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Ombre sui patronati PDF Stampa E-mail

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L'inchiesta di Exit irrita Raffaele Lombardo, Totò Cuffaro corre in suo aiuto

Nella puntata di Exit del 21 aprile "Il segreto dell'urna" è stata trasmessa un'inchiesta di Claudia Di Pasquale e Teresa Paola sulle ultime elezioni regionali in Sicilia.

Il reportage è stato anticipato lo stesso giorno sulle pagine di Repubblica che ha illustrato i punti salienti del servizio giornalistico. La sera scorrono le immagini di quello che gli stessi autori della trasmissione hanno definito un "mercato di voti". Tutto parte dal patronato, quello che per definizione è un centro di assistenza ai cittadini che fanno capo ai sindacati o ad associazioni che, alla vigilia delle elezioni, si trasformerebbe in una sorta di comitato elettorale. Nel documentario di Exit si vedono i poster elettorali di Raffaele Lombardo (Mpa), futuro trionfatore delle Regionali in Sicilia, affissi sulla vetrina del patronato. È l'11 aprile, ultimo giorno di campagna elettorale. Le immagini proseguono, uomini e donne escono dal patronato situato in uno dei quartieri a rischio di Catania (da Librino a Nesima) carichi di buste della spesa. Uno dei responsabili del patronato si accorge della telecamera e intima a non fare uscire nessuno dal patronato con la spesa. Gli avventori restano chiusi lì per diversi minuti, mentre la telecamera zoomma all´interno e riprende diversi scatoloni di generi alimentari. E' solo una delle immagini più forti del reportage che per altro si basa su interviste e testimonianze registrate in loco.   Raffaele Lombardo, rifiutando l'invito di Exit a intervenire, ha dato mandato al suo avvocato Antonio Fiumefreddo di intervenire in collegamento video per tutelare la sua immagine, con la minaccia di querelare Repubblica. Al termine del filmato l'avv. Fiumefreddo rigetta le possibili "congetture" del servizio criticandone il taglio e il montaggio. Fra gli ospiti presenti in studio: l'ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro, il giornalista di Repubblica Antonello Caporale, Matteo Salvini Cons. comunale Lega Nord a Milano, Sonia Alfano della lista  amici di Beppe Grillo, Franco Giordano di Rifondazione Comunista, il giornalista de l'Espresso Peter Gomez e Arturo Diaconale, direttore del quotidiano l'Opinione. Ma è con Cuffaro che si assiste ad una difesa appassionata di Raffaele Lombardo. Di fronte alle immagini del reportage l'ex Governatore della Sicilia si oppone con tutte le sue forze arrivando a negare l'evidenza di alcune riprese video. Franco Giordano si scalda e lo esorta a guardare in faccia la realtà. Ma è mentre si discute della sua recente condanna che Cuffaro dà il meglio di sé. Totò vasa vasa continua a percorrere la strada indicata dai suoi capi, quella di stravolgere la verità dei fatti, fossero anche sentenze o altro. Ecco che dalla sua condanna a 5 anni per favoreggiamento semplice, per aver favorito un singolo mafioso, la parola mafia scompare. Secondo Cuffaro non è vero che lui ha favorito un singolo mafioso in quanto si tratta, e lo ripete senza pudore, di favoreggiamento semplice. Unica voce a mettere le cose in chiaro è quella di Sonia Alfano. Con grande determinazione la Alfano corregge immediatamente Cuffaro riportando il dispositivo della III sez. Penale del Tribunale di Palermo (presieduta da Vittorio Alcamo) nel quale si evince che il reato di favoreggiamento imputato a Cuffaro è aggravato dall'aver agevolato singoli mafiosi (Guttadauro, Aragona, Aiello e Miceli), anche se tutto ciò non è stato ritenuto sufficiente a integrare l'aggravante contestata di avere agevolato l'associazione mafiosa Cosa Nostra nel suo complesso.
Cuffaro respinge vistosamente l'appunto di Sonia Alfano come se un dispositivo scritto da giudici della Repubblica fosse interpretabile da parte dello stesso imputato. Si assiste al paradosso dove un condannato, se pur in I° grado, si mette a discutere della propria condanna plasmandola a suo piacimento. La Alfano non dà tregua all'ex presidente della Regione che per tutta risposta le lancia messaggi ambigui (aver fatto anche lei la fila davanti al suo ufficio, o per quanto riguarda la protesta dei parenti delle vittime di mafia alla quale solo lui avrebbe dato ascolto). Immediata arriva la replica di Sonia Alfano che in diretta annuncia di volere querelare Cuffaro. La conduttrice Ilaria d'Amico fatica a riportate la calma in studio prima di proseguire con gli altri servizi che si protraggono fino alla mezzanotte.

A tuttoggi resta l'ennesima dimostrazione della situazione del nostro Paese dove il capovolgimento della realtà si fa sempre più tangibile.

A Sonia Alfano e a chi si oppone alla normalizzazione di tutto questo la solidarietà della redazione di ANTIMAFIADuemila.

Lorenzo Baldo


Il filmato della puntata di Exit

Gli interventi di Sonia Alfano a Exit: -

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