nel settore immobiliare, acquisiscono partecipazioni societarie e sono presenti nel Gotha finanziario di mezza Europa.” Tale tipo di attività si sviluppa con la trasformazione della struttura dell’organizzazione criminale: “ Emerge una “borghesia mafiosa”, una “mafia dalla faccia pulita”, costituita da gruppi di imprenditori, professionisti, amministratori che in cambio di favori, curano gli interessi locali dei clan, il più delle volte prendendone le redini.” Commercio e turismo i settori principali dove la mafia esercita le proprie pressioni, ma non solo. Oltre alle relazioni e al giro di interessi nel mondo dell’edilizia, dello smaltimento rifiuti, delle risorse idriche e degli autotrasporti, la “nuova” mafia allarga il proprio bacino investendo nell’industria del divertimento, nella ristorazione veloce, nei supermercati, negli autosaloni, nei settori della moda e perfino dello sport. Florido anche il campo dell’Agromafia, dalla quale entrano nelle casse delle organizzazioni, circa 7,5 miliardi di euro. Si tratta del controllo delle vendite degli agricoltori, obbligandoli a cedere prodotti a prezzi stracciati, nonché il controllo sulle macellazioni clandestine. Stesso discorso vale per il mercato ittico. A fronte di questa situazione, confermata da questi dati allarmanti, quali soluzioni possono adottare lo Stato e la Società Civile? Qualcosa già si muove, con le iniziative e le proposte delle associazioni anti racket come “Itreni della legalità”, la nascita del comitato Addio Pizzo a Palermo. A lanciare una nuova proposta è stato Tano Grasso, presidente onorario della Federazione nazionale delle associazioni anti racket (Fai), il quale ha chiesto l’istituzione di un servizio di tutor gestito da governo ed associazioni per aiutare gli imprenditori che vogliono investire nel Mezzogiorno e che sono vittime di estorsioni: “ Si potrebbe creare una figura istituzionale – ha spiegato – a cui rivolgersi, un tutor anti racket gestito in sinergia da governo e società civile”. Il tutor avrebbe il ruolo di “garante contro il pizzo” al quale le vittime del racket possono far riferimento chiedendo assistenza e tutele per le loro attività imprenditoriali. La proposta ha trovato immediato consenso nel vice ministro agli interni, Marco Minniti, che ha definito l’idea “convincente e da approfondire”, da Marco Venturi, presidente dell’associazione commercianti che chiede una maggiore collaborazione tra Stato, forze dell’ordine e commercianti. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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