Dossier
Marco Travaglio
Ave Silvio, morituri te salutant | Ave Silvio, morituri te salutant |
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di Marco Travaglio - 16 aprile 2008 Boselli però dice che è tutta colpa di Veltroni: «Walter ha responsabilità gravissime» in concorso esterno si suppone con gli elettori. Ma ora anche lui minaccia «un congresso», mentre Bobo Craxi s’interroga: «Adesso dovremo capire quanta gente c’è dietro quello 0,7%». Pochina, a occhio e croce. Con le percentuali se la cavava meglio papà Bettino: quando chiedeva il 5%, arrivava subito l’architetto Larini e glielo portava, in contanti. Una prece anche per Willer Bordon, che tre mesi fa ballava spensierato con l’amico Dini sul Titanic del governo Prodi, contribuendo a mandarlo a picco: la sua Unione Democratica Consumatori ha strappato un eccellente 0,3%. S’è consumata, democraticamente. Da dietro un cumulo di monnezza si fa vivo pure il neoassessore bassoliniano Claudio Velardi, che esulta perché testuale «il risultato del Pd in Campania va al di là di ogni più rosea previsione»: in effetti ha raccolto qualche voto in più dei lettori del Riformista. Totò Cardinale, che ha lasciato il seggio ereditario alla figlia Daniela, quella che «non leggo libro perché studio», assicura che la ragazza «ha contribuito a determinare il buon risultato del Pd, s’è fatta conoscere». Ma soprattutto riconoscere. Una prece per il Platinette Barbuto: 0,4%, 122 mila voti, un trionfo se si pensa che sono 15 volte i lettori del Foglio e un terzo dei telespettatori di Otto e mezzo. Intanto è già iniziata la corsa sul carro del vincitore, sport nazionale da un paio di millenni. Tutti a magnificare la «metamorfosi del Cavaliere» (quale?), il «nuovo profilo di statista», la prossima «fase costituente», magari con nuova Bicamerale. Nella notte Massimo Giannini di Repubblica dice addirittura che «il voto a Berlusconi condona i suoi processi e i conflitti d’interessi», come se si potessero mettere ai voti i reati e le illegalità, come se le urne sostituissero i tribunali, la Consulta e la Corte di giustizia europea. Emma Marcegaglia ha chiesto che «le imprese italiane ritrovino fiducia»: soprattutto due, Mediaset e Mondadori, che infatti l’altra sera schizzavano in Borsa come non mai. Intanto lo «statista» tornava sui «brogli di Prodi nel 2006». Annunciava di esser «pronto ad accettare i voti dell’opposizione sulle riforme», bontà sua. E cenava con Tarak Ben Ammar, Confalonieri, Doris, Galliani, Fede, Adreani, Ermolli, senza dimenticare l’avvocato Ghedini e il medico personale Zangrillo: praticamente, il nuovo governo. Ora d’aria L'UNITA' |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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