| Segreto di Stato: un decreto fissa i limiti |
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di Dora Quaranta - 13 aprile 2008 Quindi il vincolo non potrà superare il limite dei 30 anni in tutto. Tuttavia occorre precisare che la decorrenza dei 30 anni scatta non da quando il fatto si è verificato, ma dal momento in cui il segreto è stato apposto e confermato dalla presidenza del Consiglio. Poiché la legge sulla segretezza di <<atti, documenti, notizie, attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno all'integrità dello Stato democratico>> è entrata in vigore nel 1977 e dato che è stata applicata a partire dal 1980 questo significa che bisognerà attendere il 2010 per assistere alla prima vera desecretazione di documenti. Si attende ora la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale che dovrebbe avvenire entro il 20 aprile. Micheli ha detto di essersi rivolto ai servizi Dis (ex Cesis), Aise (ex Sismi), Aisi (ex Sisde) e alle forze di polizia al fine di <<organizzare le consultazioni per quanti lo richiedano>>. E' facile ipotizzare che il maggior numero di richieste riguarderà tutte le carte del caso Moro di cui ricorre il trentennale dell'assassinio. L'ex capo della procura di Milano Gerardo D'Ambrosio pur accogliendo con soddisfazione l'iniziativa legislativa non nutre grosse speranze sui risultati: <<Era ora che anche in Italia si approvasse una norma come questa – ha detto D'Ambrosio – ma bisogna vedere che cosa ci fanno trovare. Gli 007 sono talmente burocratici che incartano tutto, ma le carte scottanti forse non ci sono più>>. Dello stesso parere anche l'ex pm Felice Casson: <<La riforma è epocale, soprattutto perché avrà un effetto positivo per il futuro. Se già adesso si sa che le carte dovranno essere pubbliche, non si verificheranno più depistaggi. Quanto al passato invece credo che negli archivi degli 007 ormai ci sia ben poco. Su stragi come piazza Fontana, Brescia e Bologna dai cassetti dei servizi non verranno scoperte che potranno mutare gli accertamenti fatti nel corso dei processi>>. Sarà necessario attendere ancora a lungo per la caduta del segreto sui lavori svolti a Villa Certosa, residenza sarda di Silvio Berlusconi, imposto nel 2005 per ragioni di <<protezione e sicurezza>> del proprietario, all'epoca presidente del Consiglio. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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