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Antimafia Duemila

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Lingue alla Bavarese PDF Stampa E-mail

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di Marco Travaglio - 17 aprile 2008
L’intellettuale italiano, diceva Montanelli, è nato a corte ed è sempre stato servo. Tre giorni dopo la vittoria del Pdl, all’ingresso della corte di Arcore e delle succursali di Palazzo Grazioli e villa Certosa, già si registra un affollamento di cortigiani da ora di punta. Spingono, sgomitano, si calpestano.


Ci sono prima io! No io! E intanto leccano, essendo la lingua l’organo più sviluppato di questa fauna italiota che non riesce ad analizzare il successo di un politico senza dargli una lustratina alle scarpe. Sulla Stampa, Augusto Minzolini è letteralmente in estasi e, per farlo capire, scrive a lettere maiuscole: «C’è una parola che torna spesso sulla bocca di Berlusconi, accostata a volte alla sua persona, altre al governo, altre al nuovo partito dei moderati: la Storia. “Voglio passare alla Storia”, ripete spesso il Cavaliere…». La Storia, sempre maiuscola, ricorre altre sei volte nell’articolo, affiancata ora da «Bibbia» ora da «padre della Patria». Manca solo l’Uomo della Provvidenza, ma ci si arriverà. Come ai bei tempi Popolo d’Italia e della Stefani. Qualche colonna più in là Andrea Romano, già direttore del samizsdat dalemiano Italianieuropei ora editor della berlusconiana Einaudi, spiega tutto eccitato quanto sono bravi i leghisti. Lo schema è quello tipico dell’intellettuale all’italiana: siccome la Lega ha vinto, la Lega è bella. «La Lega potrebbe diventare il motore riformatore del governo Berlusconi», essendo «un movimento politico ormai lontano dalla rappresentazione zotica e valligiana», «ha accantonato definitivamente il teatrino secessionista» e «giustamente Stefano Folli sul Sole-24 ore rimanda all’esempio della Csu bavarese», perché la Lega è un modello di «buona amministrazione locale», piena di «giovani preparati come il piemontese Roberto Cota», insomma sarà «il reagente indispensabile ad una vera stagione di rinnovamento». Infatti ancora dieci giorni fa a Pontida i futuri ministri padani parlavano di cannoni e fucili, circondati di gente travestita da Obelix e da Panoramix. Infatti due anni fa la Lega sponsorizzava il banchiere ladro Gianpiero Fiorani, che a sua volta prometteva di salvare la Credieuronord, la banca padana messa in piedi da questi campioni della «buona amministrazione» modello bavarese e fallita all’istante, anche perché usata per riciclare svariati miliardi rubati al Tribunale fallimentare, con centinaia di risparmiatori truffati sul lastrico. Stessa fine hanno fatto altre leggendarie iniziative di questi noti «reagenti del rinnovamento», come il celebre villaggio turistico in Croazia, o la vendita delle zolle di Pontida, o l’istituzione del tallero padano, detto anche il «calderolo», per combattere l’odiata liretta. Sempre a proposito di «buona amministrazione locale» e «motore riformatore», segnaliamo le imprese di Matteo Brigandì, leghista calabrese trapiantato a Torino, sedicente «Procuratore generale della Padania» nonché avvocato di Bossi, che nella sua veste di assessore piemontese al Legale (sic) è riuscito a farsi condannare in primo grado a 2 anni di carcere per truffa aggravata alla Regione Piemonte (cui dovrà pure risarcire 250 mila euro): nel 2003 regalò a un amico concessionario d’auto 6 miliardi di lire dei contribuenti per risarcirlo di falsi danni mai subiti in un’alluvione. Nel 2006, per premio, la Lega lo portò in Parlamento. Come sarebbe certamente accaduto in Baviera, se Brigandì anziché a Messina fosse nato a Monaco. Roberto Castelli invece, celebre per aver portato al ministero della Giustizia un amico grossista di pesce surgelato in veste di «superconsulente per l’edilizia carceraria» a botte di 100 mila euro l’anno (con condanna incorporata della Corte dei Conti a restituirli) sarà governatore della Lombardia. Ma a Roma la «buona amministrazione» sarà comunque garantita da giganti del pensiero liberale come Mara Carfagna, Elio Vito, Roberto Calderoli. Schifani invece, visto il suo alto profilo istituzionale (Filippo Mancuso lo chiamava «principe del foro nel recupero crediti»), sarà presidente del Senato: quando Napolitano sarà fuori Italia, sostituirà il presidente della Repubblica. Dettagli, si capisce, nell’orgia dei festeggiamenti sul carro del vincitore. Dove persino il direttore di Europa Stefano Menichini si abbandona ai baccanali: «Il rapporto fra Berlusconi e l’Italia, a questo punto, assume effettivamente una dimensione storica». Torna finalmente a sorgere il sole, libero e giocondo, sui colli fatali di Roma.

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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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