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Hanno la faccia come il Polo | Hanno la faccia come il Polo |
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di Marco Travaglio - 24 aprile 2008 Nel 1995 destra e sinistra (eccetto la Lega e qualche verde sciolto) riformano la custodia cautelare: più difficile il carcere preventivo che poi, in Italia, è l’unico che si sconta. Nel ’98 destra e sinistra varano la legge Simeone-Sareceni (il primo è di An, il secondo Ds): un capolavoro che allarga le maglie della Gozzini, che consente al condannato fino a 3 anni di carcere di uscire in affidamento al servizio sociale e fino a 2 anni di restare ai domiciliari. Ora il condannato ha pure la pena sospesa finché la polizia non riesce a notificargli la condanna di persona, brevi manu. Se il tipo si fa trovare, ha 30 giorni per chiedere l’affidamento (o altra pena alternativa) al giudice di sorveglianza, che impiegherà 3-4 anni a rispondergli; nel frattempo il condannato resta libero. Quando poi il giudice riesce finalmente a rispondere e magari decide di mandarlo dentro, la polizia deve rintracciarlo una seconda volta e consegnargli, sempre brevi manu, il provvedimento. Se il condannato non è proprio un demente, gli basta sparire dalla circolazione perché la pena resti sospesa sine die. E, dopo qualche anno, cada in prescrizione. Il messaggio della Simeone-Saraceni è altamente educativo: la miglior difesa è la fuga. Così decine di migliaia di condanne restano ineseguite perché il delinquente, preavvertito della possibilità di finire dentro, non si fa più trovare. Geniale. Completa il quadro la scriteriata legge costituzionale del «giusto processo» (art.111): se la vittima, poniamo di un’estorsione o di uno stupro, denuncia il suo aguzzino, ciò che dice dinanzi al pm non ha più alcun valore se non lo ripete in aula, sotto gli occhi minacciosi del mafioso o del maniaco: così, spesso, in tribunale la vittima ritratta le accuse per evitare ritorsioni, e l’aggressore viene assolto. È il «giusto processo», bellezza. Passata l’èra delle leggi ad personas (fatte per salvare dal carcere i colletti bianchi di Tangentopoli, ma con ricadute su ogni genere di criminalità), si arriva nel 2001, col ritorno di Bellachioma, alle leggi ad personam. Nel senso che da salvare ormai sono rimasti sono lui e i suoi cari. Oltre alle porcate su rogatorie e falso in bilancio, e al lodo Maccanico-Schifani sull’impunità per le alte cariche, nel 2002 arriva la Cirami, che consente a qualunque imputato di paralizzare per mesi il suo processo chiedendo si spostarlo altrove perché i giudici ce l’hanno con lui («legittimo sospetto»). Sono tutte richieste infondate (mai una sola volta i giudici le hanno accolte dal 2002), ma intanto contribuiscono ad allungare i tempi dei dibattimenti e a intasare la Cassazione di istanze stralunate. Segue a ruota l’ex Cirielli, che dimezza o comunque riduce i termini massimi di prescrizione per quasi tutti i reati, comprese le violenze sessuali. Sfumato il trasloco da Milano a Brescia, bisogna mandare in prescrizione il caso «toghe sporche» o almeno di salvare Previti dal carcere (infatti la legge vieta l’arresto degli ultra settantenni: e Previti, guardacaso, ha appena compiuto 70 anni). Dopo aver allungato a dismisura i tempi dei processi, il taglio dei termini di prescrizione è la quadratura del cerchio. Il presidente della Cassazione Marvulli parla di «gigantesca amnistia mascherata», il cosiddetto ministro Castelli è costretto ad ammettere che la Cirielli farà prescrivere 35 mila processi in più all’anno: oltre alle tangenti e ai reati finanziari, evaporano anche migliaia di truffe, usure e violenze sessuali: troppo brevi i tempi della nuova prescrizione per sperare di arrivare in tempo alle condanne. Ultima chicca: la legge Pecorella, che abolisce l’appello del pm in caso di assoluzione o prescrizione in primo grado (proprio il caso di Berlusconi nel processo Sme), ma non l’appello dell’imputato in caso di condanna in tribunale. Se uno la fa franca la prima volta, è salvo per sempre. Se invece viene condannato, può sperare nel futuro: non hai vinto, ritenta, sarai più fortunato. Ad libitum. Poi, ca va sans dire, arriva l’indulto: voluto anche da FI, sempre per Previti, Berlusconi & C.. E votato anche da Alemanno, in dissenso dal suo partito. Ora FI e Alemanno invocano «tolleranza zero» e «certezza della pena». Hanno la faccia come il Polo. Ora d’Aria L'UNITA' |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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