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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Riparte l'asse Berlusconi - Putin
Riparte l'asse Berlusconi - Putin PDF Stampa E-mail

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di Augusto Minzolini - 19 aprile 2008
Aerei, energia e gasdotti al centro del summit:“È grazie all’amicizia che si risolvono i problemi”. Ed il neopremier "spara" alla giornalista scomoda.




Lo Zar Vladimir deve proprio avere un rapporto stretto con Silvio Berlusconi. Non possono, infatti, non sorprendere le parole che ha usato per spiegare la sua gita a villa Certosa. «Era una visita che avevo concordato con Silvio ancor prima che fossero state indette le elezioni e ancor prima che lui le vincesse. Mi mancava, volevo parlare con lui. E poi dovevamo discutere di alcune questioni». Quel «mi mancava» ha fatto toccare al Cavaliere il cielo con un dito. Quelle due parole sono state la dimostrazione più lampante che la sua visione della politica estera improntata molto sui rapporti personali è tutt’altro che sbagliata. E ieri Berlusconi ha voluto a tutti i costi spiegarla quasi che fosse una nuova filosofia: «Non si tratta della politica delle pacche sulle spalle ma della consapevolezza che è grazie ad un’amicizia profonda tra le persone e tra i leader che ci si capisce meglio e si risolvono i problemi».
Ieri c’è stata una dimostrazione dell’efficacia del nuovo «verbo» diplomatico. Nel giro di dodici ore Silvio e Vladimir hanno messo in cantiere due «business» di una certa rilevanza per i due paesi. Putin ha telefonato addirittura da villa Certosa al presidente dell’Aereoflot per convincerlo a riprendere la trattativa con Alitalia. E in questo modo ha offerto una sponda di una certa importanza al prossimo premier italiano per affrontare una questione che ha caratterizzato l’intera campagna elettorale. «Io - ha spiegato il Cavaliere - non ho nulla contro Air France, ma occorrono condizioni paritarie. La trattativa è aperta ma bisogna risanare l’azienda, il marchio e l’italianità delle decisioni. Con Putin abbiamo parlato della possibilità di coinvolgere Aeroflot con un accordo che possa dare vita ad un gruppo internazionale».
Insomma, Berlusconi, anche grazie allo zar, sta tessendo la sua tela. Adesso c’è anche un altro partner internazionale ed è molto probabile che nel giro di due-tre settimane si materializzi anche la cordata italiana. Dopo l’Alitalia il confronto si è spostato sulla collaborazione tra Eni e Gazprom che nella mente di Berlusconi e Putin deve essere sempre più stretta (è stato appena firmato un accordo sui giacimenti libici). Anche sulla crisi libanese sempre seguita con una certa attenzione da Mosca, il Cavaliere ha rassicurato lo zar: giorni fa aveva dichiarato che avrebbe rivisto le regole di ingaggio dei nostri soldati; ieri ha precisato che valuterà la richiesta dei comandi militari e deciderà secondo «buonsenso». Infine, ultimo regalo all’amico, Berlusconi ha confermato che porterà alla Ue la proposta di abolire il «visto» per favorire i flussi turistici dalla Russia.
Quindi l’amicizia tra i due ha prodotto una serie di accordi di peso. Ma quelle 20 ore passate insieme hanno dimostrato anche, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che i due sono molto simili. Che sono fatti apposta per intendersi. Allo zar, ad esempio, piacciono le donne quanto al Cavaliere. Così a villa Certosa l’argomento, volontariamente o meno, ha tenuto banco. Anche perchè sui tabloid moscoviti imperversa un gossip che coinvolge il Presidente: secondo alcuni starebbe per sposare la bella ginnasta Alina Kabaeva. E questa «voce» ha accompagnato il soggiorno dello zar. L’altra sera un artista del bagaglino, Manlio Dovì, ha preparato una gag su un altro primo ministro innamorato, il francese Sarkozy, tutta improntata sulla sua love story con Carla Bruni.
Poi la questione femminile è esplosa in conferenza stampa, quando una cronista della Mezavsinaya Gazeta ha domandato a Putin del matrimonio. «In quello che mi ha chiesto - è stata la risposta fredda dello zar - non c’è una sola parola di verità. In passato in altre pubblicazioni sono state menzionate altre donne. A me piacciono tutte. Mi piacciono tutte le donne russe perchè sono le più belle e dotate del mondo. Solo le italiane possono concorrere con loro». Poi è stato un po’ più duro: «Io capisco che un uomo politico deve vivere in una casa di vetro. Ma anche in ciò esistono limiti. Ho sempre avuto antipatia per quelli che con naso colante e con in testa le proprie fantasie erotiche cercano di infilarsi nella vita altrui».
Sarà stata l’aria di Villa Certosa ma quello Zar, normalmente taciturno, si è trasformato in un inedito Berlusconi. Mentre il Cavaliere «vero» per dovere di ospitalità ha continuato ad interpretare se stesso. Così per rompere la tensione non ha trovato di meglio che mimare con le mani il gesto del mitra che spara prendendo di mira la cronista. Apriti cielo. Grazie alle agenzie di stampa italiane è scoppiata la solita polemica nostrana. C’è chi ha visto la cronista con gli occhi umidi. Chi l’ha sentita sollevata per Berlusconi («si sa che lui scherza»), meno per Putin. E pensare che i più maliziosi - visto che in queste conferenze stampa sono gli staff a scegliere i giornalisti per le domande - hanno avuto il sospetto avvalorato da qualche voce ufficiosa che la sceneggiata è servita allo Zar per dare un taglio al gossip. Del resto Putin è più che d’accordo con il motto del Cavaliere: «Gli statisti non vanno giudicati sotto la cintola dei pantaloni».
   
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