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Brogli, cento schede scomparse allo Zen PDF Stampa E-mail

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di Salvo Palazzolo - 15 aprile 2008
Cento schede del Senato, in bianco ma già timbrate, scompaiono misteriosamente alla sezione 493. La Procura ha già aperto un´inchiesta, presto saranno interrogati anche i componenti dei seggi, mentre la Digos è stata impegnata anche per altre segnalazioni in città.



Lo spettro di nuovi brogli si è materializzato domenica pomeriggio alla sezione 493, scuola elementare Giovanni Falcone, periferia estrema dello Zen 2. Il presidente, Giorgio Giordano, ha rifatto qualche conteggio e si è accorto che mancavano cento schede fra quelle in bianco ma già timbrate del Senato. È partita subito una denuncia alla Digos. Il presidente non ha dubbi: «Non credo che la sparizione delle schede elettorali sia dovuta a un errore mio o degli scrutatori - dichiara davanti a giornalisti e telecamere - ritengo invece che l´ammanco sia dovuto a un prelievo, ma non ho sospetti».
È davvero un giallo quanto avvenuto alla sezione 493. I poliziotti di vigilanza al seggio non hanno notato nulla di strano. Porte e finestre sono intatte. Nessun sigillo è stato violato. Gli investigatori della Digos hanno già ascoltato tutti i componenti del seggio. Ed è emersa una prima verità. Domenica, all´ora di pranzo, il presidente si sarebbe allontanato per una piccola pausa, lasciando al segretario il compito di supervisionare le operazioni di voto. Ma la ricostruzione è ancora frammentaria. Solo quando lo spoglio sarà completato, gli interrogatori in questura potranno chiarire definitivamente almeno i contorni del giallo. Anche per capire se dietro quell´ammanco ci sono responsabilità di chi doveva vigilare sul seggio.
Il questore Giuseppe Caruso non appare preoccupato: «Teoricamente quelle schede non possono essere utilizzate». Ogni scheda, infatti, ha un timbro con il numero della sezione in cui deve essere votata. «Teoricamente», dunque, non c´è rischio brogli. Ma c´è comunque massima allerta fra gli investigatori, che ieri pomeriggio hanno inviato un primo rapporto alla Procura. E i magistrati hanno aperto un fascicolo d´inchiesta, al momento contro ignoti.
Emilio Arcuri, l´ex vice sindaco oggi candidato nelle liste di Italia dei valori alla Camera e all´Ars, ha una spiegazione di quanto potrebbe essere avvenuto: «Abbiamo avuto diverse segnalazioni circa la consegna di schede già precompilate agli elettori, poco prima dell´ingresso al seggio. Ai galoppini viene poi riconsegnata la scheda bianca non utilizzata». Adesso, per i poliziotti, è caccia in tutti i seggi alle schede della sezione 493. Per capire cosa potrebbe essere accaduto.
Per la Digos è stata una tornata elettorale di gran lavoro. Un altro caso tutto da chiarire ha avuto come scenario la sezione 566 di via Ustica, ad Altarello. A denunciarlo è Bartolo Fazio, senatore uscente del Pd: «Domenica sera un mio collaboratore ha saputo da un elettore che sarebbero state consegnate schede per le elezioni visibilmente manomesse». Ci sarebbero stati già segni su quelle schede. «L´elettore - racconta Fazio - ne ha immediatamente evidenziato la manomissione al presidente, richiedendone la sostituzione e la registrazione di quanto accaduto sui verbali. Ma una verbalizzazione non è mai stata eseguita dal presidente».
Sono stati momenti di tensione alla sezione 566. Un altro elettore sarebbe uscito dalla cabina, esclamando: «È vero che avrei voluto votare per il Pdl ma non accetto che mi si consegni una scheda già votata». Fazio denuncia: «Anche in quel caso, pare che il presidente del seggio non abbia ritenuto opportuno registrare l´accaduto sui verbali e si è limitato a giustificare la vicenda come un mero fatto occasionale».
Altra chiamata per la Digos è arrivata dalla sezione 582 di via Mongitore, quartiere Albergheria, dove il presidente Vivian Cordova ha scoperto che le matite fornite al seggio non erano del tipo previsto dalla legge, ovvero quelle copiative.
Con la Digos hanno poi collaborato i commissariati della città: sono una decina le persone fermate e denunciate all´esterno dei seggi mentre facevano campagna elettorale, nonostante il divieto.
Una denuncia viene anche da Sonia Alfano, candidata dei "grillini" a Palazzo d´Orleans: «Ho constatato personalmente, davanti alla scuola Diaz, a Brancaccio, scambi di volantini e chissà cos´altro a meno di cinquanta metri. Gli stessi episodi si sono verificati in moltissimi altri seggi e nessuno ha preso provvedimenti». A Siracusa un´altra segnalazione di Sonia Alfano ha fatto scoprire alla Digos che il presidente della sezione 34 era anche candidato al Senato per la Sinistra Arcobaleno. È stato immediatamente rimosso. A Trapani, infine, tre persone sono state denunciate per aver portato in cabina un cellulare con fotocamera.

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