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Antimafia Duemila

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L'intervista ad Antonio Ingroia PDF Stampa E-mail

Democrazia malata, ma con gli anticorpi per guarire
a cura di Lorenzo Baldo

Dottor Ingroia, nella lista del Sismi c’era anche il suo nome tra quelli dei magistrati da controllare e intimidire. Cosa ha provato quando ha letto la ricostruzione del Csm?
Direi soprattutto una sorta di disorientamento e preoccupazione. Disorientamento perché dalla delibera del Csm viene fuori un’indicazione molto chiara: che non si trattava di un’attività di dossieraggio svolta, come suol dirsi in genere in questi casi, da pezzi deviati di un’istituzione, ma di un’attività che era svolta dall’istituzione di un Paese democratico. Il Sismi in questo caso. Se prima eravamo abituati a doverci guardare le spalle dal cosiddetto antistato, la mafia, e da pezzi deviati dalle istituzioni quindi, ora si è arrivati al punto di doversi guardare le spalle anche da un’intera istituzione che, in teoria, avrebbe dovuto occuparsi della sicurezza dei cittadini. Di difendere i cittadini dai criminali e non da chi cerca di perseguirli, e cioè i magistrati.
Dall’altra parte, però, sento anche un’accresciuta fiducia in quelle stesse istituzioni democratiche perché la posizione inflessibile e pronta del Csm mi ha dato ulteriore dimostrazione del fatto che dentro questo stesso Stato, con tutte le sue difficoltà, le sue debolezze, le sue opacità ci sono istituzioni che hanno un vero senso dello Stato. La nostra è una democrazia un po’ malaticcia, in questa fase non gode di ottima salute, ma sono convinto che ha in sé gli anticorpi per guarire.
Dottore, più di quindici anni fa il giudice Giovanni Falcone parlava di <<realtà estremamente inquietanti e particolarmente complesse, fatte di ibridi connubi tra criminalità organizzata, centri di potere extraistituzionale, settori devianti dello Stato>> che a un certo punto avrebbero persino tentato di <<condizionare il libero svolgimento della democrazia>> e <<ispirato crimini efferati>>. Quale parallelismo tra quanto detto da Falcone ieri e quanto accade oggi?
Con amarezza dobbiamo purtroppo registrare che da questo punto di vista l’Italia è cambiata poco. Benché la storia non si ripeta mai uguale a se stessa, la sensazione è che questi centri di potere extraistituzionale – che in realtà fanno parte di un unico sistema di potere che attraversa anche trasversalmente alcune istituzioni dello stato di diritto - è forte,  è presente nella storia. E non solo in quella recente ma anche, evidentemente, nella storia recentissima del nostro Paese. E che ha svolto un ruolo illegittimo, anche illecito, rispetto al quale rimane comunque la fiducia che altri poteri istituzionali, a cominciare dalla magistratura e dal Csm, sapranno reggere l’urto.
Per quanto concerne la commissione d’inchiesta e il fatto che Pollari si dica oggi pronto a raccontare “la sua verità” cosa ne pensa?
Non voglio esprimere valutazioni concrete su fatti specifici. In generale, credo che ogni sforzo verso l’accertamento della verità - purché sia appunto accertamento della verità e non nuove cortine fumogene - vada apprezzato e accolto. Penso che ci siano ampie zone d’ombra nella storia del nostro Paese, recente e meno recente, che attendono di essere rischiarate. Magari fosse l’occasione buona.
Ultima domanda. E’ uscita in questi giorni la notizia che lo Stato non ha più soldi per le vittime della mafia e che quindi non approverà la nuova proposta di legge formulata in materia. Qual è la sua opinione in proposito?
Le notizie tristi si vanno sommando e accumulando. Ed è desolante che questa notizia arrivi proprio mentre le indagini di cui abbiamo parlato dimostrano che altri soldi dello Stato venivano invece investiti per attività illegittime e probabilmente anche illecite, ossia quelle di spiare altri uomini delle istituzioni e non solo, per ragioni davvero extraistituzionali. Credo che tutto ciò dimostri, ancora una volta, quanto il nostro Paese abbia bisogno di una seria riforma che attraversi molte istituzioni dello Stato italiano e che dia nuova linfa vitale a una società che ha bisogno di credere in questo stesso Stato, in queste stesse istituzioni e che invece subisce, giorno dopo giorno, docce fredde in grado di mettere a dura prova il più alto senso delle istituzioni di qualsiasi cittadino italiano.


BOX 1


ANTIMAFIADuemila N°54






 
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Primo piano
g-falcone-web2.jpg Falcone: siamo corporativisti e poco professionali

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Duro monito del giudice palermitano al Consiglio Superiore della Magistratura e ai magistrati carrieristi e irresponsabili. Sono necessarie "maggiore competenza tecnica e più serietà operativa".
Relazione dal titolo La professionalità e le professionalità letta a Milano il 5 novembre 1988.

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News
antonio-ingroia-web.jpg Il pm Antonio Ingroia, Berlusconi non ha chiare idee su Falcone

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Parla l’avvocato di Riina,
Luca Cianferoni in un’ intervista esclusiva al direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni
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Agenda
libera-contro-le-mafie-web.jpg "Bavagli"

Incontro-dibattito organizzato dal presidio di LIBERA "CALATAFIMI SEGESTA".
Parteciperanno Antonio Ingroia e Marco Travaglio.
L'incontro si terrà lunedì 18 agosto 2008 alle ore 20:30 a Calatafimi Segesta ex convento San Francesco
Scarica la locandina: Bavagli

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Lettere & Comunicati
chantal-hulin-web.jpg Marcia del bambino in Paraguay

L'Associazione senza fini di lucro Justicia y Verdad, convoca tutti i bambini che vivono in strada, i genitori che lavorano per strada, e tutta la società a partecipare alla seconda Marcia “MITA SAPUKAI – EL GRITO DEL NIÑO” (IL GRIDO DEL BAMBINO)...

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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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