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Mandanti occulti
La Catena di San Libero n. 359 | La Catena di San Libero n. 359 |
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di Riccardo Orioles - 16 aprile 2008 O puoi votare Pepsi, e qui devi perdere un po' più di tempo a leggere i giornali. Comunque per uno dei due. Alla fine ha vinto Berlusconi ma ha vinto - a modo suo - pure Veltroni. Abbiamo perso Peppone, Don Camillo, ed io. La politica è una cosa troppo importante per lasciarla fare alla gente comune, è l'idea di ora. Possiamo applaudire i politici, gridare viva e abbasso, ma far politica noi poveracci è cosa ormai d'altri tempi, come il maestro Manzi o l'idrolitina. Veltroni non solo non si dimette, ma è anzi commosso; Berlusconi non solo non finirà in galera, ma ci manderà giudici e carabinieri. E va bene. Adesso spariamo un po' sulla croce rossa. Veltroni. Andare a una lotta per un premio di maggioranza proclamando per prima cosa "corro da solo" significa istantaneamente trasmettere il messaggio "cerchiamo di perdere le elezioni, e in compenso sbarazziamoci di Prodi, di D'Alema, dei cortei, dei sindacati e di tutte quelle noiose faccende che c'impediscono di fare i Grandi Leader senza dar conto a nessuno". Confusione e basta. Ora non c'è più confusione, c'è Dell'Utri, c'è Caldiroli, pazienza, in compenso nel nostro feudo finalmente comanda uno solo. Come in Russia, dove Putin del comunismo s'è tenuto il potere assoluto e la disciplina, e ha buttato alle ortiche tutto il resto. (Una campagna cominciata con un "Vinceremo come i Giants di Chicago" e finita con un "Pronto Duce? Mi congratulo per la sua vittoria! Come fa Al Gore!"). Bertinotti. Si poteva fare una sinistra decente. Con Vendola, con Zanotelli, comunque non con un segretario di partito. S'è fatta una sinistra di notabili, col capo del partito A, il vicecapo del B, ecc. Tutankamon in rappresentanza di Egitto Alternativo, Hammurabi per la Sinistra Babilonese, ecc. "Mi dimetto" è una risposta da otto settembre. Il problema non era attacccarsi o meno alla falcemartello (la coperta di Linus). Era se fare una sinistra di giovani, con tutti i particolari antipatici che ciò comporta, o mantenersi attaccati alle piccole poltrone foderate di rosso. Beppe Grillo. Tanto utile prima, quanto coglione poi. "Non si vota! Astensione!" e un minuto dopo "Vota Puro-e-Duro! La lista della rivoluzione!" (questo in Sicilia) è esattamente quel che faceva, temporibus illis, Servire il Popolo. E' andata com'è andata. Di Pietro. Non mi ha nemmeno telefonato per dirmi che non è d'accordo col suo collega di schieramento Salvo Andò, quello che ha messo in programma "basta coi professionisti dell'antimafia" (cioè, filologicamente, con Paolo Borsellino). Orlando, per prima cosa, ha detto che "perlomeno ci siamo sbarazzati della sinistra". Anche i migliori peggiorano, con le cattive compagnie. Dalla Chiesa. Non ha preso neppure un voto. Più che altro perché non l'hanno neanche candidato. I voti, a Milano, li doveva portare il figlio di Colaninno. Napoleonico. Finocchiaro. Era la Segolene italiana, era la futura presidente del consiglio donna, era qua, era là. Ora è semplicemente il politico più catastrofico dell'intera storia politica della Sicilia. Che avrebbe straperso si sapeva già, visto che non aveva mai vinto un'elezione. E allora perché l'hanno presentata (non ci voleva un genio per capire che la Borsellino avrebbe preso più voti)? Perché l'ha ordinato Veltroni, alla faccia della democrazia. E noi antimafiosi non siamo stati nemmeno capaci (ognuno per sè e Dio per tutti) di tenerla lontana da un'elezione in cui ci si giocava dieci anni di Sicilia. Bossi. E' riuscito a far digerire ai lombardi la perdita delle fabbriche, che ora sono in Cina. Bravo. Come Goebbels, quando riuscì a persuadere gli operai di Berlino che la colpa dell'inflazione era degli ebrei. Fini. Fini chi? Prodi. Per ironia della storia, l'unico a far vincere (per due volte) la sinistra è stato un democristiano. E - ironia esagerata - per due volte è stato accoltellato alle spalle da un ex "comunista". Cipputi. Il popolo di sinistra. Il meglio dell'Italia, quel che una volta ne faceva un paese civile. Ha votato disciplinatamente come gli hanno detto i capi. I capi via via erano Stalin, Togliatti, Berlinguer, Occhetto, D'Alema, Arlecchino. Hanno obbedito a tutti, con eroica disciplina. Forse sarebbe stato meglio obbedire di meno e ragionare di più. Noialtri. Non siamo stati all'altezza. Neppure i socialisti lo erano stati, quando salì Mussolini. Erano convinti che si trattasse ancora di destra e sinistra, che Benito fosse solo un sabaudo più cattivo degli altri. Non era così. Ci vollero proprio i giovani per capirlo (Gobetti, Gramsci e compagnia) e anche stavolta le carte della sinistra sono in mano all'ultima generazione. Ai vecchi il compito, essenzialmente e per chi ce la fa, di non tradire. I partiti che butteranno giù Berlusconi non hanno ancora neanche un nome. Eppure in un certo senso stanno già nascendo, e proprio ora. Info: www.lesiciliane.org Info: www.riccardoorioles.org |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Il coraggio di Paolo Borsellino
di Antonino Di Matteo - 19 luglio 2008*
"Paolo Borsellino era un magistrato che con la passione e il rigore morale che lo contraddistinguevano rappresentava il concretizzarsi del principio costituzionale della "legge uguale per tutti"
Io appartengo a quel gruppo di giovani siciliani che si sono
determinati ad affrontare la dura avventura del concorso in
magistratura negli anni Ottanta, proprio perché affascinati dalla
inebriante brezza, anzi, dal forte vento di pulizia e di ribellione che
era rappresentato dalla esperienza del pool antimafia di Palermo. E
quindi il nome, il lavoro, il carisma di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino rappresentavano già allora per me, ma vi assicuro per molti
altri magistrati che sono anche qui oggi in questa sala, l’ideale punto
di riferimento di un cammino appena intrapreso con la decisione di
dedicare tutte le nostre forze al perseguimento di un sogno, quello di
diventare magistrato.
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Articoli precedenti:
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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