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L'inchiesta "Il segreto dell'urna"
Quelle buste della spesa nei comitati Mpa prima del voto
Mpa querela La Repubblica

 

Quelle buste della spesa nei comitati Mpa prima del voto

di Carmelo Lopapa - 21 aprile 2008

ROMA - La telecamera è bassa, inquadra all´altezza della busta della spesa. Esce un primo signore, poi una signora che impugna con la stessa mano qualcosa che sembra un facsimile elettorale. All´interno del locale si intravedono altri che ritirano i pacchi. Dentro i pacchi, della pasta, prodotti confezionati. È l´11 aprile, ultimo giorno di campagna elettorale, e il locale non è un supermercato ma un patronato, in uno dei quartieri a rischio di Catania, da Librino a Nesima. Una delle decine di centri di assistenza ai cittadini che fanno capo ai sindacati o ad associazioni - questo dovrebbero essere - e che nelle città siciliane invece spuntano come funghi alla vigilia delle elezioni, trasformandosi presto in comitati elettorali. Alla vetrina sono affissi i manifesti elettorali di Raffaele Lombardo, poi trionfatore alla presidenza della Regione, e un suo uomo in corsa per l´Assemblea regionale, Carmelo Tagliaferro (lui non ce l´ha fatta).
La telecamera lì fuori crea allarme. Entra subito un signore molto agitato che ordina - così si sente distintamente dall´audio - di «non fare uscire nessuno dal patronato con la spesa». Gli avventori restano chiusi lì per lunghi minuti, mentre la telecamera zoomma all´interno e scova - fa notare la voce fuori campo - «scatoloni di generi alimentari». È una delle immagini forti, una delle tante, dell´inchiesta-reportage sulla macchina elettorale di Raffaele Lombardo realizzata da due giovani giornaliste, Claudia Di Pasquale e Teresa Paola. Andrà in onda stasera, nel corso del programma di informazione condotto da Ilaria D´Amico "Exit", dalle 21,10 su La7. Venti minuti per un video d´impatto che ricorda molto «La mafia è bianca» sul sistema di potere cuffariano. Le due croniste si sono piazzate al seguito di galoppini e grandi elettori del nuovo viceré di Sicilia negli ultimi dieci giorni della campagna elettorale. Hanno filmato e raccolto le testimonianze, carpito i segreti, gli strumenti utilizzati per catturare pacchi di voti. Per scoprire che molto ruota proprio attorno a i patronati che presidiano il territorio. Quasi tutte le vetrine sono occupate dai manifesti elettorali di candidati del Pdl e soprattutto dell´Mpa e del suo leader Lombardo, che lì gioca in casa. Il centrosinistra laggiù sembra scomparso dai quartieri, cancellato.
La sensazione è che a Catania, in Sicilia, abbia funzionato una perfetta catena di montaggio del consenso. I galoppini, oscurati, raccontano come accolgano i cittadini «bisognosi» al patronato e come si crea un pugno di voti per famiglia: «50 euro per la spesa, una carta telefonica, poi la mattina ci facciamo trovare all´ingresso del seggio». Vengono filmati alcuni che distribuiscono fac-simili nei dintorni delle scuole, sarebbe vietato. Gli stessi raccontano di essere rappresentanti di lista («Sì, siamo dell´Mpa»). Dunque, verificheranno all´apertura delle urne. Un controllo capillare del processo, dalla materia prima del bisogno al prodotto finale del voto. Quartiere di San Leone. C´è la fila davanti a un patronato per parlare col consigliere comunale che riceve. Uno dei tanti racconta che il consigliere promette un posto dopo il 13 aprile: da precario, ovviamente. In provincia, con telecamera nascosta, una delle giornaliste finge di essere in cerca di lavoro e in un patronato viene invitata a consegnare il curriculum al consigliere, poi, al sindaco del paese. Tutti cortesi. A Librino ci sono più patronati che salumerie, al quartiere di Nesima, tre patronati in 500 metri. Il gestore dice: «Sono al servizio degli amici. La famiglia Lombardo sono i miei amici. Sono cristiano e per me Raffaele è il vangelo». Famiglia, perché oltre a Raffaele c´è il fratello Angelo, eletto all´Assemblea. Il video chiude su tre ragazzini di sei anni reclutati in un orfanotrofio, anche loro per distribuire volantini ai seggi. Non sono perseguibili. «Ai politici chiedo di non approfittare della povera gente - supplica la suora intervistata, incaricata della oro custodia - Rispettate almeno la loro dignità». Il resto è trionfo di Lombardo, nuovo governatore, erede di Totò Cuffaro. 
 
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