| Mafia: ma per i siciliani e' piu' forte dello Stato |
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22 aprile 2008 La mafia ha subito colpi molto duri ma resta più forte dello Stato. Questa è almeno la percezione che di Cosa nostra e della sua capacità di condizionamento del sistema democratico e della vita civile hanno i giovani siciliani. Il dato emerge da una ricerca promossa dal centro studi Pio La Torre tra gli studenti di 47 istituti. Al questionario hanno risposto 2.368 alunni che hanno seguito un progetto educativo antimafia. I risultati, che saranno presentati domani al teatro Biondo di Palermo, hanno rivelato aspetti sorprendenti ma anche contraddittori come quello che nel confronto con lo Stato è la mafia a conquistare un posto preminente. Cosa nostra viene infatti percepita come più forte da oltre il 50% del campione. Per il 20,6% Stato e mafia sono ugualmente forti. E solo il 16,8 sceglie lo Stato. I ricercatori avvertono comunque che in questo caso il concetto di forza viene accostato a quello di violenza e dunque occorre attenuare gli effetti dirompenti della ricerca. Restano invece tanti altri elementi di pessimismo tra i giovani per i quali valori positivi come onestà, senso dell'uguaglianza e della giustizia, democrazia e partecipazione civile sono poco diffusi in Sicilia. LA SICILIA ON LINE |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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