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Antimafia Duemila

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Ucciso il reggente di Porta Nuova preoccupati gli inquirenti PDF Stampa E-mail

 di Dora Quaranta - 13 giugno 2007


Palermo. E’ stato ucciso stamane poco dopo le 9 in via Pietro Geremia, nei pressi di piazza Noce, Nicolò Ingarao, 46 anni. Contro la vittima sarebbero stati esplosi almeno 4 colpi di pistola da due persone coperte da un casco a bordo di una moto. I soccorsi giunti sul posto hanno tentato invano di rianimarlo. Ingarao aveva in mano un giornale ed una bottiglia d’acqua ed aveva appena finito di assolvere al suo compito quotidiano di apporre la firma nel registro dei sorvegliati speciali presso il commissariato di Ps Zisa.
Si tratta di un omicidio che desta viva preoccupazione da parte delle forze dell’ordine e della magistratura. E’ il primo assassinio di mafia degli ultimi tempi di  un personaggio di grosso calibro. Infatti dalle intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni di alcuni pentiti si evince che nel 2005 ad Ingarao era stato affidato il ruolo apicale di reggente del  mandamento di Porta Nuova dal boss Nino Rotolo che lo considerava suo uomo di fiducia. La carriera criminale di Ingarao comincia con una serie di rapine, fra cui quella al Banco di Sicilia di piazza Borsa. Nel 1995 gli viene indirizzata la prima ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma Ingarao fugge e viene arrestato per mafia ed estorsioni nel ’96. Nel frattempo viene processato per l’omicidio di Giorgio Pecoraro avvenuto nel ’95 nel rione del “Capo”. Condannato all’ergastolo in primo  e secondo grado, viene definitivamente assolto nel 2004. Nel 2005 è nuovamente arrestato per mafia ed estorsioni. Ancora un provvedimento di custodia cautelare nei suo confronti giunge nel giugno 2006, nell’ambito dell’operazione Gotha. Nel febbraio 2007 è condannato con rito abbreviato a 9 anni di reclusione, ma una settimana dopo è scarcerato perché i suoi legali dimostrano che Ingarao ha già scontato 9 anni e 5 mesi. Rimane pendente un procedimento per estorsione ma i termini di custodia risultano scaduti. Il 18 ottobre 2007 avrebbe dovuto cominciare per lui il processo Gotha con l’accusa di associazione  mafiosa.   
Secondo il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso potrebbe trattarsi di un omicidio preventivo che si  inserisce nel forte contrasto in corso tra Rotolo, detenuto ed il boss latitante Salvatore Lo Piccolo desideroso di consolidare il suo dominio assoluto sulla città di Palermo. Ingarao quindi per il suo ruolo verticistico e la sua vicinanza a Rotolo avrebbe costituito una minaccia per gli interessi di Lo Piccolo. <<Occorre attendere – ha continuato Grasso – per comprendere se i superstiti della “Ditta Rotolo & C.” abbiano la forza o meno di reagire. Certamente le modalità operative in tutti i loro particolari ci fanno ripiombare in un clima sotto il profilo dell’ordine pubblico che se da un  lato era prevedibile dall’altro avremmo voluto completamente evitare>>. In merito agli attuali equilibri mafiosi Grasso ha sostenuto che non si può sapere con certezza quanto il rientro degli “scappati”, emigrati negli States ai tempi della guerra di mafia contro i corleonesi, possa influenzare i rapporti interni a Cosa Nostra. Senza dubbio non si può pensare, ha detto Grasso, ad una mafia che all’interno delle sue file abbia deciso definitivamente di sotterrare le armi.
<<Con la cattura di Provenzano – ha dichiarato Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo – poteva esserci o una continuità nella linea moderata o una fuga in avanti per tentare di modificare gli equilibri del territorio. E’ presto per dire cosa accadrà ma siamo preoccupati>>. Altrettanta preoccupazione per i futuri sviluppi è stata espressa dal presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Francesco Forgione e dal sen. di Fi Carlo Vizzini per il quale un omicidio in pieno giorno, in un quartiere popoloso e ad alta densità mafiosa  è segno di forte determinazione criminale <<di chi uccide un capo contestandone la legittimità e per stabilire un nuovo ruolo di comando>>.


ANTIMAFIADuemila N°54

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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