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Rassegna Stampa
Scoperta truffa a Telecom Italia | Scoperta truffa a Telecom Italia |
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L'INCHIESTA - L'indagine denominata «Sim e Napule», è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha disposto diversi sequestri effettuati all’alba dalle polizie di Firenze, Gubbio, Mantova, Milano, Rimini, Moncalieri, Viterbo e Palermo. Perquisite in tutta Italia circa 120 società, soprattutto gestori di numeri telefonici a pagamento 899/892, sui quali cui è stato dirottato il traffico telefonico. Cinque gli arresti, sei i fermi e 29 le denunce a piede libero. Coinvolte nell’inchiesta anche 45 aziende che operano nel settore delle comunicazioni. Circa 70 conti correnti sono stati bloccati, mentre sono state individuate 10 società attive all’estero. A Firenze, in particolare, a seguito di intercettazioni telefoniche e riprese video, iniziate a luglio 2007, polizia e fiamme gialle del nucleo frodi telematiche di Roma sono riusciti a registrare i soggetti coinvolti mentre si introducevano nei pc e ricaricavano abusivamente le schede prepagate. Il blitz di stamani li ha colti sul fatto. Le accuse vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere, alla frode informatica e ricettazione. Blitz anche a Napoli, presso il centro direzionale Telecom. IL CLAN - Gli affiliati al clan camorristico Contini, egemone nella zona Mercato del capoluogo partenopeo, erano in grado di recuperare le schede Sim, consegnarle in forma di lista con tutti i numeri telefonici su un foglio di carta ad altri complici per fare accreditare i bonus di ricarica della società telefonica Tim. Le liste venivano consegnate ad altri soggetti che, negli uffici Telecom di Napoli, dopo essersi introdotti nei sistemi informatici riuscivano a ricaricare gratis le schede. Nei singoli computer del call center veniva inserita una chiave usb con un programma «software di decodifica password», in grado di intercettare numero di identificazione e username degli addetti Telecom. A procurare i sistemi informatici capaci di «sniffare» password e username, e le chiavette usb erano degli altri complici. La lista veniva successivamente riconsegnata e, dal sito internet della Tim, con la funzione I.Box, si poteva verificare singolarmente lo stato di ricarica delle carte prepagate. A quel punto la truffa era compiuta: le schede ricaricate erano inserite in dispositivi capaci di scaricare il credito su numeri telefonici con prefisso 899, gestite da altri complici, che potevano così monetizzare i crediti.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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