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Rassegna Stampa
Inchiesta brogli: Napoli (AN), su 41 bis pressioni non nuove | Inchiesta brogli: Napoli (AN), su 41 bis pressioni non nuove |
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ROMA, 12 APR - "Sono pressioni elettorali non nuove quelle che vengono dalle carceri e con le quali i mafiosi cercano canali per ottenere una detenzione meno rigida: ma non troveranno nessuna maggioranza parlamentare disposta a venire incontro a queste esigenze". Lo dice Angela Napoli (An) - da anni impegnata nella Commissione antimafia, in un apposito gruppo di studio, a monitorare l'applicazione del 41 bis - commentando la notizia riportata dal 'Corriere della Sera' di inchieste su spinte al voto orientate dai boss detenuti. Dalle indagini svolte dalla Commissione antimafia - aggiunge Napoli, candidata in Calabria "proprio nei territori della cosca Piromalli" - risulta che "non solo i tribunali sono molto sensibili ai reclami contro il 41 bis, ma che all'interno delle carceri, già da tempo, le regole del 'carcere duro' sono disapplicate o aggirate, dato che i mafiosi comunicano con l'esterno: semmai c'è bisogno di modifiche al regolamento in senso ulteriormente restrittivo". "Queste pressioni non mi meravigliano, perchè - conclude Napoli - in ogni tornata elettorale le cosche cercano appoggi finalizzati a interventi di natura legislativa o sui processi". ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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