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Rassegna Stampa
Confalonieri rinviato a giudizio. | Confalonieri rinviato a giudizio. |
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Si tratta di uno stralcio del processo sui fondi neri Mediaset, che vede imputato, tra gli altri, il presidente del consiglio in pectore Silvio Berlusconi. Confalonieri era uscito dal processo, in cui era accusato di falso in bilancio, per prescrizione del reato, ma adesso deve rispondere di un nuovo capo di imputazione, la frode fiscale per l’appunto. E così l’inchiesta è ripartita dalle indagini preliminari con il rinvio a giudizio decretato dal gup, che in precedenza aveva rigettato una serie di eccezioni di nullità proposte dai difensori. Il presidente di Mediaset, a margine della presentazione del film su Aldo Moro, ha detto ai cronisti di sentirsi sicuro perché «non sono mai stato condannato e sono convinto che andrà bene anche questa volta». Secondo la procura Confalonieri avrebbe agito in concorso con Silvio Berlusconi, Frank Agrama, Daniele Lorenzano, Alfredo Cuomo, Marco Colombo, Giorgio Dal Negro, Gabriella Galetto e Carlo Bernasconi (deceduto nel 2001), tutti imputati nel processo in corso con l’accusa di frode fiscale. Un’accusa che è rimasta in piedi grazie alla formulazione di una contestazione suppletiva da parte del pm De Pasquale e senza la quale sarebbe scatta la prescrizione anche loro. Mediaset avrebbe evaso le imposte per 13,3 milioni di euro: 6,6 milioni nel 2001, 4,9 milioni nel 2002 e 2,4 milioni nel 2003. L’accusa parla di intermediazione fittizia da parte di società di comodo per gonfiare il valore del prezzo dei film acquisiti da Mediaset e di «un sistema di frode elaborato negli anni ottanta e da allora costantemente seguito». Per la procura gli illeciti sui diritti evitavano al gruppo di pagare le tasse su denaro che formalmente serviva a pagare fatture per operazioni inesistenti emesse da International Media Service Ltd e recanti corrispettivi in misura superiore al reale. Per Vittorio Virga, uno dei legali, il provvedimento del gup è «assolutamente ingiustificato, visto che Confalonieri non era mai stato indagato per le presunte frodi fiscali tra il 1995 e il 2001 e c’entra ancora meno con le frodi tra il 2001 e il 2003». Il processo comincerà il 21 ottobre davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano. L'UNITA' |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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