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Antimafia Duemila

Wednesday
Aug 20th
Operazione Igres. PDF Stampa E-mail
Resta un mistero il caso della Mirage II


E’ avvolta da un alone di mistero la vicenda della Mirage II. La fantomatica motonave, principale protagonista dell’ultima udienza del processo Igres, celebrato davanti al Tribunale di Locri presieduto dal Dott. Olga Tarzia. E che vede imputati, tra gli altri, i boss di Cosa Nostra Mariano Agate, Luigi Scimò  e Matteo Messina Denaro accusati insieme ad alcuni esponenti di rango della ‘Ndrangheta, in particolare della locride, di traffico internazionale di cocaina. Importata a fiumi dalla Colombia. Su richiesta del pubblico ministero Nicola Gratteri, che sarà a breve impegnato con l’inizio della sua requisitoria, sono stati chiamati a deporre due agenti speciali della Dea (il dipartimento americano antidroga): Eric Fouler e Nicos Eliopulos, che della Mirage II si erano occupati nel corso delle loro investigazioni. E che in videoconferenza da New York hanno risposto alle domande del pm volte a verificare l’effettiva esistenza dell’imbarcazione, sparita nel nulla, a bordo della quale sarebbero dovute essere caricate ben 4 tonnellate di cocaina diretta in Italia. Stando a quanto sostenuto dai due agenti per averlo appreso da propri infiltrati, la nave, ancorata al largo di Panama, era stata acquistata tramite una prestanome dall’armatore greco Gofas proprio al fine di effettuare il colossale carico. Pianificato dalle cosche calabresi e siciliane, in collaborazione con i cartelli colombiani, nel corso di una riunione tenutasi in Grecia nel febbraio del 2001. Per incassare i soldi dell’assicurazione, però, sarebbe stata fatta affondare al largo delle coste del Perù, dallo stesso Gofas che effettivamente intascò il premio assicurativo. Incalzati dal pm i verbalizzanti non hanno saputo precisare se prima dell’affondamento la Mirage II fosse stata effettivamente caricata con lo stupefacente. Appare certo, però, che in seguito a tale tradimento l’armatore greco fu estromesso da ogni tipo di affare.


ANTIMAFIADuemila N°51
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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