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Rassegna Stampa
Spot tv: ''Non pagare il pizzo e' questione d'onore'' | Spot tv: ''Non pagare il pizzo e' questione d'onore'' |
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di
Saverio Lodato - 20 aprile 2008
Durata dei filmati: trenta secondi per uno. Quattro schegge per forare lo schermo. Quattro dispacci nella bottiglia nella speranza che siano letti anche da chi non legge giornali o non ascolta telegiornali. Quattro dita puntate sulla coscienza dello spettatore. Uno slogan basato sull’onore che riecheggia quello dei giovani di Addiopizzo che, alcuni anni fa, tappezzarono le vetrine dei negozi del centro città con la scritta: «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità». Onore, dignità. Valori dei quali a Palermo in tanti, e non solo commercianti o imprenditori, sono stati scarsamente dotati in questi trent’anni. Osserva Nino Frassica: «Sembra che l’onore, quando se ne parla in Sicilia, sia diventata una cosa brutta. Invece dobbiamo tornare a farla diventare una cosa bella, un valore positivo. L’onore è bello». Messaggio lapalissiano, ma verissimo, quasi rivoluzionario in una terra come questa. L’iniziativa, che ieri è stata presentata durante una conferenza stampa nell’Auditorium della sede siciliana della Rai, è stata assunta dal Progetto Legalità Onlus, in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le vittime della mafia, dall’assessorato regionale dei Beni culturali, dal dipartimento della Pubblica istruzione, dall’Unioncamere Sicilia, da Confindustria Sicilia, e dalla Questura di Palermo. Giuseppe Caruso, il questore di Palermo che si occupa personalmente di antiracket ritenendola in questa fase l’emergenza più significativa, è infatti convinto che «occorre coinvolgere la società civile in modo definitivo e determinato nel rifiuto della subcultura mafiosa». E aggiunge: «I risultati operativi che hanno determinato arresti di numerosi esponenti mafiosi, sequestri di beni, nuove collaborazioni non possono prescindere dalla reale e fattiva collaborazione dei siciliani». Caruso solleva una questione decisiva: la repressione poliziesca del fenomeno, pur in forme mai registrate nel passato, non è sufficiente. Prova ne sia che ancora oggi, fra i duecento imprenditori citati nel libro mastro di Salvatore Lo Piccolo per avere accettato l’estorsione, quelli che hanno ammesso non superano il venti per cento. E questo loro silenzio continua inesorabile. Nonostante i blitz, le campagne mediatiche, nonostante che i nomi siano venuti da tempo allo scoperto. Utile, pregevole, dunque l’iniziativa degli attori siciliani. Ché c’è bisogno della «fattiva collaborazione di tutti i siciliani», come auspica il Questore.
Un
solo pericolo va evitato. È il pericolo che spesso ha
zavorrato la lotta alla mafia: il pericolo della retorica. Insomma,
gli spot vanno benissimo. Ma speriamo che a qualcuno non salti in
mente di inaugurare su quest’argomento il filone delle fiction:
trenta secondi vanno benissimo. E poi come si dice: «Lotta al
racket? No fiction».
IL PROGETTO LEGALITA' IN MEMORIA DI PAOLO BORSELLINO |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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